lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Psi dice no e difende le preferenze
Pubblicato il 10-02-2012


«Una proposta inaccettabile». É secco il giudizio per Riccardo Nencini. Nelle valutazioni del segretario del Psi, l’idea di modifica della legge elettorale prospettata dal Pdl non ha alcun aspetto positivo. «Non restituisce agli italiani il diritto di scegliere i parlamentari – ha spiegato Nencini – perché non prevede l’introduzione delle preferenze». Ma non è l’unico aspetto irricevibile del progetto presentato da Ignazio La Russa, Gaetano Quagliariello e Donato Bruno.

L’IBRIDO – La legge elettorale cui i tre negoziatori del Pdl stanno pensando «è un ibrido tra maggioritario e proporzionale». Un terzo dei parlamentari verrebbe eletto in giganteschi collegi uninominali, con candidati che sarebbero comunque scelti dalle segreterie dei partiti. I restanti 2/3 dei seggi verrebbero assegnati con il metodo proporzionale, e quindi in base a liste bloccate come con il “Porcellum”. «Non si è discusso di soglie di sbarramento né di coalizioni», ha dichiarato il segretario socialista. Ma tutto lascia intendere che una soglia di sbarramento ci sarà e non sarà bassa.

LE RIFORME – Sul tema delle riforme istituzionali i socialisti hanno «battuto il tasto su due punti», ha dichiarato Nencini. Per il leader del Psi «bisogna differenziare il ruolo delle due Camere». Un aspetto su cui sembra esserci la maggiore sintonia tra tutte le forze che hanno partecipato al confronto negli ultimi tre giorni. La seconda proposta del Psi rappresenta invece la novità sul tavolo del dialogo. Secondo Nencini è «urgente una legge sullo statuto dei Partiti, in ottemperanza all’articolo 49 della Costituzione». La strada da percorre è quella «proposta da Piero Calamandrei all’Assemblea costituente e che fu bocciata da Palmiro Togliatti». Serve una norma in base alla quale, ha chiarito il segretario socialista, «i partiti che non hanno vertici eletti democraticamente non hanno il diritto di accedere al rimborso elettorale».

ALTRE VOCI – Oltre alla delegazione del Psi, gli incontri hanno riguardato ancheLa Destra di Francesco Storace, secondo il quale «siamo ancora in alto mare». Analoga è l’impressione di Gianfranco Micciché. Uscendo dal colloquio, il leader di Grande Sud ha sintetizzato con un detto siciliano: «Sulla legge elettorale siamo ancora al soffritto». Anche Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero, leader della Federazione della Sinistra hanno incontrato la delegazione del Pdl. «Per noi – ha spiegato Ferrero ai cronisti – il principale problema è il rapporto tra il Paese e le istituzioni: va ricostruita la fiducia. Lo strumento è un Parlamento che assicuri la rappresentanza di tutti».

IL TAVOLO DEL PD – Dopo l’iniziativa del Pdl, anche il Partito democratico ha deciso di avviare delle consultazioni con le altre forze sulla riforma elettorale. Ieri ha ricevuto una delegazione di Sel. Al termine dell’incontro è stato emesso un comunicato congiunto, nel quale i due partiti hanno dichiarato di aver raggiunto «un accordo totale sulla necessità di cambiare l’attuale legge elettorale, in modo da garantire agli elettori la scelta degli eletti e favorire la formazione nelle urne di maggioranze di governo omogenee». La prossima settimana sono in programma incontri con il Psi e con l’Idv, che invece ha scelto di disertare il tavolo col Pdl.

Nicola Bandini

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Commenti all'articolo
  1. Non mollare! I Cittadini devono poter decidere chi li potrà rappresentare (magari anche con primarie aperte);
    Perché il PSI non si spinge in un rilancio dell’U.E. e, a tal fine, iniziare a proporre l’elezione dei Parlamenti delle Nazioni aderenti in coincidenza con l’elezione dell’Euro-Parlamento? Ci potrebbe essere una visione e una considerazione diversa dell’Europa, con una unica campagna elettorale e con programmi elettorali che dovrebbero tenere conto delle dinamiche dell’Unione. Quanti denari si potrebbero risparmiare….

  2. Mi sembra che l’iniziativa sulla Legge Elettorale sia un tentativo in parte per spostare l’attenzione su altro e, nel merito, vi è l’obiettivo di “far fuori” i partiti intermedi e piccoli. IL proporzionale puro non sembra avere grandi possibilità. Forse è realistico pensare al sistema Tedesco tentando di mantanere l’attuale sbarramenro al 4%, anzichè al 5%; eliminare il premio di maggioranza che obbliga a coalizioni coatte pur di aggiudicarsi il premio; evitare il pericolo del sistema spagnolo, a cui punta Berlusconi e su cui aveva fatto un mezzo accordo con Veltroni, che di fatto avrebbe uno sbarramento al 10%. Nenni diceva che la politica è l’arte del possibile ed allora il sistema Tedesco potrebbe ricevere una adesione maggioritaria (UDC-Terzo Polo, Lega Nord, maggioranza PD e anche del PDL). Uniamo ad essa un forte appello per realizzare, ANCHE IN ITALIA, un robusto Partito Socialista dentro il PSE, sollecitando anche il PD e SEL, nei quali se ne parla troppo timitamente.

  3. Il potere costituitosi nelle aule parlamentari nonostante il loro palese fallimento di fronte all’opinione pubblica tenta in tutti i modi di impedire nell’interesse generale e in particolare nell’interesse di una moderna democrazia una adeguata riforma elettorale che restituisca dignità alla politica e al contempo metta nuovamente nelle mani degli elettori la possibilità di scegliere un candidato e un Partito politico, questo è il dato che merege dirompente anche in seguito alle consultazioni incrociate fra gli oligarchi che pensano di rappresentare l’intero paese.

  4. Caro segretario resisti. Il PSI deve portare avanti l’idea del sisteme proporzionale con sbarramento al 4%, senza premi di qualsiasi natura. Sicuramente c’è la possibilità a parer mio, che parecchie forze politiche concordino con questo sistema elettorale, così facendo finalmente gli elettori di questo paese, sarebbero finalmente in grado di eleggere un deputato come si faceva nella prima repubblica, anche perchè la seconda non è mai nata.

  5. Caro Riccardo, occorre resistere e indicare a chiare note in primis il diritto dei cittadini a scegliersi i propri rappresentanti, è evidente che oramai lo sbarramento elettorale è ineludibile… occorre però il conterappeso della rappresentaza democratica nel parlamento per chi supera una certa percentuale …NO al premio di maggioranza

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