martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il mare mostrum nelle brevi di cronaca
Pubblicato il 01-02-2012


L’anno scorso, il Mediterraneo ha inghiottito più di millecinquecento vite. Più di quelle perdute nel naufragio del Titanic, oltre cinquanta volte di più di quelle travolte dalla vicenda della Costa Concordia. Ma in questo caso, la notizia è finita, con pochissime eccezioni, tra le brevi di cronaca. Perché stavolta si parla di migranti e di profughi, cioè di persone che egoismi e speculazioni politiche da tempo hanno relegato nel novero dei nemici nell’opinione di molti. 

1500 MORTI – Nel 2011, dunque, il Mediterraneo ha inghiottito la vita e la speranza di almeno millecinquecento persone tra quanti hanno cercato la  fuga dai  Paesi nordafricani investiti dalla cosiddetta primavera araba  verso le coste  europee. Il dato è stato diffuso dall’Unhcr, l’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, ed è il più alto da quando nel 2006 l’Unhcr stesso ha cominciato a stilare questi tragici bilanci, sulla base dei rapporti delle indagini compiute dai suoi uffici a Malta, in Grecia e in Italia. Finora, l’anno più tragico era stato il 2007, con 607 tra morti e dispersi, cioè meno della metà di quelli dello scorso anno.

UNHCR – La portavoce dell’Unhcr a Ginevra, Sybella Wilkes, nel comunicare questa cifra spaventosa ha specificato che comprende solo dati ragionevolmente sicuri e che è ritenuta  per difetto. In effetti, già in dicembre, prima della fine dell’anno,  la commissione migrazioni del Consiglio d’Europa, aveva diffuso stime per di oltre duemila morti nel 2011. Anche in quel caso, la notizia era finita tra le brevi di cronaca.

Odisseo

 

 

 

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