mercoledì, 13 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il leader mondiale degli antivirus beccato dagli hacker
Pubblicato il 16-02-2012


Equitalia non è soltanto oggetto di minacce alle sedi fisiche o destinataria di buste esplosive e con proiettili. Anche gli hacker prendono periodicamente di mira il sito web dell’odiata società di riscossione e l’ultima volta, in un giorno di fine gennaio, le sue pagine sono rimaste irraggiungibili per diverse ore. Niente di nuovo sotto il sole: in passato la rete orizzontale dei cyber-guerrieri che risponde al nome di «Anonymous» ha attaccato siti italiani istituzionali (governo e Parlamento) e di grandi aziende come Eni, Enel, Finmeccanica o Rai e Mediaset. E la stessa cosa è accaduta un po’ in tutti i Paesi del mondo: basti ricordare il caso clamoroso del sito della Cia, colpito e affondato pochi giorni fa come un blog qualunque.

IL CASO SYMANTEC – Un altro esempio recente di hackeraggio internazionale ha del paradossale perché la vittima è statala Symantec, ossia il leader mondiale degli antivirus. Un pirata, conosciuto come YamaTough, ha infatti diffuso in rete il source code (codice sorgente) dell’utility pcAnywhere (che consente agli utenti di accedere ai propri computer da remoto), dopo aver ricattato via mail l’azienda chiedendo invano 50mila euro in cambio della distruzione del codice. La trattativa è servita alla Symantec per prendere tempo e limitare i danni sviluppando e distribuendo una serie di patch (in pratica dei «cerotti» informatici) così da proteggere gli utenti contro le vulnerabilità più conosciute. Fatto sta che il danno è stato grosso e la società si è vista a un tratto costretta a chiedere di smettere temporaneamente di utilizzare il software fino al rilascio delle patch.
I NUMERI – Il fenomeno del cyber-crimine ha ormai volumi clamorosi. La stessa Symantec pubblica ogni anno il Rapporto Norton, secondo cui nel 2010 431milioni persone nel mondo sono state vittime di attacchi informatici, per un costo complessivo di 388miliardi di dollari, divisi in 114miliardi diretti (danni reali ai sistemi) più 274miliardi indiretti (stima degli utenti sul tempo perso). Giusto per fare una proporzione, il traffico degli stupefacenti ha un fatturato calcolato in 411miliardi, dei quali 288 per marijuana e cocaina. In Italia i danni da pirateria informatica ammontano invece a 857milioni di dollari, più altri 8,5miliardi in termini di tempo perduto (in media, 9 giorni pro capite all’anno). Le vie d’attacco più frequenti sono l‘intrusione di virus e malware (54% dei casi), le truffe online (11%) e il phishing (10%). E nel mirino non ci sono solo i computer: gli hacker colpiscono infatti anche i telefoni cellulari e il 10% dei navigatori abituali afferma di aver subito almeno un tentativo di phishing sulla propria utenza mobile via sms.
DA HACKER A HACKTIVIST – Windows sui pc e Android sul mobile sono i due sistemi operativi più presi di mira, anche perché si tratta dei più diffusi. Due giorni fa il Microsoft store indiano è finito nel mirino dei cracker, che pare siano riusciti ad aprire il database del servizio e a pubblicarne i dati in rete. L’attacco ha generato anche un «defacement» dell’home page, al posto della quale è comparsa una pagina nera con la scritta «hacker» e la famosa maschera del bombarolo Guy Fawkes, simbolo di Anonymous. Fino a poco tempo fa gli esperti ritenevano che le motivazioni del cyber-crime fossero soprattutto finanziarie, estorsive o comunque legate al mercato. Adesso l’Annual Worldwide Infrastructure Security Report, pubblicato da Arbor Networks, punta invece l’indice contro una sorta di militanza ideologica che avrebbe trasformato gli hacker in «hacktivists», sempre più spesso pronti a coprire gli atti di pirateria informatica dietro i concetti-chiave del filone di pensiero alternativo che va dai no-global di fine XX secolo agli «indignados» dei giorni nostri.

Ulisse Spinnato Vega

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento