mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Giro dell’Africa su due ruote
Pubblicato il 17-02-2012


Oltre a rotolare palloni, in Africa gira anche qualche ruota. Si potrebbe  commentare così, dopo la conclusione della Coppa d’Africa di calcio, vinta a sorpresa dallo Zambia, la notizia data dalla Misna, l’agenzia on line dei missionari cattolici, della partenza da Lagos, in Nigeria, dell’Ecowas International Bycicle Tour, un giro ciclistico che attraverserà cinque Paesi dell’Africa occidentale, appunto Nigeria, Benin, Togo, Ghana e Costa d’Avorio.

OLIMPIADI – In un momento in cui l’avvenimento sportivo per eccellenza, le Olimpiadi, conquista le prime pagine dei giornali per il rifiuto del governo di garantire le spese per sostenere la candidatura di Roma all’organizzazione dell’edizione 2020, la notizia data dalla Misna ha poche probabilità di raggiungere il grande pubblico. E comunque l’appuntamento ciclistico in Africa occidentale non è di quelli in grado di trovare spazio sulla stampa del nord del mondo, neppure su quella sportiva. Del resto, anche la Coppa d’Africa ha avuto risalto in Italia solo in relazione al fatto che alcune delle squadre italiane si sono trovate prive per due o tre settimane di propri giocatori africani.

AFRICA E SPORT – Nel presentare il giro, alla sua seconda edizione dopo quella del 2009, il quotidiano nigeriano Leadership, ricorda che “l’Africa non è solo povertà, conflitti e malgoverno,  ma anche sport ed entusiasmo che scavalcano le frontiere” e che possono contribuire a  rendere più unita la regione occidentale del continente. I campioni dei 15 Paesi membri della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale, l’Ecowas appunto, faranno tappa a Cotonou, Lomé, Accra e arriveranno sabato ad Abidjan, la capitale economica della Costa d’Avorio, dopo un percorso di 450 chilometri. Secondo gli organizzatori, il giro è parte di una strategia che mira a trasformare entro il 2020 l’Africa occidentale “da comunità di Stati in comunità di popoli”. La Misna riferisce che Leadership la mette su più drammatica, immaginando i ciclisti già alle prese con “il caldo torrido e la sabbia bollente, i grandi fiumi e le giungle selvagge”. Di sicuro, come alla prima edizione del 2009, ai bordi delle strade ci saranno bambini, ragazzi, famiglie intere. Un po’ la pietra di paragone per saggiare l’autenticità di un avvenimento sportivo.

ALEMANNO – E allora questo giro ciclistico africano almeno una breve di cronaca la meriterebbe. E forse potrebbe far riflettere sul che tipo di corrente è stata impressa al fiume di inchiostro e al mare di onde radiotelevisive che hanno seguito il ritiro della candidatura di Roma per le Olimpiadi. Il punto, infatti, non sono le considerazioni economiche o politiche e tanto meno le farneticazioni della Lega, da sempre incoerente sia quando governa sia quando è all’opposizione. Il punto è sul significato di ospitare manifestazione come le Olimpiadi segnate da un progressivo gigantismo. Per la Grecia proprio l’Olimpiade del 2004 avviò la frana dei conti pubblici (e la loro mistificazione). Il governo ha detto no su considerazioni finanziarie. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha perso a sua volta un’ottima occasione per stare zitto, sostenendo che la scelta significa non scommettere sull’Italia. Ma si sa: certi politici sono sempre pronti a scommettere con i soldi dei cittadini per far vincere gli interessi dei loro sodali. Forse sarebbe ora il caso, invece che parlare superficialmente a favore o contro la decisione, avviare un dibattito serio sullo sport spettacolo.

CIO – Sarebbe interessante, in sede Comitato olimpico internazionale (Cio) che l’Italia difendesse la sua decisione governativa anche come un contributo a un simile dibattito. Nell’epoca della globalizzazione, rivendicare il valore sociale e di affratellamento dello sport, in alternativa al suo aspetto di affare economico, aiuterebbe a riflettere su cosa significa realmente dare speranza ai popoli. Magari si potrebbe chiamare come testimonial (pare che oggi sia obbligatorio) il vincitore del giro dell’Ecowas.

Odisseo

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