martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Concia (Pd), ci sono passata: tempi troppo lunghi esasperano situazioni dolorose
Pubblicato il 24-02-2012


Via libera dalla commissione Giustizia della Camera sulla proposta di legge per il cosiddetto “divorzio breve”. Passano così una fase importante dell’iter legislativo gli emendamenti che prevedono la riduzione a un anno della separazione prima di ottenere il divorzio (che attualmente è di tre anni), mentre sarà di due anni nel caso in cui ci dovessero essere figli minori all’interno della coppia. Paola Concia, deputato Pd e membro della commissione, sentita in esclusiva dall’Avanti! online, ha commentato i punti centrali del provvedimento che a breve passerà al vaglio della Camera.

Lei crede che il testo passerà anche in Aula?

Me lo auguro. C’è da dire che abbiamo trovato un ottimo accordo in commissione e mi sembrerebbe davvero strano se il provvedimento venisse bocciato più avanti.

Aldo Bova, vicepresidente dell’Amci (Associazione medici cattolici italiani), ha detto chiaramente che questo «è un duro colpo alla stabilità della famiglia».

Ma stiamo scherzando? Non è assolutamente vero! Davvero nella testa di questo signore è così labile la concezione della famiglia che, per lui, ridurre i tempi della separazione inficerebbe così tanto l’istituto del matrimonio? Evidentemente c’è un problema di percezione.

In che senso?

Quelli dell’Amci hanno una concezione completamente sbagliata della famiglia moderna. Loro, diciamocelo, obbligherebbero tutti a sposarsi. E questo signore, Aldo Bova, dovrebbe dire chiaramente che è contro il divorzio. Perché è questo il vero problema per loro: il divorzio, inutile girarci intorno.

Con questo testo il Parlamento vuole recepire, a livello normativo, una realtà già radicata all’interno del nostro Paese?

Il divorzio è, come il matrimonio stesso, un atto di grande responsabilità. Non sono decisioni che vengono prese a cuor leggero. La riduzione dei tempi della separazione è un gesto moralmente giusto, un gesto di grandissima civiltà, di pietas verso coppie che hanno già sofferto abbastanza. Attualmente i tempi per la separazione sono biblici e soprattutto anacronistici, fuori dalla realtà. Riescono solo ad incancrenire ed esasperare situazioni complesse e dolorose. Si fidi di chi ci è passato, come me, e non di chi non sa neanche di cosa stiamo parlando. Certe esperienze vanno vissute per poter essere comprese fino in fondo. E dalla mia esperienza ho imparato che si arriva a questa decisione in modo sì sofferto ma assolutamente ponderato. Quindi è assurdo e ipocrita, contro qualsiasi buon senso, avere tempi così esasperatamente lunghi per la separazione.

E allora perché non eliminarla definitivamente e passare direttamente dal matrimonio al divorzio?

Io sarei la prima ad essere d’accordo, assolutamente. Ma è impossibile. Non ci si riesce in questa legislatura e non ci si riuscirà nella prossima. Almeno non qui in Italia.

Perché?

Perché si ha un idea dei cittadini e delle cittadine alla stregua di sudditi, e della famiglia come quella di uno spot pubblicitario. E trovo molto costrittivo e umiliante per gli italiani affermare che ci vuole del tempo per separarsi quando in realtà la decisione è già stata presa. Con tutta la sofferenza che comporta.

Raffaele d’Ettorre

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