lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Divorzio breve, il sì della commissione giustizia piace a tutti
Pubblicato il 24-02-2012


Dopo il processo breve arriva finalmente il divorzio breve. L’ok è stato dato oggi in commissione Giustizia alla Camera. Il testo sul divorzio breve, che riduce i tempi della separazione tra i coniugi, consta di due soli articoli e prevede anche che la comunione tra marito e moglie si scioglie nel momento in cui il magistrato, in sede di udienza presidenziale, li autorizza a vivere separati. La commissione Giustizia ora attende i pareri delle altre commissioni competenti per poi dare il parere al relatore, che è Maurizio Paniz (Pdl). Ancora non c’è una calendarizzazione per l’assemblea (deve decidere la capigruppo). Sul testo sostanzialmente si è creata un’intesa bipartisan.

LA LEGA E’ CONTRARIA – I Radicali e la Lega avevano presentato emendamenti opposti: i primi per avere il divorzio ‘lampo’ senza nessun tempo di separazione; dal Carroccio erano arrivate proposte soppressive. La scorsa settimana la commissione aveva anche respinto un emendamento della centrista Paola Binetti che chiedeva di mantenere il termine di tre anni in caso di coppia con figli piccoli e di abbassarlo a due anni per chi ha figli maggiorenni o è senza prole. Nel 2003 ci fu un primo tentativo della Camera di approvare un testo sul divorzio breve, ma in aula un voto cattolico trasversale a tutti gli schieramenti affosso’ la sua proposta. Il testo attuale aveva invece iniziato l’iter in commissione Giustizia il 18 gennaio scorso.

I DATI ISTAT – Ci si dice addio a ogni età. I dati Istat parlano chiaro: poco dopo il matrimonio (18,5%) ma anche dopo venticinque anni di unione e sopportazione (16,2%), quando la chioma si tinge di bianco e la terza eta’ incombe. Nel 2009, secondo i dati diffusi dall’Istat, le separazioni sono state 85.945 e i divorzi 54.456 con un incremento rispettivamente del 2,1% e dello 0,2% sul 2008. 297 separazioni contate ogni mille matrimoni, 181 i divorzi. Segno che più di un matrimonio su 4 è finito male. E se in media ci si separa quando lei raggiunge i 41 anni (18.206 separazioni; 21,2% del totale) e lui i 45 (18.189; 21,2%), sono in forte aumento gli addii tra i coniugi over 60: dal 2000 al 2009 le separazioni tra coppie con un marito che aveva già superato la mezza età sono passate da 4.247 a 8.086 (dal 5,9% al 9,4% del totale delle separazioni), tra coppie con una moglie ultrasessantenne da 2.555 a 5.213 (dal 3,6% al6,1%). E in media si divorzia dopo 18, quando lei ha 43 anni e lui 47. Rispetto al 1995 le separazioni sopraggiunte dal 25/mo anno di matrimonio in poi sono più che raddoppiate, mentre quelle al di sotto dei 5 anni sono aumentate solo di 3 mila casi. In termini relativi e’ aumentata la quota delle separazioni riferite ai matrimoni di lunga durata (dall’11,3% al 16,2%) e diminuita quella delle unioni interrotte entro i 5 anni di matrimonio (dal 24,4% del 1995 al 18,5% del 2009).

LE REAZIONI – Sul fatto è da subito iniziata la carambola di commenti. «L’accordo raggiunto oggi in Commissione Giustizia per la proposta di legge sul così detto divorzio breve è un segnale di civiltà giuridica e di apertura verso una legislazione di stampo decisamente liberale». Lo dichiara Anna Paola Concia, deputata del Partito democratico che siede in Commissione Giustizia alla Camera.«Ridurre ad un anno i tempi per la separazione prima di ottenere il divorzio, nel caso in cui non ci siano figli, e a due anni quando invece sono presenti figli minori, rende tutte le cittadine e i cittadini italiani più liberi di decidere, in maniera consapevole, del proprio futuro».«Il matrimonio non e’ certo un gesto superficiale, così come non lo e’ una separazione, ma nel momento in cui una coppia non se la sente più di condividere un percorso di vita e decide consapevolmente di divorziare, e’ indispensabile che questo possa avvenire in tempi brevi, per evitare che i rapporti si incancreniscano;e lo dico anche per esperienza personale. Mi auguro che adesso il provvedimento venga presto ratificato dall’Aula».

