martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Giorno del ricordo, Reggio Calabria commemora l’eccidio delle foibe
Pubblicato il 13-02-2012


La Calabria non è solo ndrangheta. Non è terra che va ricordata esclusivamente per la violenza, l’illegalità e la disoccupazione. Reggio Calabria, infatti, è stata in prima fila nel Giorno del Ricordo, istituito per Legge nel 2004, in memoria dell’eccidio delle foibe. Un massacro che, alla fine della seconda guerra mondiale, segnò il sanguinoso epilogo della secolare lotta per il predominio sull’Adriatico orientale, conteso tra le popolazioni slave e italiane. Una vera e propria esecuzione di massa di circa 10.000 nostri connazionali della Venezia Giulia e della Dalmazia, ad opera dell’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia, nato per volontà del maresciallo Tito nel novembre del 1942. Nel maggio del ‘44, per motivi etnici e politici, i partigiani titini sotterrarono vive decine di migliaia d’italiani gettandoli nei grandi inghiottitoi carsici, che nella Venezia Giulia sono chiamati, appunto, “foibe”.

Per troppo tempo la storia li ha dimenticati e per questo nel Giorno del Ricordo, il sindaco di Reggio, Demetrio Arena, ha voluto far conoscere una delle pagine più buie della nostra storia recente agli studenti delle scuole. Nello storico Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, l’attore teatrale Giacomo Battaglia ha letto un brano del libro “Il rumore del silenzio”, una raccolta impressionante di quelle voci e quei sussurri.

“Ho scelto di raccontare – dice Battaglia – la storia della giovane ventitreenne istriana Norma Cossetto, violentata da 17 aguzzini e poi gettata in una foibe. Ho scelto lei perché era una studentessa come i ragazzi che mi stavano ascoltando. Purtroppo loro non conoscevano questa tragedia, perché se ne parla ancora troppo poco”.  E forse se ne parla anche male. La vicenda segnò la fine di una lunga catena di violenze etniche reciproche, le cui prime responsabilità sono difficili da individuare. Anche se ciò non toglie orrore all’epilogo. Dopo decenni nei quali, per motivi fondamentalmente ideologici, la storiografia ufficiale ha di fatto censurato la vicenda delle Foibe, ben vengano le iniziative di Reggio Calabria.

Cristina Calzecchi-Onesti

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