lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Federtaxi Roma, bene riportare la gestione delle licenze ai Comuni
Pubblicato il 23-02-2012


Via libera del governo sull’emendamento al decreto liberalizzazioni, frutto di un accordo tra i due relatori Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl). Emendamento che, nella forma rivista dai due onorevoli, propone un ammorbidimento sostanziale del provvedimento Monti, che tante polemiche aveva suscitato da parte di tassisti e sindacati. Ce ne parla Carlo Di Alessandro, Segretario Provinciale Romano di Federtaxi Cisal.

Lei è favorevole alle concessioni contenute nell’emendamento?

Dal poco di concreto che ancora sappiamo, si riesce a capire che i poteri di gestione delle licenze torneranno finalmente ai comuni. Su questo siamo perfettamente d’accordo. Quello del decentramento delle licenze è uno strumento che si è già rivelato efficace nel tempo. Sei anni fa, l’allora sindaco Veltroni attuò una politica di rilascio delle licenze ben strutturata. Il decentramento è un presupposto necessario per la concessione delle licenze, principalmente perché per attuarlo serve una conoscenza più che approfondita del territorio di competenza.

Non crede che in questo modo l’Authority perda di significato, almeno per quanto riguarda la categoria taxi?

Meglio il Comune dell’Autorità. Sappiamo che il raggio d’azione di quest’ultima comprende anche il sistema ferroviario, e che il governo non si fa problemi a intervenire con i suoi mezzi per coprire “certe zone”, sottraendo ai tassisti fette di mercato spesso considerevoli. Ribadisco, meglio che siano i comuni a occuparsene. Il governo non può fare tariffe in termini di licenze basandosi su un calcolo matematico, spesso senza conoscere le varie realtà territoriali.

I consumatori sono inferociti: dicono che se passa l’emendamento le tariffe continueranno ad essere le più alte del mondo, e lo strapotere della lobby dei tassisti aumenterà.

Faccio fatica ad identificarmi in una lobby. Lavoro 8 ore al giorno per mantenere la mia famiglia, e di sicuro non ho redditi da lobbista. Per quanto riguarda le tariffe invece è importante notare che, laddove è stato liberalizzato il servizio, s’è notato che il lavoratore, più che il cittadino, è stato danneggiato pesantemente. Danneggiato in termini di reddito, qualità del lavoro e orari. Esempi e dati sono a disposizione di tutti: basti guardare cosa succede in Irlanda, Olanda e Svezia. I prezzi sono raddoppiati, e gli operatori sono stati portati alla fame.

Se lei potesse sedere con Monti al tavolo delle trattative, quali temi affronterebbe?

Ancora non siamo riusciti a inquadrare bene lo scopo di Monti, non si capisce nel concreto cosa voglia ottenere. Il governo un giorno si sveglia e ci dice: “Ok, adesso ti raddoppiamo i tassisti e ti dimezziamo il salario”. Lo scopo sembrerebbe quello di creare nuovi posti di lavoro a scapito di quelli che già ci sono, per far subentrare nuovi soggetti in un mercato già saturo. Con l’emendamento si è messa una pezza al problema della gestione centrale delle licenze, ma ci sono ancora molti nodi da affrontare. Se la finalità del premier è precarizzare il nostro lavoro o creare posti a dismisura, allora decisamente non ci siamo. Affrontando invece il tema senza preconcetti, si potrebbe trovare un accordo che soddisfi veramente tutti».

Raffaele d’Ettorre

 

 

 

 

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