«Mi rallegro per il primo nulla osta della Commissione Giustizia al “divorzio breve”, da me presentato insieme al collega Paniz, e che ha finalmente infranto il limite di tre anni per i tempi della separazione tra i coniugi. Mi rendo conto che gli snodi del tema sono molto più complessi, ma li potremo affrontare in seguito, quando il dibattito passera all’aula. Sul testo, sostanzialmente, si creata un’intesa bipartisan che mi auguro venga perseguita anche nel proseguimento dell’iter legislativo». Lo comunica in una nota Marcello De Angelis  del Pdl.

I COMMENTI DELLE ASSOCIAZIONI – Soddisfatte le associazioni che si battono per la velocità delle pratiche di divorzio: «Auspichiamo che si discuta al piu’ presto in Aula la proposta di legge sul divorzio breve e che possa essere sensibilmente migliorato il testo licenziato in Commissione Giustizia». Lo affermano Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi, rispettivamente segretario e tesoriere della Lega Italiana per il Divorzio Breve. «In realtà questa riduzione da tre a un anno, e per le coppie con figli minori a due anni, non cambia la sostanza del problema. E’ dimostrato che l’obbligo della separazione legale non serve a nulla, se non a pesare sulle tasche del cittadino; anzi, può aggravare le frizioni tra coniugi -sostengono – e in presenza di figli minori significa protrarre il periodo di ambiguità, contese e malintesi. Con un pannicello caldo si pensa di risolvere decenni di inerzia legislativa, una falsa riforma che rischiamo di tenerci per altri 25 anni, se si calcola che l’ultimo provvedimento di riduzione dei tempi di separazione obbligatoria risale al 1987». La Lega per il Divorzio Breve, ricorda infine che «prosegue la richiesta di adesioni per un vero divorzio breve, senza passare per la separazione, e all’introduzione dei patti prematrimoniali. I cittadini possono firmare l’appello sul sito www.divorziobreve.it».

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Commenti all'articolo
  1. Il vero problema è un altro: l’altissimo costo dell’iter legale e del mettersi in proprio (nuovo alloggio, nuove bollette eccetera), che costringe molti a rassegnarsi a restare “separati – solo di fatto – in casa” . Separazioni e divorzi sono ormai una faccenda per ricchi.

  2. Ovviamente mi pare di capire che la norma si riferisca solo a separazioni consensuali.
    La riduzione dei tempi è una scelta giusta.
    A mio parere si dovrebbe lasciare il termine di anni 3 come “ordinario” e dare la facoltà ai coniugi di optare liberamente e congiuntamente per l’iter breve, fatto di un anno senza prole o prole maggiorenne e anni due con prole minorenne.
    Ma cosa ancora più importante… occorre chiarire definitivamente, e quindi prevederla per legge, la facoltà di poter procedere senza il patrocinio legale, se scelto dalle parti.
    La recente L. 80/205 che ha modificato alcune norme sul divorzio, prevede invece la comparizione con assistenza del legale. Questo ha generato molta confusione ed oggi ci sono Alcuni Presidenti di Tribunale che accettano istanza senza patrocinio legale ed altri Presidenti di Tribunali che obbligano invece ad avere il patrocinio legale.
    Quando la separazione è consensuale, il patrocinio legale è assolutamente inutile ed è quindi un costo da evitare ai coniugi quando la separazione è consensuale e si sono già messi daccordo su tutto.

  3. continuare a dibattere su questo argomento che ha una storicita’ e’ solo perdita di tempo un anno due anni tre anni , ma fate come all’estero dai tre ai sei mesi e poi basta !!!! i bravi capi spirituali farebbero bene a sposarsi e poi opporsi alle sentenze non dovrebbero mettere bocca in questo campo. Comunque spero che questa legge passi entro quest’anno.

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