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Opinioni e commenti
 

Da Maradona ai rom, ecco la fine della casa confiscata alla Camorra
Pubblicato il 27-02-2012


Non una casa come tante quella in vico Pace a Napoli. Fu occupata in passato dal boss Carmine Giuliano che ospitò Diego Armando Maradona. Un incontro immortalato in una celebre foto con i due ritratti nella vasca da bagno a forma di conchiglia. Sempre quell’appartamento, nel gennaio del 2003 fu sequestrato in seguito all’arresto di 28 presunti terroristi di origine pakistana. L’alloggio, sostennero i pm, veniva utilizzato come base logistica per possibili attentati.

IL BLITZ DELLA POLIZIA – Fino a poche ore fa la stessa casa – confiscata al clan Giuliano di Forcella – era stata affittata dalle stesse persone vicine al clan, venute in possesso dell’immobile in chissà quale modo, a famiglie di extracomunitari e di rom: nell’alloggio c’era anche un bimbo di pochi giorni. E’ quanto emerso dai controlli della Polizia municipale di Napoli che ha effettuato un’operazione nella zona di Porta Nolana, non lontana dalla Stazione centrale scoprendo che in abitazioni affittate in maniera irregolare (il contratto c’era ma il numero delle persone presenti era di gran lunga superiore al consentito) vivevano fino a dieci immigrati in una sola stanza.

ZERO IGIENE – I vigili urbani hanno effettuato il controllo per scoprire se gli immigrati fossero in possesso del permesso di soggiorno. In diversi casi l’allacciamento all’energia elettrica sarebbe risultato abusivo. Mentre i vigili urbani intervenivano, c’era anche chi, per evitare di essere individuato, e’ scappato sulle tettoie. La scoperta più clamorosa degli uomini coordinati dal generale Luigi Sementa, comandante provinciale della Polizia municipale di Napoli, e’ stata fatta in vico Pace dove l’abitazione confiscata ai Giuliano era stata, da persone ritenute dai vigili urbani vicine allo stesso clan, data in fitto a immigrati. Tre donne, un uomo e tre bambini, tra cui un neonato, erano presenti al momento dell’irruzione. La casa, particolarmente grande, ospitava in un’altra ala altri immigrati che non erano in quel momento presenti. La rom ha spiegato agli agenti della Polizia municipale di pagare un fitto di 500 euro al mese a una donna non meglio identificata, una signora bionda la stessa che ha offerto loro la casa. Nello stesso edificio c’erano altri appartamenti dove vivevano extracomunitari. Ad accomunarli tutti le condizioni igienico sanitarie davvero spaventose. Già nello scorso settembre, gli agenti della polizia municipale scoprirono che l’ appartamento era stato occupato abusivamente da 18 nordafricani, immigrati irregolari; in quel caso si procedette allo sgombero immediato e all’ apposizione di sigilli all’ immobile che fu riconsegnato al Comune.

L’ALTRA CAMPANIA –  L’altra faccia della Campania è invece rappresentata dalla consegna – in queste stesse ore – delle chiavi di un appartamento a Castellammare di Stabia, un tempo appartenente al boss Liberato Paturzo, esponente del clan D’Alessandro, ai volontari dell’associazione “Casa della pace e della non-violenza” che già hanno in gestione altri due immobili confiscati nello stesso stabile.  «Da covo del crimine e del malaffare – ha detto il sindaco della città – a casa della non-violenza e dell’accoglienza: la camorra si combatte, e si batte, con iniziative concrete dal forte valore simbolico». L’abitazione, di circa cento metri quadrati, sita nel centro storico cittadino, sarà destinata a front-office e centro di prima accoglienza e andrà ad aggiungersi alle strutture dell’Asharam Santa Caterina che offrono un tetto ad oltre dieci donne dell’Est Europa. Da oggi, grazie a questa nuova sistemazione, sarà possibile accogliere un maggior numero di immigrati e non più solo donne, come accaduto finora. «Aver riaperto, dopo due anni, un immobile confiscato a un esponente della criminalità locale e destinarlo a scopi sociali, facendolo vivere grazie allo straordinario lavoro di tanti giovani, cui va il mio plauso e il mio ringraziamento, è un ulteriore duro colpo inferto da quest’Amministrazione alla bestia camorrista», ha concluso Bobbio. C’è Campania e Campania. Nelle stesse ore e a pochi chilometri di distanza due realtà diametralmente opposte che danno bene l’idea di quanto di bello e di marcio possa offrire questa splendida regione. Sempre più a sud della normalità.

Lucio Filipponio 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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