martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Caro presidente Monti, i giovani vogliono solo lavorare…
Pubblicato il 02-02-2012


Durante un’intervista a tutto tondo sulla situazione italiana alla trasmissione tv Matrix, il Presidente del Consiglio Monti parla anche della riforma del mercato del lavoro e del precariato, male profondo delle generazioni più giovani. Monti nel suo intervento dice che i giovani devono abituarsi all’idea di flessibilità e che non avranno un posto fisso per la vita, come è stato per i loro genitori. Ovviamente l’argomento è di quelli ad alta tensione dove si potrebbero sprecare fiumi di parole, di tempo e di idee.

Una cosa è certa: la distinzione tra precariato e flessibilità in Italia ancora non esiste e se un lavoro fisso per tutta la vita può essere monotono, come afferma il Presidente Monti, è altrettanto vero che è l’unica forma contrattuale in grado di garantire prospettive future. Il rischio di una contrapposizione generazionale e contrattuale tra i garantiti ed i non garantiti è profondo e reale; la discussione intorno al famoso quanto complesso articolo 18 non deve essere fatta anteponendo tabù ideologici, ma allo stesso tempo non deve divenire alibi per continuare a utilizzare in maniera assolutamente abusata le più svariate forme di contratti atipici.

L’Italia ha bisogno di una approfondita riforma del lavoro affrontata senza aprioristiche opposizioni e che sia in grado di dare vere risposte ai giovani che, visti anche gli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile, per il momento chiedono quantomeno di poter lavorare.

Claudia Bastianelli

Segr. nazionale Fgs - Bastian Contrario

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Commenti all'articolo
  1. Si continua a far finta di non capire, per motivare alcune scelte che il Governo ed una parte degli industriali vorrebbe applicare.
    Come riportato nell’articolo, non è più un problema di posto fisso ipergarantito, il problema è che manca il lavoro e quel poco che c’è è di assoluto precariato senza nessuna certezza.
    Serve una vera riforma del mercato del lavoro, eliminando tutte le possibilità di contratti di lavoro “precari” senza garanzie ed a costi bassissimi. Il problema è creare flessibilità, non precarietà. Si può essere flessibili al massimo, ma con alcuni vincoli sui costi e sulle tutele contrattuali che diano le necessarie garanzie al lavoratore. Il problema è che chi ha realizzato le riforme del mercato del lavoro in Italia negli ultimi anni, e chi ora le dovrebbe realizzare, è ancorato a schemi teorici molto lontani dalla realtà del nostro paese, norme che sono applicate in paesi stranieri, e forse troppo vincolati da una imprenditoria italiana miope e confusa sul da farsi.
    Basterebbe analizzare le migliori pratiche realizzate in alcuni settori contrattuali (vedi Chimici) che con l’approfondita conoscenza del sistema, riescono a realizzare una flessibilità in entrata ed in uscita tale da rispondere a tutte le esigenze del settore, senza creare un vero e proprio precariato al ribasso sui costi… Finchè non ci si libererà da ideologie e lobby questo paese non riuscirà mai a risollevarsi…….

  2. certo se rilasciassero i PERMESSI LEGALI ai giovani italiani per tutte le attività occupate abusivamente dai cinesi, e i loro capi mai visti, i soldi girerebbero in italia al posto di SPARIRE in altri paesi… poi parlano di EVASIONE FISCALE!!!! ma per carità di DIO!! un bacio alla massoneria

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