mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Grazie Alemanno. Almeno 300 milioni di euro seppelliti dalla neve
Pubblicato il 07-02-2012


Ancora una stima precisa dei danni non è possibile. Ma la tre giorni di neve e ghiaccio che ha mandato Roma in tilt costerà complessivamente alcuni milioni di euro alle tasche dei cittadini, delle imprese e dell’amministrazione capitolina. Un calcolo in qualche modo dettagliato si può azzardare prendendo a riferimento le voci principali di spesa in gioco.

GLI ESBORSI PER IL COMUNE – Il Campidoglio ha dovuto mettere in campo circa 3.500 operatori del volontariato di Protezione civile, Ama, Acea, Servizio Giardini, Atac e Dipartimento dei lavori pubblici. Oltre a una task force di 500 agenti di Polizia municipale. E poi circa 250 mezzi impiegati tra bobcat, spargisale, una decina di pale meccaniche, una ventina di maxi-spazzatrici e 200 mezzi a vasca. Inoltre sono state distribuite 2.500 pale e sono state sparse oltre 2mila tonnellate di sale. Tirando le somme, tra straordinari per il personale e danni all’arredo urbano la cifra dovrebbe superare i 2milioni di euro. Dentro ci stanno pure i mancati introiti Atac per i trasporti in tilt e per il crollo di afflusso di utenza e di biglietti venduti sia in superficie che sottoterra. Anche la metro, infatti, ha avuto forti disagi tra venerdì e sabato, con molte  stazioni chiuse a causa del ghiaccio. Soltanto per il sale si è spesa una cifra intorno ai 350mila euro, oltre 100mila per le catene dei mezzi pubblici. E ora tutto il conto potrebbe lievitare con la riparazione delle buche in strade e marciapiedi che il ghiaccio, ritirandosi, lascerà bene in vista. Senza dimenticare i cartelli divelti e gli alberi spezzati. Nei prossimi giorni il sindaco Gianni Alemanno darà un resoconto più dettagliato, ma la cifra non sarà appunto inferiore ai 2milioni di euro.

I DANNI A CITTADINI E IMPRESE – Poi ci sono le spese vive sostenute dai cittadini che dovevano far fronte all’emergenza. Tra venerdì e sabato sono state acquistate alcune decine migliaia di set di catene, per una spesa totale che potrebbe oscillare tra i 500mila e il milione di euro. Impossibile invece quantificare i danni derivanti dai tanti tamponamenti e piccoli incidenti che si sono verificati in città soprattutto nelle ore del convulso rientro di venerdì.  Ma le conseguenze peggiori potrebbero essere quelle subite dalle imprese, a partire dalle attività commerciali. Venti centimetri di neve non provocano grossi danni ai beni immobiliari e strumentali di un’azienda, di certo non come un’alluvione. Però ci sono i mancati introiti di un weekend in cui è stato difficile vendere prodotti ed erogare servizi ai cittadini che per lo più sono rimasti a casa. Le associazioni dei commercianti stimano un calo di vendite del 40-50%, ma anche le imprese manifatturiere o agricole hanno dovuto chiudere i battenti e il resto del terziario è rimasto in gran parte paralizzato (anche se durante il fine settimana l’impatto è minore). La Coldiretti Roma ha fatto un calcolo dei danni di oltre 3milioni di euro e le statistiche dicono che la Capitale e provincia, con un Pil annuo intorno ai 100miliardi, produce circa 260-270milioni di ricchezza lorda in una giornata normale. Se in due o tre giorni si è persa anche solo la metà di un tale fatturato, si capisce come il giro d’affari mancato potrebbe attestarsi sui 300milioni di euro.

Ulisse Spinnato Vega

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