martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Con ‘The land of blood and honey’ Angelina Jolie racconta la guerra di Bosnia vista dalle donne
Pubblicato il 14-02-2012


Angelina Jolie sceglie tutti attori non professionisti per il suo primo film da regista. Proiettato in anteprima al Festival di Berlino ‘In The Land Of Blood And Honey’ ha inaugurato la sezione ‘Special’ del Festival, quella dedicata a nuove e/o insolite produzioni, personalità di spicco, classici della storia del cinema riportati in pista. Insolito in questo caso è il cast fatto solo di attori serbi, bosniaci e croati. Tutti sconosciuti. La pellicola ha già ricevuto la nomination per il Golden Globe. Una scelta di cuore, precisa la Jolie, quella di girare questo film. “Non mi basta più lavorare solo in film d’azione. Non mi rende felice. Non sono più io. Non sono mai stata più felice che sul set di questo film”, afferma la neo-regista.Una scelta sicuramente coraggiosa come primo film dietro la camera da presa. Dove non si fanno sconti a nessuno. La Guerra in Bosnia è tema controverso e discutibile, soprattutto se il conflitto è visto nella prospettiva delle donne al fronte. La pellicola racconta la storia d’amore tra un soldato serbo e una bosniaca mussulmana. La coppia viene rapita alla sua franca intimità mentre balla in discoteca. Esplode una bomba e comincia la carneficina in Bosnia. Sarajevo, anno 1992. Il resto, purtroppo, è storia conosciuta. Dietro la scelta di un tema così duro ci sono alcune esperienze personali vissute dalla Jolie che adesso vede il cinema anche come specchio della realtà per quanto dura e difficile essa possa essere.

“Da dieci anni – dice la Jolie – visito zone di guerra in tutto il mondo, e mi sono sempre sentita immensamente frustrata dalla violenza contro le donne e la mancanza di azioni di aiuto esterne. Ho scelto la guerra in Bosnia perché sono stata spesso in quelle zone, però semplicemente non riesco a capire quello che è successo. E’ un conflitto dove non riesci a mettere insieme i pezzi del puzzle. Credo che non si sia parlato abbastanza di questa guerra”. Una guerra difficile da spiegare, atroce e trinomia, originata a seguito del referendum per l’indipendenza della Bosnia. Capace di cambiare nome a seconda dell’etnia che guardava ed essa.
Per realizzare questo suo primo progetto cinematografico Angelina ha dovuto affrontare varie difficoltà. “Non avrei mai pensato di trovare il denaro per finanziarlo, di poter contare su attori sconosciuti e di poter girare in una lingua straniera. Ma tutto si può fare”.  E non e’ stato poco il peso della responsabilità sentito prima di affrontare un film con una tematica così dura.   Nel frattempo Angelina non esclude di poter tornare alla macchina da presa.  “Però -dice- dovrei sentirmi altrettanto emozionata e commossa dal nuovo film per ripetere l’esperienza. Non credo potrei fare un film su qualunque cosa”.
Da questa prima esperienza la Jolie esce in qualche maniera rinnovata, come lei stessa afferma. Le piace vivere nel mondo, dice, e nonostante sia grata di aver potuto lavorare in tanti film, vorrebbe poter condurre anche una vita normale insieme al marito Brad Pitt, quella che augura anche ai propri figli. Che essi possano poi effettivamente condurla e’ difficile crederlo.  “Oh, sì -assicura lei-. Vanno a casa degli amici, escono e fanno tutte le cose che fanno i loro coetanei. Sono fantastici”. E fortunati, sicuramente più di tanti bambini nati sotto il cielo di Sarajevo.

Marco Bennici
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