martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Corrotti e impuniti
Pubblicato il 17-02-2012


In questo periodo non si parla d’altro che di corruzione. E della farfalla impressa sull’inguine di Belen. Su quest’ultima, capisco che abbia fatto parlare di sé, ma non l’indignazione del ministro Fornero (che dice di non guardare la tv da oltre tre  mesi, come se fosse ammirevole e di buon esempio – la televisione è una fonte inesauribile di informazione, oltre che un buon mezzo di intrattenimento). Il ragionamento non dovrebbe fare una piega: Belen lavora in Tv perché è bella, penso a pochi altri motivi. Scende dalle scale dell’Ariston, mostra lo spacco vertiginoso, si atteggia e fa audience.

Cosa avrebbe dovuto fare, arrivare in burqa e parlare di spread, disoccupazione giovanile, lavoro e crisi? E’ compito del ministro, che invece scade nelle polemiche inutili. E sugli sproloqui di Celentano neppure una parola (il molleggiato ha attaccato la libertà di informazione, invitando Avvenire e Famiglia Cristiana a chiudere, ha insultato i vertici della Rai – violandone il codice etico – predicato di religione e guerre, il tutto ornato da qualche sana parolaccia).

Abbiamo assistito per anni a programmi come Colpo Grosso e Drive In, alle nudità della Sandrelli e di Serena Grandi, ai Cinepanettone dei De Laurentiis e Vanzina, e vogliamo fare i bacchettoni di fronte a uno spacco eccessivo? Il problema è che il mondo è fatto di gente che confonde i ruoli, quando ricopre cariche pubbliche o è popolare. Mettiamola così: il ministro dovrebbe parlare di disoccupazione giovanile e crisi, Celentano dovrebbe cantare “Azzurro” e Belen dovrebbe – come ha fatto- mostrarsi ed essere ammiccante.

Ma andiamo avanti, e parliamo di corruzione. Un argomento di cui discutere costantemente – visto che è ovunque – e invece se ne parla se c’è bisogno di fare un po’ di sana demagogia e populismo. O di additare qualcuno, non avendone alcun diritto. Sono vent’anni che Di Pietro ci ricorda che nel ’92 lui e il suo Pool hanno “rigirato il paese come un calzino” (tutto si può dire tranne che abbia un linguaggio decente). Ma io, fossi in lui, non ne andrei così fiero. Non mi vanterei di essere stato complice di una “rivoluzione” mediatica e giudiziaria – fasulla – che ha voluto coinvolgere solo alcuni poteri e partiti. Di aver firmato solo una parte delle banconote destinate a molte più persone.

E’ stata fatta giustizia, è vero, ma una giustizia monca, cieca d’un occhio. E i media ne sono stati complici (e forse lo sono tutt’oggi).  Non mi vanterei di aver selezionato, accuratamente e minuziosamente, i “mondi” da sgretolare. Senza, peraltro, avere sradicato un intero sistema sporco e corrotto. La corruzione esiste ancora, le mazzette circolano frenetiche. Mani Pulite non ha rigenerato un bel niente, lo ha detto anche la Corte dei Conti: la corruzione è dilagante e sempre più invadente. A parte quello di finire sui giornali,  il fine della manifestazione dell’IdV di Milano, rimane un’incognita.

Troppe zone d’ombra nella vicenda Mani Pulite, mai venute alla luce per aver negato anche la richiesta dei socialisti di indire una commissione d’inchiesta parlamentare su Tangetopoli, avvenuta negli stessi anni ‘90.

Ma come, un tesoriere che ruba al proprio partito 13 milioni di euro, viene espulso dal gruppo parlamentare, ma poi, non succede più niente? Tutti gli altri hanno le “mani pulite”? Berlusconi ha decine di processi a suo carico per corruzione in atti giudiziari, concussione, per aver pagato tangenti alla GdF, per aver avuto rapporti con le mafie – e chi più ne ha più ne metta – e circola ancora praticamente impunito?

Non mi piace evocare la figura di Bettino Craxi, non credo di averlo mai fatto. Ma c’è una cosa che non mi tolgo dalla testa: il ricordo di me bambina e la mia famiglia socialista riunita e attenta di fronte al televisore. C’era Craxi, provato, invecchiato e ormai stanco, che dalla sua poltrona bianca di Hamammet disse: “Qualcuno è stato completamente protetto, c’è gente che ha fatto il segretario di partito per anni e non risponde di nulla e nessuno gli chiede niente. Riflettendo, osservo ciò che è avvenuto nel mondo politico e vedo una certa mappa con dei confini: c’è chi deve essere protetto, c’è chi deve essere tenuto a “bagnomaria” e c’è chi deve essere distrutto. C’è da augurarsi che tante verità che sono state nascoste, occultate o manipolate, vengano a galla”.

Mi dispiace, Bettino. Il Paese è ancora contaminato dalla corruzione e niente è mai venuto a galla davvero.

Giada Fazzalari

Giornalista - PoliticAnti

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Commenti all'articolo
  1. L’Italia è il paese dei corrotti e dei loro protettori, annidati per ogni dove: Bisognerebbe richiamare immediatamente in servizio il Pool di mani pulite e lasciarlo lavorare fino ad esecuzione di completa pulizia.

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