lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Caro maestro
Pubblicato il 07-02-2012


Ho una amica che abita a Cipro. Si chiama Bettina e ci sentiamo periodicamente al telefono. Ci accomuna un paese, delle amicizie e un grosso dolore. Mi parla spesso anche del malessere che attanaglia l’Italia. La questione Italia è seguita anche all’estero. Ma loro non si perdono a guardare la scatola chiamata televisione, mentre il nostro paese si sbriciola come una torta.

Qualcuno ci aveva avvertito nel lontano 1963. Ci aveva detto a chiare lettere che “la Tv è la nuova arma”, pronta per la micidiale diffusione della menzogna.

Caro Pier Paolo, avevi ragione. I nostri pensieri sono subappaltati a chi ha progettato le nostre opinioni di domani. In questo regime sotto nuove – e più accattivanti – forme, la ricerca della verità è considerata obsoleta.

Non è il Paese ad essere ammalato. Il problema è che ci siamo ammalati noi, inquinandoci quotidianamente con una dose di caroselli offerti gratis. Un’overdose. Il tesoriere di un partito che si intasca 13 milioni di euro non mi fa più nè caldo nè freddo. Ci hanno abituato così bene agli scandali che oramai non ci facciamo più caso. Il polpettone di Beautiful ci fa un baffo.

Se potessi, ti abbraccerei forte, caro Maestro (che bella questa parola: Maestro). Perchè bisognerebbe che andassimo a riscoprire i vecchi Maestri, visto che i nuovi non ci insegnano nulla.

Mi chiedo che cosa diresti tu, della situazione attuale. Mi chiedo se concederebbero spazio al tuo pensiero graffiante e oltranzista. Ma tu te lo ricaveresti, lo spazio. Ti immagino con gli occhiali scuri, appoggiato ad un muretto del Pigneto, a far lezione ad un gruppo di immigrati. Ore e ore di concetti diretti, illuminati. Sempre dalla parte del più debole. Sempre. Anch’io mi metterei in fila, fingendomi albanese o rumeno o slavo. O cipriota.

Tu sì che ti alzeresti. Alzeresti la mano per condannare nani e ballerine.

Non avresti che l’imbarazzo della scelta…

Aldo Boraschi

Giornalista - Faccia di culatello

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Commenti all'articolo
  1. E per questo che leggo le tue lettere caro Maestro per non sentire la mia mente ammalata, comprata, venduta da chi non interessa la nostra opinione, da chi crede di manovrarci come vuole, e dico “crede” perché ho la speranza che non sarà così ,le cose cambieranno. Oggi ho parlato con un ragazzo di 26 anni e ho sentito in lui una forza che non ricordavo più esistesse,una voglia di cambiare e non la solita statica apatia che si vede in giro. Come lui ce ne sono molti altri i quali non vogliono cambiare le cose in modo”rumoroso” non accettano i caroselli gratis che ci vogliono far credere , ma vogliono riprendersi il loro cervello, la loro mente,vogliono suonare un tamtam lontano . Sarà utopia ma voglio credere che le tue parole ,Maestro ,arrivino a loro come ad altri.

  2. Caro Aldo, è vero che è difficile trovare oggi dei buoni maestri… . Tu per sentimenti e per sincerità potresti esserlo ed è perciò che ti leggo sempre. Sai che non sempre ci troviamo in perfetta sintonia sui contenuti, ma sullo spirito, la sincerità, la correttezza, il rispetto della libertà di pensiero siamo… gemelli.

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