martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Grecia, i disordini che incendiano il paese
Pubblicato il 13-02-2012


 

È stato approvato nella notte dal Parlamento il piano di austerity per scongiurare il fallimento della Grecia in un’atmosfera segnata da disordini e scontri di piazza. Oltre 120 persone sono rimaste ferite, secondo il quotidiano greco “Ekathimerini”, nelle violenze scoppiate principalmente ad Atene ma anche nella seconda città del paese, Salonicco, e nelle isole Corfù e Creta. Scontri anche a Volos, nel centro-nord, e ad Agrinio nella Grecia centrale. Inizialmente pacifiche, le manifestazioni, alimentate dal passa-parola dei dimostranti su Twitter, si sono presto trasformate in guerriglia urbana, con i black-bloc e non solo che lanciavano sassi e bottiglie incendiarie contro la polizia, la quale a sua volta rispondeva con i lacrimogeni.

LACRIME E FIAMME – Nella capitale, dove i disordini si sono concentrati soprattutto in piazza Syntagma, sono stati dati alle fiamme 48 edifici, tra cui una costruzione neoclassica risalente al 1870, e 150 negozi, mentre 130 persone sono state trattenute dalle forze dell’ordine. Questa mattina, riferiscono testimoni, i pompieri erano impegnati a spegnere gli ultimi incendi e gli operatori ecologici a ripulire le strade, mentre il gas dei lacrimogeni rendeva l’aria irrespirabile. Nottetempo, dopo oltre dieci ore di dibattito, il governo greco otteneva la maggioranza dal parlamento (socialisti e conservatori hanno votato insieme) sul piano necessario per ottenere dalla cosiddetta troika – Banca centrale europea, Unione europea e Fondo monetario internazionale – i 130 miliardi di euro ritenuti indispensabili per evitare il default.

PAPADEMOS E LA CATASTROFE – Prima della votazione il premier Lucas Papademos, economista designato a novembre alla guida di un governo provvisorio di coalizione dopo l’uscita di scena di George Papandreu, ha chiesto alla popolazione di sostenere le nuove misure, che prevedono il 22% di riduzione del salario minimo garantito, pensioni più basse e tagli immediati ai posti di lavoro di 15.000 dipendenti statali. Nel piano sono previste anche drastiche economie di spesa in settori come difesa, sanità e autonomie locali e la vendita delle quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria. «Siamo giunti al punto zero: queste misure ci evitano il fallimento incontrollato, che porterebbe il Paese alla catastrofe, al caos economico, all’esplosione sociale» ha detto il primo ministro in tv prima di presentarsi in parlamento. E in aula ha ribadito il concetto: «So che per molti di voi il voto esige una scelta estremamente difficile», ma «in caso contrariola Grecia scivolerà in una disordinata bancarotta». Poco prima anche il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos aveva chiesto ai politici di «scegliere il male per evitare il peggio».

PARLAMENTARI ESPULSI – Dei 300 deputati presenti, 278 hanno espresso il loro voto: 199 i sì alle nuove misure, 74 i no, astenuti gli altri. Ventidue esponenti del socialista Pasok e 21 deputati del conservatore  Nuova Democrazia che avevano votato contro il piano sono stati espulsi dai rispettivi partiti, così come l’ex ministro dei Trasporti Makis Voridis e il vice ministro della Marina mercantile Adonis Georgiadis  dello Schieramento popolare ortodosso (Laos, estrema destra). È stata la prima volta nella storia del parlamento greco, sottolinea il quotidiano “Ekathimerini” , che tanti parlamentari sono stati espulsi tutti insieme in una sola notte. Nei giorni scorsi c’era già stata una raffica di dimissioni ai vertici per dissensi sul piano di salvataggio.  Dopo il viceministro del Lavoro, avevano lasciato volontariamente l’incarico un ministro e tre sottosegretari del partito Laos e la viceministro degli Esteri Marilisa Xenogiannakopoulou, socialista e vicina all’ex premier Papandreou.

LA BORSA IN RIALZO – Questa mattinala Borsa ha aperto in rialzo, segnale che il pacchetto di riforme è risultato gradito ai mercati. A Milano, Piazza Affari ha guadagnato lo 0,6%, Londra l’1%, Francoforte lo 0,8%, Parigi lo 0,5%. Il via libera arrivato da Atene ha anche dato nuova linfa all’euro, tornato oltre quota 1,324 nei confronti del dollaro. Ora si attende mercoledì quando i ministri delle Finanze dell’Eurozona si ritroveranno a Bruxelles in convocazione straordinaria dopo che, il 9 febbraio scorso, si erano rifiutati di erogare gli aiuti da 130 miliardi di euro chiedendo appunto alle autorità greche di convertire le promesse di risanamento in un provvedimento legislativo.

Luciana Maci

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Commenti all'articolo
  1. Il PASOK ha tentato di gestire il paese da solo, sbagliando, partendo dal falso in bilancio lasciato da Nuova Democrazia. Si doveva caricare di responsabilità chi aveva portato la Grecia al baratro.fin da subito. C’è ora un governo di coalizione per tentare l’impossibile e non è certo che ci sarà uno sbocco positivo nel medio periodo. Personalmente nutro forti dubbi. Per ironia della sorte saranno penalizzati i socialisti con risultati rovinosi, mentre i centristi con tutte le loro reponsabilità e secondo gli ultimi sondaggi, si vedono premiati assieme ai sotenitori del tanto peggio tanto meglio. Davvero una prospettiva devastante.

  2. Il PASOK ha tentato di gestire il paese da solo, sbagliando, partendo dal falso in bilancio lasciato da Nuova Democrazia. Si doveva caricare di responsabilità chi aveva portato la Grecia al baratro.fin da subito. C’è ora un governo di coalizione per tentare l’impossibile e non è certo che vi sarà uno sbocco positivo nel medio periodo legato alla manovra lacrime e sangue. Personalmente nutro forti dubbi. Per ironia della sorte saranno penalizzati, con le elezioni politiche di primavera, i socialisti con risultati rovinosi, mentre i centristi con tutte le loro reponsabilità e secondo gli ultimi sondaggi saranno premiati assieme ai sotenitori del tanto peggio. Davvero una prospettiva devastante. Giancarlo Moschin

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