martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Dialoghi tra un padre e una figlia nell’Italia smarrita
Pubblicato il 08-02-2012


Dedicato a Mario Monti, ad Anna Maria Cancellieri e ad Elsa Fornero

 

I

‘Emma, fatti un Erasmus, guardati in giro e poi scegli’

‘E me ne vado lontano. Tratta bene la mamma’.

Risata.

 

‘Mi servirà il vostro aiuto. L’affitto, cibo…che altro? Un vestito ogni tanto?’

‘Tranquilla. Noi ci siamo. Contaci’

 

II

‘Irene, sono orgoglioso di te. La prima laureata in famiglia. E con il massimo dei voti’

Abbracci. Emozione. Passione.

‘Babbo, per completare il ciclo dovrei iscrivermi al master’.

‘Lo sai, non possiamo sostenerlo. E’ lontano da qui. Ne abbiamo già parlato. Lavoro solo io. E’ già tanto se hai potuto fare l’università’.

‘Troverei lavoro più facilmente…’

‘Non insistere’ – grida rabbioso. Perché non può aiutarla.

 

III

‘Selina, alzati. L’hai letto quell’annuncio sul giornale? Cercano una con il tuo diploma’.

‘Letto, andata, respinta. Tre ore al giorno con un contratto strano. Me l’ha detto Rossana’

‘Dio, ma sono quasi due anni che giri per la casa…’

‘Colpa mia se non assume nessuno?’

‘Potresti fare un altro lavoro. Hai amici extracomunitari che un’occupazione ce l’hanno. O no?’

‘Io quello che fanno loro non lo faccio. Fino a ieri era anche il tuo pensiero. O mi sbaglio?’

Cuffie. Telefono. Casa.

 

IV

‘Ho studiato per vent’anni. Vent’anni, cazzo! E lavoro da quattro. Tre lavori in quattro anni e per giunta in campi lontanissimi dalla mia laurea. Record del mondo!! Però al lavoro non rinuncio. Campo con i miei soldi, mi pago l’affitto nel monolocale e a Natale ci scappa anche il regalo per te e per la mamma’.

Silenzio.

‘E tu vieni a farmi la paternale su quando eravate giovani voi. Già…facile. Il nonno ti ha comprato la casa e il lavoro era dietro casa. Anzi, sotto casa’.

Guarda l’orologio e si stringe nel cappotto. E’ già tardi.

Quattro di dieci, quattro di cento.

Mammoni, sfigati, delusi, pugnaci, apatici, fortunati.

Diversi.

Tutti diversi.

Marziani i tre della dedica.

 

 

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Sono sempre molto critica nei tuoi confronti, ma non questa volta; il secondo dialogo fa venire le lacrime agli occhi perchè non riuscire a sostenere la propria vita è brutto, ma non poter sostenere quella dei figli è come morire dentro, per un padre o per una madre

    • è vero x un genitore ogni volta che non può aiutare un figlio sente una parte di se stesso che muore, vedere i figli che si arrabattano da un lavoro all’altro ti toglie la voglia di vivere, vede vani tutti i sacrifici fatti gli anni con un lavoro lontano dalla tua casa dai tuoi cari ma tenevi duro con la speranza che il futuro dei tuoi figli fosse diverso il 68 le lotte sindacali la crisi del 92 tutto abbiamo accettato con la speranza di dare un avvenire ai ns. figli x anni si rinunciava ad un vestito ad un cinema x l’università dei figli dopo 8 ore di lavoro ti davi da fare a fare le conserve a casa, i peperoni arrosto da conservare i succhi di frutta si conservava di tutto pur di risparmiare e poi i figli finiscono l’università e incominciamio i guai, ma bene o male si sistemano, ma i ns. nipoti? che faranno? finchè ci siaremo noi vecchi che dopo 40 anni di lavoro hanno una pensione qualche speranza di andare all’università ce l’avranno ma se noi venissimo a mancare che faranno ecco come ci ritroviamo dopo una vita di lavoro solo la preoccupazione del domani mentre i ns. cari politici rubano e sistema certo i loro figli non hanno il problema i figli li sistemano bene ma noi dopo aver pagato contributi tasse mese dopo mese e ancora seguitiamo a pagarli mese dopo mese perchè ce li togliete primas ancora di pagarci che cosa abbiamo ci chiedete sacrifici per che cosa a noi noon ci avete chiesto se volevamo rinunciare alla rivalutazione della pensione l’avete fatta e basta ma ai ns. politici avete chiesto se volevano diminuirsi lo stipendo e la risposta è stata NO PERCHè SOLO LA GENTE COME ME LI DEVE FARE ecco il comento di una socialista iscritta da ben 50 anni

  2. ….Ci hanno cresciuti con l’immaginetta di papa’ che pavorava da 28 anni nello stesso posto…… insegnandoci a stare buoni… a studiare…… che poi “un posto” non ce lo toglieva nessuno…….. io ho cambiato molto….. sono stato “flessibile” ante-litteram….. e sono anche cresciuto facendo cosi ma certo….. l’amarezza rimane…… ci hanno allevati per un mondo che appena abbiamo bussato alla sua porta……… ci ha risposto……. “scusate ma……. avete sbaglato indirizzo” un mondo che appena abbiamo cercatodi entrarci……. non esisteva piu………..

  3. Dialogo tra me e mio figlio, quando aveva 24 anni. Oggi ne ha 28 ed è a Londra.
    “Fabio, allora! Sei contento del lavoro che fai?”
    “no mamma, per nulla!”
    “allora licenziati e torna a studiare! Anzi, facciamo così trovati un lavoro part-time e vai a vivere fuori casa, come se tu fossi a studiare a Milano”
    “No, mamma…ma come! Vada per ricominciare a studiare, ma no fuori casa!”
    “Si , tesoro…fuori da qui!”
    Fabio si è laureato in tre anni, lavorando part-time e vivendo fuori casa, insieme ad altri giovani e tre giorni dopo la laurea è partito per Londra. In tre settimane ha trovato un lavoro, una casa, ha la previdenza sociale e un conto in banca. Studia ancora, impara bene l’inglese e fa pratica di giornalismo sportivo…che è quello che gli piacerebbe fare. Lavora tantissimo, anche 10/12 ore il giorno, perchè a Londra è così, ma gli serve per poi non lamentarsi quando torna in Italia!
    Morale?….Ogni tanto ci vorrebbe una spinta, ai nostri figli,…un po’ “seduti”! Io ci ho provato e mi è andata bene…certo è stata dura, sopratutto quando l’ho costretto ad uscire da casa!!
    Ora sono orgogliosa di lui!

    • Sono contento per la sua determinazione e quella di suo figlio. Sto creando un giornale dedicato allo sport. Niente cronaca, analisi ed inndagini su un movimento (lo sport) che potrebbe ancora emancipare uomini e dovrebbe renderli migliori.

      Se può interessarle mi faccia contattare da suo figlio, simone.chiodo@artiminime.it.

      I miei migliori saluti. Simone C.

  4. La triste realtà, rappresentata in questi quattro dialoghi.
    Personalmente, cinque anni di precariato, prima di arrivare a un “posto fisso”, come socio di una cooperativa (finché dura l’appalto). Ho 46 anni e vivere senza un minimo “sindacale” di certezza sul futuro non è bello: impossibile fare programmi a più lunga scadenza della durata del contratto, impossibile metter su famiglia, o anche semplicemente comprare un’auto a rate, per non parlare della casa.
    Grazie ai nostri genitori, che si sono sacrificati per aiutarci, anche quando sarebbe stato sacrosanto che spendessero qualcosa dei loro risparmi per loro, per godersi un po’ la vita, dopo che la loro vita l’hanno passata sgobbare per la famiglia e per i figli.
    E noi, che comunque arriviamo a stento a fine mese, come potremo aiutare i nostri figli?

  5. Queste storie e ciò che viene spesso rappresentato drammaticamente sulle TV, oltre a quello che si vede intorno a noi in ogni città (ovviamente peggio al Sud, che al Nord) ci rende tutti più tristi. Con la sensibilittà propria di un vecchio Socialista mi arrovello su ogni problema sociale e domando e sollecito: quali interventi sono necessari per invertire la rotta e dare risposte positive ai giovani, ai precari e ai disoccupati cinquantenni?.
    Elaboriamo proposte concrete e fattibili come hanno sempre fatto i veri Riformisti. Questo è ciò che ci manca, invece si preferisce teorizzare se conviene escludere la Sinistra e puntare alle forze centriste, senza pensare che in Europa quelle stanno dalla parte opposta dei Socialisti. E’ l’Europa il nostro riferimento e costruiamo anche in Italia un robusto Partito Socialista, parte integrante del PSE, sollecitando di farne parte il PD e SEL. Sono anche i problemi dei Socialisti degli altri paesi Europei e con loro sconfiggiamo il Centro-Destra in Europa e in Italia.

