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Caro-benzina, dopo il danno la beffa: dieci giorni di sciopero
Pubblicato il 09-02-2012


Il Parlamento deve cambiare le misure del decreto liberalizzazioni che riguardano i carburanti oppure lo sciopero dei benzinai ci sarà. Dieci giorni di disagi, da fissare a breve, che le maggiori federazioni del settore hanno sbandierato al governo. Una minaccia che ha in se tutto il peso di una situazione, a loro dire, insostenibile. E per i milioni di automobilisti dopo il danno del caro-benzina arriva la beffa dello sciopero.

SCIOPERO – Quello che chiedono è lo stop all’esclusiva dei petrolieri, nella distribuzione dei carburanti, altrimenti i gestori degli impianti potrebbero incrociare le braccia. É questo il messaggio chiaro quanto perentorio che il presidente della Faib (Federazione Autonoma Italiana Benzinai), Martino Landi e il presidente della Fegica Cisl (Federazione gestori impianti carburanti e affini), Roberto Di Vincenzo, hanno fatto circolare parlando a margine dell’audizione in commissione Industria del Senato sul decreto legge liberalizzazioni. I gestori chiedono che nel provvedimento sia inserita la norma, circolata nelle bozze ma assente nel documento approvato dal governo, che pone fine all’esclusiva dei petrolieri per la distribuzione del carburante.

LIBERALIZZAZIONI – «Siamo delusi per l’impostazione data dal governo, che non liberalizza il mercato», dice Di Vincenzo. Il decreto «mantiene lo status quo» mentre il ricorso al libero mercato «è l’unica cosa in grado di far scendere i prezzi». Secondo i gestori delle stazioni di servizio i prezzi scenderebbero di 10 centesimi al litro, con un risparmio per le famiglie di 4 miliardi di euro l’anno. Lo sciopero, quindi, «è ipotizzabile». L’eliminazione dell’esclusiva, sottolinea Landi, è «l’unico modo per abbassare i prezzi che oggi fanno i petrolieri». Con la crisi in corso il costo della benzina «si dovrebbe abbassare e invece aumenta. Non si capisce perché tutti devono fare sacrifici tranne i petrolieri». Di altro avviso è invece il presidente della Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante), Luca Squeri, secondo cui la norma attuale è equilibrata.

SCONTI – Ma Roberto di Vincenzo della Fegica Cisl ha tenuto a sottolineare che «sarebbe uno sciopero non per bloccare le liberalizzazioni me per averle davvero». Tra le misure chieste dalle due organizzazioni ci sono lo stop dell’esclusiva tra gestori e petrolieri che secondo Fegica e Faib «potrebbe portare alla riduzione di 10 cent al litro sulla benzina con risparmi per 4 miliardi di euro complessivi all’anno» per gli automobilisti. Lo sciopero dei benzinai «è ipotizzabile, non per bloccare le liberalizzazioni, ma per averle. Saremmo l’unica categoria», ha aggiunto il presidente di Fegica, Roberto Di Vincenzo. Dello stesso parere Martino Landi, presidente Faib Confesercenti.

IMPRESE A RISCHIO – Le misure previste dal decreto sono insufficienti per i gestori mentre è necessario completare una liberalizzazione del settore che il Governo “ha appena abbozzato” perché altrimenti «5000 piccole imprese di gestione saranno condannate al fallimento entro i primi sei mesi del 2012». Al momento, hanno sottolineato i gestori, l’obbligo di fornitura in esclusiva non viene toccato dal decreto «malgrado gli annunci del Governo». Tra le richieste dei benzinai anche quella di «vietare l`esposizione dei cartelli di sconto che ingannano i consumatori, obbligando l`esposizione solo del prezzo effettivamente praticato».

FEDERCONSUMATORI – «Dall’inizio dell’anno, il prezzo della benzina è cresciuto di 9 centesimi al litro, che si traducono in un aggravio annuo di 108 euro per costi diretti e di circa 87 euro per costi indiretti». A denunciarlo a  gran voce è Federconsumatori e Adusbef, in una nota in cui evidenziano gli effetti sui prezzi degli aumenti del carburante, «ormai a 1,80 euro al litro, con punte anche oltre 1,84». «Quello che ci preoccupa maggiormente – affermano le associazioni – sono le ripercussioni nel settore alimentare che, di questo passo, saranno di oltre 181 euro annui». Una situazione che, per le organizzazioni, richiede «interventi determinati, prima di tutto sul versante delle liberalizzazioni, ancora del tutto marginali e poco incisive per quanto riguarda i carburanti». Inoltre, concludono i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, «e’ necessario disporre un serio piano di controlli e verifiche sul meccanismo della doppia velocita’, per contrastare in maniera decisa le intollerabili speculazioni che spesso si verificano in questo settore».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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