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Il Dg si dimette: «Che dolore per me, che pena per Napoli, che vergogna per tutti»
Pubblicato il 21-02-2012


«Che dolore per me, che pena per Napoli, che vergogna per tutti». Parole forti per il sofferto addio – ieri – dell’ambasciatore Francesco Caruso alla carica di Direttore del Forum delle culture. Dimissioni che pesano, anche perché non sono certo le prime. Arrivano dopo quelle del presidente del Forum Roberto Vecchioni (dimessosi i primi di gennaio e sostituito da Sergio Marotta, vice-capo di gabinetto del sindaco di Napoli Luigi De Magistris) e prima di lui quelle di Nicola Oddati, dimessosi a fine ottobre. Almeno una cosa è certa: ora non c’è più nessuno che si può dimettere. Se il Forum fallisce, e diventa una “festa di famiglia”, sappiamo di chi è la responsabilità. Rimane la pena per un lavoro svilito e per un evento ridotto a lite di cortile. Neanche a dirlo, poco dopo quelle di Caruso, sono arrivate le dimissioni dell’artista Peppe Barra, che ha abbandonato il comitato scientifico della Fondazione. E la politica – la Fondazione che gestisce il Forum delle Culture fa a capo a Comune, Regione e ministero degli Affari Esteri – cosa fa? Semplice: il governatore della Campania, Stefano Caldoro, lo stesso che a suo tempo aveva affidato l’incarico al dimissionario Caruso “ci mette una pezza” e chiama in soccorso De Magistris a presiedere il Forum. Una cosa è certa: la rivoluzione “culturale” annunciata dal Masaniello di Palazzo San Giacomo tarda a venire, ma intanto quella delle poltrone sembra essere già nel vivo.

DIMISSIONI IRREVOCABILI – Quelle di Caruso sono “irrevocabili dimissioni”. «Ho accettato l’incarico di direttore generale della fondazione, ispirandomi al dettato di Benedetto Croce: ‘L’etica si risolve nell’opera’. E cioè negli obiettivi che ciascuno di noi raggiunge con il proprio impegno – ha affermato – Ma mi sono trovato ad operare in una Fondazione di cui tutti, da tempo, conoscevano difficoltà, convulsioni e complessità nella governace».

CORTILE VUOTO – Pace all’anima di Benedetto Croce, verrebbe da dire. Anche perché – a sentire Caruso – sono veramente pallide le tracce di “etica” e “opera” rimaste in quel Forum che eloquentemente l’ex direttore generale ha appellato come  «un ‘cortile’ completamente sprovvisto dei mezzi e strumenti necessari. Mezzi e strumenti pur esistenti, ma ostinatamente mantenuti fuori dalla fondazione. Presidenti rimossi, nominati, ancora rimossi o semplicemente designati e per tanto mai garanti dell’effettivo suo funzionamento. Fondi anche strumentalmente mai pervenuti da parte delle istituzioni fondatrici. Di più: un ‘cortile’ oggetto di continue incursioni avventuristiche e provinciali, mediaticamente strumentalizzata, intese a ritardare o addirittura vanificare il lavoro che, nonostante tutto, la fondazione andava elaborando».

A VOI ORA GIOCARE – «E allora a vous de jouer! (a voi ora giocare! ndr) – ha aggiunto – Mi auguro che quanto comunque realizzato insieme al comitato scientifico – documentato e reso pubblico anche attraverso il sito della fondazione resti utile e continui a costituire l’essenza del Forum». «Non è mia abitudine commentare decisioni altrui, e quindi neanche quelle che hanno determinato la decisione delle mie dimissioni – ha concluso – Mi limito solo a una personale considerazione: che dolore per me, che pena per Napoli, che vergogna per tutti».

CALDORO CHIAMA, DE MAGISTRIS  RISPONDE – «Comprendiamo la situazione che è di difficoltà oggettiva, speriamo di recuperare», è la replica a caldo del governatore della Campania Stefano Caldoro. «Anche per questo – ha affermato – ho chiesto al sindaco di prendere in mano la Fondazione, assumendone la presidenza». De Magistris dunque ha assunto la presidenza dell’organizzazione del Forum relativa agli eventi della città di Napoli. La Regione invece si occuperà delle manifestazioni da svolgersi nei siti Unesco presenti sul territorio campano. Una mossa a sorpresa che il sindaco spiega così: «Non c’è nessuna volontà egemonica – ha detto Luigi de Magistris, in occasione della seduta monotematica del Consiglio comunale sul Forum delle Culture – Vogliamo offrire l’opportunità di partecipare a chi fino ad oggi non ha potuto perché questo deve essere il Forum della gente».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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