martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Costa Concordia, sui domiciliari a Schettino si decide entro giovedì
Pubblicato il 06-02-2012


«Il tribunale si è riservato di decidere e solo entro il 9 febbraio si saprà qualcosa». Così uno degli avvocati della difesa di Schettino, Bruno Leporatti lasciando il tribunale del Riesame di Firenze, al termine dell’udienza, durata quasi 4 ore, sui ricorsi presentati dalla Procura di Grosseto e dalla difesa del comandante Francesco Schettino contro l’ordinanza del gip Valeria Montesarchio, che ha disposto i domiciliari per il comandante della Costa Concordia, disponendone però la scarcerazione. Uscendo il pm di Grosseto, Stefano Pizza non ha rilasciato dichiarazioni. Quanto ai ricorsi, le richieste dei pm di Grosseto sono che per Schettino venga ripristinata la misura cautelare in carcere perché esisterebbe il rischio di fuga o di inquinamento delle prove. La difesa, ritiene invece che questi rischi non sussistano e pertanto chiede anche la revocata dei domiciliari.

ANNI DI CARCERE – «Quindici anni per omicidio colposo plurimo, dieci anni per disastro da naufragio, e otto anni per ciascuno dei passeggeri abbandonati e morti in conseguenza del naufragio». E cioè 2.697 anni in cella, calcolando che ci sono 34 cadaveri e 300 persone abbandonate sulla nave. È il resoconto, di dodici pagine, presentato dalla procura di Grosseto al tribunale del Riesame di Firenze. Resoconto volto a giustificare, secondo il procuratore, la necessità della custodia in carcere per il comandante Schettino.

INCIDENTE PROBATORIO FISSATO IL 3 MARZO – Il gip del tribunale di Grosseto ha fatto pubblicare l’annuncio dell’incidente probatorio fissato per il prossimo 3 marzo sulla scatola nera della Costa Concordia. L’udienza si terrà al Teatro Moderno di Grosseto alle 9.30. La notifica a mezzo stampa si è resa necessaria visto il numero elevatissimo di persone offese, oltre 4.200, e di membri dell’equipaggio, considerando l’impossibilità materiale di raggiungere personalmente ognuno degli interessati.

 

Raffaele d’Ettorre

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