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Opinioni e commenti
 

Il presidente di “Modelle Italia”: dovrebbero essere maggiorenni
Pubblicato il 13-02-2012


Senza orari, senza cibo, senza un’educazione alle spalle. È proprio così che vivono le modelle? Hanno davvero bisogno di un ente di controllo che si occupi di gestire al meglio la vita di queste giovani donne, quasi ragazzine, catturate dal vortice della passerella e in preda ad approfittatori? Abbiamo chiesto il parere di David Castioni, presidente di “Modelle Italia”, portale di rifermento nel settore, che coordina le richieste di modelle italiane emergenti e professioniste.

Qual è l’impegno richiesto alle modelle?

Lo stress è proporzionale all’importanza dell’evento. Già le piccole manifestazioni creano grandi aspettative e portano quindi un po’ di ansia. In grandi eventi come la settimana della moda di New York la tensione arriva alle stelle.

Quali sono i problemi maggiori in questo mondo?

L’ètà potrebbe essere un problema. A mio parere per fare questo mestiere sono anche troppo pochi 16 anni. Per valutare la bellezza di una ragazza è necessario attendere il termine dello sviluppo. Sicuramente a 18 anni non sono definitivamente delineate, però le potenzialità si vedono sicuramente più che a 16.

E dal punto di vista psicologico?

Sotto i 16 anni a mio parere, anche se accompagnate dai genitori, è un impegno troppo gravoso. Problemi come quello legato all’alimentazione sono frequenti nelle modelle come nelle ballerine e in qualunque attività che comporti un aspetto fisico di un certo livello. E in questo lo stereotipo televisivo non aiuta. Sicuramente è una questione soggettiva, però quando le ragazze sono troppo piccole non hanno una grande consapevolezza della loro struttura fisica: una vita sregolata, non solo per un’alimentazione sbagliata, crea problemi ormonali e si ripercuote sulla crescita.

Durante la settimana della moda di New York sono stati previsti controlli molto rigorosi: divieto di alcool e fumo, consulenti alimentari e età over 16. Li ritiene necessari?

Direi che sono intelligenti. Se non altro il controllo porta alla consapevolezza che magari ragazze giovani non hanno.

Le misure di controllo vengono da un sindacato proposto da una modella veterana. Le sembra una previsione utile?

Bisogna vedere quali sono le funzioni. A mio parere l’organo di controllo deve essere differente da un sindacato inteso in senso nostrano, che si occupa più che altro di convogliare nomi sotto un’unica sigla. Avrebbe più senso una federazione o un ordine. I controlli in ogni caso sono necessari. Il nostro portale ad esempio è un marchio registrato e il nostro lavoro è volto alla tutela delle modelle iscritte: ci occupiamo di moderare le richieste per evitare che malintenzionati si approfittino delle ragazze.

Martina Perrone

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Commenti all'articolo
  1. Io sono una modella, ma ormai solo per hobby (dato che la mia passione e il mio lavoro sono altri), mi trovo completamente d’accordo con David.
    Il mondo della moda può essere devastante, se agisce su personalità fievoli come sono quelle delle ragazzine appena sedicenni o ancor più piccole, troppo acerbe!
    Parliamo di “boccioli” che non essendo ancora formati – nè fisicamente nè (soprattutto) caratterialmente- possono tranquillamente subire i condizionamenti di un mondo che seppur favoloso, ha i suoi risvolti negatvi.
    La moda, sovente, impone dei target molto duri, delle limitazioni e un rigore talvolta snervante, una disciplina severa spesso aleggia dietro quelle modelle tanto sorridenti, ma dallo sguardo triste.
    Quel mondo ha degli aspetti bellissimi e ti regala tanto, è divertente, conosci gente, viaggi, vivi delle esperienze notevoli e se lo si sa maneggiare porta soddisfazioni a livello personale e di autostima enormi, se si riesce cavalcare l’onda si può vivere davvero una favola, ma come tutte le cose meravigliose ha delle “controindicazioni” che se non si è preparati, pronti e anche un po’ col guscio duro possono portare seri problemi.
    Allora che fretta c’è di mettere sulla passerella una “bambina” ? Lasciamo che si goda gli anni della sua formazione senza alcuno stress, lasciamo che concretizzi le sue esperienze e soprattutto viva il suo corpo e il rapporto con esso in maniera totalmente naturale e serena, libera da stereotipi e da assilli di ogni tipo, senza che già si preoccupi di come manipolarlo per entrare forzatamente nei canoni di quel mondo e piacere solo ad esso e non a se stessa.
    Insomma evitiamo che il tutto divenga uno stress che a 16 anni sarebbe davvero troppo pesante da reggere senza che ci sia poi la necessità!
    A18 anni certo non si è adulti, ma di sicuro un minimo di consapevolezza in più c’è per affrontare il bello e il brutto di un mondo tanto fantastico, quanto impegnativo.

  2. Ma andate a fare la morale ai bambini che vanno a cantare allo zecchino d’oro o dalla clerici o da gerry scotti…. perché demonizzare in modo banale e sciocco un sistema? Ma per favore……

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