  6. Qualche giorno fa qualcuno ha detto che i politici vivono nella loro stanza dei bottoni e non hanno minimamente idea di quali siano i veri problemi del Paese. Ecco, magari non tutti i politici. Lo si vede da questa micro-piece del Segretario.

  7. Le sortite del Ministro Cancellieri si commentano da sole, tuttavia ella forse sembra aver vissuto gran parte della sua bella vita in un altro pianeta e ora paracadutata sulla nostra terra vorrebbe illuderci con le sue fantasticherie dal posto fisso al siamo tutti dei “mammoni”, buon per lei che certi problemi oltre a non saperli non li ha neppure mai provati.

  8. Caro Riccardo , non credi che i tre a cui hai dedicato i tuoi scritti siano lontani dalla realtà …fanno parte di una realtà fuori dalla portata dei comuni mortali… e i media gli danno ragione! E’ triste ma l’Italia sarà stravolta…………..

  9. Grazie segretario per essere consapevole dei problemi della gente comune , per entrare nelle case di noi socialisti che abbiamo bisogno di interagire con chi la pensa come noi perchè ci da la forza di ribellarci e tornare a combattere. A proposito anch’io ho una figlia che vive da 6 anni a Madrid, è partita dopo la laurea con la sola valigia e senza conoscere nessuno , ha saltato spesso i pasti e ha girato la città consegnando curriculum ma finalmente da tre anni ha un posto a tempo indeterminato in una scuola e gode di ottima considerazione .La cosa più importante è che è contenta!!!!! se fosse rimasta qua come sarebbe andata? Alziamo la testa e riprendiamoci questo paese!!!! Grazie Segretario

  10. Caro Riccardo,
    con questo dialogo tra padre e figlia hai centrato il problema di oggi. Il vero problema!
    Credo che occorra che i padri, le madri e i figli sappiano che in Italia c’è qualcuno che sa quali sono i veri problemi.
    Le uscite di Monti, Fornero e Cncellieri è un esempio tipico italiano di chi occupa posti di prestigio ma che non ha la più pallida idea di com’è la società in tutte le sue tratificazioni, ma conosce solo il proprio orto. Non bisogna essere dei geni per capire che chi occupa un posto di prestigio non ha problemi per il futuro dei propri figli. Quando si entra in un certo ambito di istituti, funzioni e conoscenze, c’è l’imbarazzo della scelta per ottenere il posto per il figlio. E’ questo aspetto che secondo me deve essere cambiato in Italia: l’idea di dare incarichi importanti a chi ne ha già oppure ai figli di chi occupa già dei posti di prestigio perchè un favore fatto vuol dire un favore da ricevere.
    E’ questa incrostazione che va tolta in Italia. Altrimenti ci troveremo tanti trota ad occupare posti di rilevo e i bravi figli degli sconosciuti sono costretti ad uscire dal nostro Paese.

  11. Tutto vero. Ma siamo sicuri che in casa socialista non valga la medesima prassi? Sbaglio o ci sono un po’ di “figli di”? E anche questo giornale, che trovo interessante negli articoli di Odisseo e in qualche altro aspetto di informazione mondiale, non è diretto da un “figlio e fratello di” che finora si è distinto solo per una banalissima partecipazione a un pollaio televisivo, tra l’altro su argomenti, come il lavoro e il diritto di famigklia, che dal direttore del giornale socialista richiederebbero ben altra preparazipone? A proposito di Odisseo: proprio non si può sapere chi è? Gente così non dovrebbe coprirsi con uno pseudonimo, ma farsi conoscere per quello che è e, magari, per l’esempio che dà.

    • Sempre più felice di essere figlio e fratello di..farebbe piacere conoscere anche te, avrai anche tu dei parenti! Per quello in cui mi sono distinto c’è qualcosa che ho fatto, ma magari non sempre può essere compresa da tutti. Su Odisseo molto d’accordo, grande collaboratore, speriamo aumenti sempre più la sua partecipazione al nostro giornale. Ps. Un vero socialista non chiamerebbe mai “pollaio” un qualsiasi luogo frequentato da signore, credo sia un po’ offensivo non credi. A presto. Giampiero

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