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Opinioni e commenti
 

Il retroscena del presunto scontro tra Alemanno e il prefetto di Roma
Pubblicato il 13-02-2012


La cornice è quella di Porta Metronia, sede della Protezione Civile romana. Sono le 11 del mattino del 9 febbraio, è la vigilia della battaglia decisiva tra il sindaco di Roma e il maltempo. Il primo round l’aveva vinto la neve, e questa volta Alemanno non può permettersi errori. Il primo cittadino tiene banco al vertice sul maltempo ma è nervoso, teso. Dopo una pace (più imposta dalle circostanze che davvero sentita) con il prefetto e capo della Protezione civile Gabrielli, sa che ogni errore questa volta ricadrà inevitabilmente su di lui.

LA DISCUSSIONE – Nei giorni scorsi si era parlato di una lite tra il sindaco e il prefetto, in cui sarebbero addirittura volate invettive da parte dello stesso Alemanno verso Pecoraro. Questo almeno è quanto aveva riportato la scorsa settimana un quotidiano solitamente ben informato. Ma il prefetto Giuseppe Pecoraro, sentito in esclusiva dall’Avanti!online, ha smentito decisamente l’indiscrezione e per primo, con forte senso delle istituzioni, ha spiegato come sono andati realmente i fatti.

“Con Alemanno non ci siamo assolutamente incontrati in quei giorni, abbiamo solamente parlato al telefono – sottolinea il prefetto – prima di tutto gli ho chiesto il tempo necessario per prendere contatto con gli uffici costituzionali, con il Parlamento e il ministero di Giustizia. Tale esigenza derivava dal fatto che in occasione della precedente nevicata c’erano stati problemi persino con gli avvocati per la chiusura repentina dei vari tribunali”.

VELOCE COMUNICAZIONE – “Avevo compreso l’esigenza del sindaco di dare una veloce comunicazione dell’ordinanza sulla chiusura degli uffici – continua Pecoraro – ma questa volta, essendo anche una giornata infrasettimanale, erano diversi gli organi a cui dar conto. Qualcuno ha scritto di un eventuale scontro verbale che ci sarebbe stato tra di noi; è del tutto infondata come notizia: insieme ad Alemanno ci siamo sentiti al telefono più volte nel pomeriggio di giovedì, ma non ci siamo assolutamente visti”.

“Tuttavia – conclude Pecoraro – devo dire che mentre Alemanno aveva una certa fretta nel voler diffondere la notizia della chiusura, pensando forse che fosse più semplice di quanto in realtà non lo era, io non avvertivo la stessa esigenza, meno che mai senza prima essermi confrontato con tutti gli uffici a cui era giusto dare notizia. L’altra volta avevo avvertito solo il ministero di Giustizia perché il Parlamento era chiuso, questa volta era una situazione più complessa. Tutto il resto sono solo chiacchiere senza alcun fondamento”.

 

 

 

Giampiero Marrazzo

@giamarrazzo

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Commenti all'articolo
  1. E’ la dimostrazione che il Sindaco guarda solo a se stesso e alle sue personali esigenze di non esporsi ad altre brutte figure, come invece è avvenuto. Anche perchè dover modificare le ordinanze in base alle sollecitazioni dei vari settori, rivela scarsa capacità di comprendere le situazioni delle diverse articolazioni presenti sulla Capitale. Le diverse situazioni dentro e fuori il Raccordo Anulare avrebbero dovuto portare ad una valutazione più attenta sulla dimensione dei divieti e delle chiousure delle Scuole e degli Uffici Pubblici. Ad esempio nel XIII° Municipio le mamme si sono lamentate della chiusura delle Scuole Pubbliche (mentre le private risultano rimaste aperte), creando non pochi problemi ai genitori che non sapevano dove lasciare i propri bambini e quindi hanno finito per non andare al lavoro. Un sindaco che pensa di andare in TV e di farsi fotografare con la pala non è quello che serve ai cittadini romani.

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