martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Casini pensa a un “dopo Udc”
Pubblicato il 18-02-2012


Raggiunta la tanto sospirata intesa sulle riforme con i segretari Alfano e Bersani, Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, guarda ad un futuro che potrebbe andare “oltre” il partito fondato da lui e Rocco Buttiglione nel 2002. Durante l’esecutivo nazionale della Rosa per l’Italia di Savino Pezzotta, il leader Udc ha infatti annunciato «profondi cambiamenti» per un congresso del partito, quello del prossimo maggio, che Casini preannuncia come «straordinario anche nelle decisioni».

OLTRE LE ETICHETTE – «Dobbiamo contrastare la crisi di credibilità della politica, – ha dichiarato Casini – dicendo alla gente che occorre riformare le istituzioni, dare un segnale sulla riduzione del numero dei parlamentari, ma anche dare il segnale che occorre fare qualcosa di più andando oltre: destra, centro e sinistra, sono etichette che rappresentano ancora la gente?».

A MAGGIO CONGRESSO STRAORDINARIO – «Io credo – prosegue – che il congresso dell’Udc non può essere un congresso ordinario ma straordinario, straordinario anche nelle decisioni: noi che siamo stati i primi a capire che il bipolarismo stava per sfasciare il Paese, noi che siamo stati i primi a capire che occorreva un armistizio tra le forze politiche. Noi – incalza l’onorevole – dobbiamo essere i primi a capire che è finita una stagione politica, che i partiti così come sono organizzati non servono più».

DIVERSI PARTITI PER DIVERSI EQUILIBRI – Per Casini bisogna cercare una soluzione che vada al di là degli attuali schieramenti, per trovare un compromesso (probabilmente con Futuro e Libertà di Gianfranco Fini e Api di Francesco Rutelli) che rispecchi i nuovi equilibri sociali. «I poli, il Terzo polo, non sono la soluzione – afferma sicuro Casini – occorre creare un contenitore con caratteristiche diverse che sia in condizione di porsi come elemento di guida dell’Italia e degli italiani». La convinzione del leader Udc è che si andrà alle politiche del 2013 con equilibri profondamente diversi da quelli attuali e che, quindi, anche i partiti attuali debbano essere in qualche modo rivisitati per venire incontro a questi cambiamenti. «Facciamo le prossime elezioni amministrative con questo rito che fa parte ormai del passato e poi cerchiamo di recuperare ciò che diceva Sturzo, che è stato l’inventore delle liste civiche. É una sfida, come Rosa bianca, come Udc, come Terzo Polo, noi dobbiamo andare a prendere il più possibile dalla società civile».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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