lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il “Compagno Walter” lancia un amo a Monti ma il Pd non ci sta
Pubblicato il 20-02-2012


«Walter, torni subito a bordo!». Così Stefano Fassina, dalla capitaneria di porto del Pd, avrebbe forse voluto incalzare l’ex segretario Walter Veltroni, che sembra intenzionato a far rotta sullo scoglio “montiano”, “riformista”. Una secca che ai membri del partito sembra non piacere neanche un po’. Il succo della faccenda è questo: Veltroni ha rilasciato ieri un’intervista a Repubblica, nella quale corteggiava il nuovo governo tecnico in modo neanche troppo velato. Ed è andato spesso a battere proprio dove duole il dente del Pd, cioè sulla riforma dell’articolo 18: «Totem e tabù» della sinistra, lo definisce l’ex segretario, citando un saggio di Freud. Secondo Veltroni, il titolo del libro sarebbe «perfetto per definire gran parte del discorso pubblico in Italia. Bisogna cambiare un mercato del lavoro che continua a emarginare drammaticamente i giovani, i precari, il sud. Ci vogliono più diritti per chi non ne ha nessuno. Questa è oggi una vera battaglia di sinistra». Walter lancia un amo, vuole tirar su l’orata Monti prima che a pescarlo sia la destra. Le sue dichiarazioni sull’art. 18, però, non vengono prese benissimo dalla sinistra. Anche perché allineandosi con le posizioni più liberiste del democratico Ichino squarcia nel partito un’altra ferita lancinante.

IL VESPAIO – Dal nido partitico, dove la posizione veltroniana viene considerata più vicina a quella del Pdl che non a quella del Pd, si solleva così uno sciame di polemiche. Il mal di testa più lancinante l’ha sicuramente avuto Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd. In una “lettera aperta” pubblicata su Facebook, Fassina sfodera il frustino e punisce il reazionario Walter: «La prima regola per un dirigente nazionale sarebbe quella di affermare la posizione del partito di cui è parte. La posizione del Pd sul mercato del lavoro e sull’articolo 18 è diversa dalla tua, ovviamente legittima, ma minoritaria nel partito e più vicina, invece, alla linea del ‘pensiero unico’ e alle proposte del centrodestra». A dargli man forte arriva subito Sergio Cofferati, ex segretario della Cgil e membro del Pd al Parlamento Europeo: «La posizione di Veltroni è sbagliata e ha fatto bene Fassina a ricordarglielo. La nostra condizione economica è grave, siamo in recessione e c’è una sottovalutazione di quanto ci aspetta che mi preoccupa moltissimo. L’articolo 18 va lasciato così com’è». Con Fassina si è schierato anche Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro. La sua posizione è chiara: «Insistere sull’articolo 18 non vuol dire sostenere una posizione riformista, ma al contrario accettare di portare in Europa, dopo quello delle pensioni, anche lo scalpo del mercato del lavoro». Partecipa al tiro al bersaglio anche Susanna Camusso, segretario generale della Cgil: «L’articolo 18 è una norma di civiltà – ha aggiunto – E’ esistito per tanti anni, anche di crescita, e nessuno ha mai sollevato problemi. Non si può indebolire».

NON TUTTI CONTRO – Giorgio Tonini, senatore del Pd, è stato uno dei pochi a proteggere Veltroni dalle velenose fauci di Fassina. «Peccato che Fassina, nonostante i continui e un po’ stucchevoli richiami all’obbligo nel partito di uniformarsi ad una linea di maggioranza fortunatamente assai mutevole (come dimostra la vicenda patrimoniale), non sia riuscito a dimostrare dove sia la sostanziale distanza tra ciò che il governo Monti, con il nostro imprescindibile sostegno, sta cercando di fare e quel che potrebbe fare, nelle stesse condizioni, un governo di centrosinistra guidato dal Partito democratico», ha scritto il senatore del Pd in un intervento sull’Unità.

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. Ancora lui. Ma non doveva andare tanto tempo fa in Africa? Non contento dell’ottimo servizio svolto a favore del PD e del PSI con le politiche del 2008, torna per completare l’ “opera”. Giancarlo Moschin

  2. dare del “compagno” a chi ogni volta che apre bocca , altro non fa che ricordare come lui non è mai statto comunista (eppure si era scritto prima alla Direzione del PCI e poi all’asilo…) men che meno è mai stato sfiorato dall’idea di essere socialista! Lui in sostanza è l’uomo che non è mai stato e mai sarà. Uno che faceva le barricate ai tempi di Berlinguer contro l’abolizione della scala mobile (quella si che era una tagliola per l’economia e il potere d’acquisto dei lavoratori”), oggi è addirittura per l’abolizione di una norma di civiltà giuridica e di rispetto per la persona , prima ancora del lavoratore. Senza vergogna alcuna. grazie ai suoi supporter mediatici sta ancora li per distruggere ogni residua possibilità di costruire anche in Italia una forza politica socialista europea, ma addirittura continua nel voler cancellare l’idea stessa di una qualsivoglia proposta di sinistra riconduciblie agli ideali socialisti. Con queste ggente, torneremo nelle caverne della civiltà umana!

  3. Ragazzi! toccatevi le palle, perchè tutte le volte che compare forzeVeltroni succede qualche cosa. Oltre a contribuire qualche anno fa alla scomparsa dei socialisti e alla vittoria del nano, Veltroni oggi ritorna con le sue sortite e tutto ciò non è di buono presagio in particolare per noi socialisti.

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