martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La Corte dei Conti lancia l’allarme corruzione, costa 60 mld l’anno
Pubblicato il 17-02-2012


Non è bastato l’allarme lanciato dal presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, secondo il quale «illegalità, corruzione e malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese» a sveltire l’iter per l’approvazione del ddl anti-corruzione. La discussione alla Camera del decreto, che almeno nelle intenzioni dovrebbe dare il via a una nuova stagione di lotta al malaffare, è invece slittata a marzo.

I MOTIVI –  «Abbiamo chiesto uno spostamento molto contenuto, nessuno di noi pensa che debba esserci un rallentamento dei lavori», ha spiegato il ministro della Giustizia, Paola Severino, secondo la quale «bisogna studiare bene la materia, compresi i numerosissimi emendamenti presentati da tutti i partiti al testo base». Il Governo prende quindi tempo, e questo appare come un paradosso in un momento, quello attuale, in cui la corruzione sembra nuovamente aver preso il sopravvento in tutti i gangli dello Stato: opere pubbliche, appalti, consulenze, sanità.

L’ALLARME – Un escalation senza fine a giudicare dall’allarme della Corte dei Conti. «Incarichi e consulenze restano una spina nel fianco della pubblica amministrazione», ha evidenziato il procuratore generale aggiunto della Corte dei Conti, Maria Teresa Arganelli, indicando come unica via d’uscita quella della «cultura della legalità». Più facile a dirsi che a farsi, a giudicare dagli ultimi dati emersi.

I DATI – Secondo le stime della Funzione Pubblica, non del tutto condivise dalla Corte dei Conti, il costo della corruzione ammonterebbe a circa 60 miliardi, se ciò fosse vero l’Italia deterrebbe circa la metà della corruzione in Europa. A ciò si aggiunge l’evasione dell’Iva: secondola Corte dei Conti il “tax gap” è superiore al 36%, dato che ci pone alle spalle della sola Spagna (39%). Difficilmente poi quanto sparisce rientra nelle casse dello Stato: nel 2011 le condanne temporanee sono ammontate ad appena 75 milioni, inezie rispetto a quanto in realtà viene illegalmente sottratto.

L’APPELLO – «La corruzione è un ostacolo alla fiducia degli investitori stranieri nel nostro Paese», ha sottolineato ancorala Arganelli, per la quale è giunto il momento di intraprendere «un’efficace lotta alla corruzione» da parte del Parlamento. Ma forse, a giudicare dalla mole di emendamenti presentati, qualcuno in Parlamento non ha poi tutta questa fretta.

Fabio Casu

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