giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Il denaro sprecato dei partiti che non esistono più
Pubblicato il 01-02-2012


Lo diciamo da quattro anni, da soli. E solo ora, forse, verremo ascoltati perché è esplosa la vicenda del  tesoriere  della Margherita. Non si può dare denaro pubblico a partiti che non esistono più. Non è giusto che il denaro pubblico non assegnato ai partiti che non hanno superato lo sbarramento elettorale venga redistribuito alle forze politiche che invece sono riuscite a superarlo. Quei soldi dovrebbero ritornare nelle casse dello Stato ed essere utilizzati per misure a sostegno dell’occupazione giovanile.

Due anni fa abbiamo raccolto le firme in tutta Italia per riformare la normativa sui rimborsi elettorali in modo da precluderne il diritto ai partiti che non rispettino l’articolo 49 della Costituzione e i principi che ne derivano. I partiti che non utilizzino procedure democratiche e trasparenti per l’elezione dei propri vertici e degli organismi direttivi, non abbiano diritto a nessun rimborso. I fatti dimostrano che avevamo ragione e che la questione deve essere affrontata in tutta la sua urgenza.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Strano paese l’Italia! Un paese lento, molto lento, dove per prendere consapevolezza di un avvenimento o di un fatto bisogna aspettare molto, molto tempo. Intanto, però, nell’attesa si continuano a fare danni. L’episodio del tesoriere della Margherita ne è un esempio lampante, ma potremmo citarne tanti altri. Basterebbe ricordare a chi è corto di memoria la vicenda di Bettino Craxi, utilizzato come capro espiatorio di un sistema di corruzione diffusa e poi proposto per i funerali di Stato. Nel caso di Craxi ancora no si è proceduto ad un’analisi storica di fatti, si tarda a farlo perchè molti hanno paura del giudizio della storia. Per il caso più recente chissà quando si arriverà ad una definizione, nonostante qualcuno avesse da tempo denunciato il malcostume. Purtroppo questo è il nostro paese: un paese dove lo spirito laico tarda a radicarsi e dove il fariseismo è molto diffuso, anche tra chi pretende di rappresentare il nuovo, senza aver fatto mai un’autocritica per le gravissime colpe di cui si è reso responsabile o, quantomeno, complice, come il PD.

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