lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

In time, quando la lotta di classe diventa vite in vendita
Pubblicato il 15-02-2012


Uscirà venerdì 17, Intime, il nuovo film interpretato dal talentuoso Justin Timberlake e diretto da Andrew Niccol. Un fantasy verosimilmente reale che regalerà allo spettatore un’ora e quaranta non solo di suspance ma di pura tensione. Alla base del film, un’idea vincente e finalmente  originale:  il tempo come moneta di scambio. La storia è ambientata nel 2018, anno in cui, tramite alterazioni genetiche, viene deciso che per risolvere il problema della sovrappopolazione del pianeta, dai 25 anni in su non si smette di invecchiare. Ma il tempo da vivere bisogna guadagnarselo il tempo, a suon di moneta corrente. In più lo si può cedere da una persona all’altra. Basta pagare.

RICCHI CONTRO POVERI – Così i ricchi, che vivono nel quartiere di New Greenwich, avranno anni su anni, anche secoli, da poter spendere a destra e a manca e i meno abbienti, che vivono nel ghetto Dayton, invece saranno quasi sempre in possesso di una ventina di minuti scarsi o al massimo di un’ora. La lotta di classe in salsa fantasy convince oltre che essere un futuro possibile, una proiezione fantascientifica plausibile. Sembra che il regista Niccol abbia letto e anche bene “La scienza della fantascienza”, un caposaldo della saggistica sul genere. Vista la crisi che attanaglia i tempi magri che stiamo vivendo e le infauste previsioni degli analisti, la forchetta tra ricchi e poveri è destinata nei prossimi anni ad allargarsi a dismisura. E non è un film.

VITA IN VENDITA – Nella verità cinematografica che la pellicola restituisce, nel tempo presente del futuro immaginato dal regista Timberlake alias Will Sales, che nasce con piccola riserva di tempo, si ritrova per puro caso in un pub in cui un vecchio signore, Hamilton, regala il proprio tempo offrendo drink ai presenti. L’uomo viene improvvisamente assalito da una banda di Minutemen che tentano di rubargli tutte le ore a sua disposizione. A quel punto Will interviene salvando il malcapitato e ne diventa amico. L’uomo spiega al giovane Timberlake che ognuno dovrebbe avere un tempo limitato per vivere perché “Anche se il corpo regge, la tua mente è bruciata. Noi vogliamo, noi dobbiamo morire”. Così, mentre Will dorme, Hamilton gli regala 116 anni di vita, tenendo per sé solo 5 minuti, il tempo necessario per recarsi sul ciglio del ponte, addormentarsi e cadere in acqua.

FUTURO PRESENTE – Da questo punto iniziano la fortuna e la sfortuna di Will. La polizia apre un’indagine sulla fine dell’uomo benestante e nel frattempo il giovane cerca di raggiungere la povera madre per passarle un po’ della sua fortuna ma arriva troppo tardi e la donna gli muore tra le braccia. Così Will si trasformerà in un Robin Hood tecnologico, che va in giro a rubare tempo da regalare ai poveri del ghetto, accompagnato dalla figlia di un benestante, rapita fisicamente e sentimentalmente da Timberlake. E chi, delle spettatrici, non lo sarebbe? Bellocci a parte, la pellicola racconta di un futuro neanche troppo lontano e di un presente che si spera di cambiare, in meglio. Democraticamente.

Francesca Romana Massaro

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