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Opinioni e commenti
 

Senese arrestato, l’ordinanza, non è “pazzo” e può andare in carcere
Pubblicato il 16-02-2012


Dopo anni di detenzione presso cliniche psichiatriche e un’infinità di perizie che lo proteggevano dietro lo scudo della seminfermità mentale, oggi Michele Senese, detto “O’ Pazzo”, torna dietro le sbarre. Su richiesta del Procuratore Generale, la terza sezione penale della Corte d’Appello di Roma ha infatti disposto per Senese la revoca degli arresti domiciliari, sostituendola con quella della custodia in carcere presso la struttura del Regina Coeli, a Roma. Il presunto boss della malavita romana, 55 anni, fortemente legato a noti ambienti della Camorra e condannato in primo grado a 17 anni, su ricorso dei suoi legali era riuscito sei mesi fa a strappare una detenzione presso la clinica Sant’Alessandro, nel quartiere nomentano della capitale. Clinica all’interno della quale però, come già denunciato all’epoca da Panorama, il presunto boss girava indisturbato e con una sorveglianza sostanzialmente inesistente.

DALLA CLINICA ALLE SBARRE – Nell’ordinanza emessa oggi della quale l’Avanti! on line pubblica in esclusiva alcuni stralci,la Corte ha invece ritenuto che «le relazioni sanitarie dei vari penitenziari e Ospedali Psichiatrici Giudiziari ove Senese è stato ristretto non evidenziano condizioni di salute incompatibili con il regime carcerario». Perdono così di peso i quintali di perizie che negli anni hanno regalato a Michele “O’ Pazzo” il beneficio di una custodia all’acqua di rose in clinica. Neanche il tentativo di suicidio posto in essere nel carcere di Livorno lo scorso 16 agosto2010 ha pesato nella decisione del tribunale, che ha ritenuto il fatto «in alcun modo ascrivibile ad una sua patologia».

SENESE PIU’ FURBO CHE PAZZO – «Gli accertamenti espletati dai periti nominati da questa Corte – si legge nell’ordinanza emessa dal Tribunale – consentono di ritenere che Senese non è affetto da patologia psichiatrica e il disturbo che lo affligge non è aggravato dalle condizioni detentive». Insomma, Michele tanto “pazzo” non è, e i disturbi di ansia e insonnia che presenta non sono una condizione sufficiente a tenerlo fuori dal Regina Coeli.La Corte ha infatti sottolineato che «la sua permanenza in casa di cura non ha avuto finalità curative o risolutive del suo stato». Senese è stato accusato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di essere capo, promotore e organizzatore di un’associazione mafiosa attiva nella Capitale e che mirava al controllo della città, complice presumibilmente anche l’aiuto di alcuni membri della banda della Magliana. Da anni si appoggiava alla comodità di perizie cucite su misura per sfuggire alle sbarre. Con l’ordinanza emessa oggi dalla Corte d’Appello, la pacchia per lui sembra essere proprio finita.

Raffaele d’Ettorre

 

Giampiero Marrazzo

@giamarrazzo

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