martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Insegnanti di sostegno, pochi fondi e deficit di competenze
Pubblicato il 02-02-2012


La disabilità nelle scuole e l’obiettivo di integrare i ragazzi portatori di handicap nella classe. Traguardi che troppo spesso sono ostacolati dagli scarsi finanziamenti alla scuola pubblica. Dove vanno a finire i soldi? La cronaca ci restituisce una triste risposta: proprio oggi a Napoli un blitz dei carabinieri ha portato alla luce un giro truffaldino con l’arresto di 32 falsi invalidi. Soldi sottratti anche alla formazione dei docenti che nelle classi di ogni ordine e grado dovrebbero essere messi in condizione di poter gestire da soli l’alunno disabile al fine di integrarlo nella scuola. Nello studio contenuto nel documento “L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità nel sistema nazionale di istruzione” pubblicato dal ministero dell’Istruzione, risulta che gli alunni con disabilità aumentano di più al Nord che al Sud, con picchi dell’80%. Ed è proprio al Nord che gli insegnanti di sostegno incontrano anche l’opposizione della giustizia. Arriva dal Tribunale di Udine la sentenza che ha capovolto il precedente provvedimento del giudice monocratico, dando torto alla famiglia di un alunno con disabilità, che aveva proceduto rifacendosi alla Legge n° 67 del 2006, quella cioè che tutela i disabili dalle discriminazioni. Grazie a questa sentenza il ragazzo disabile si è visto diminuire le ore di sostegno da ventidue settimanali a sedici. A tal proposito abbiamo sentito l’opinione di Evelina Chiocca, socio fondatore del C.I.I.S. (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno).

Insegnanti di sostegno, quale il ruolo e quanta la richiesta?

Il ruolo è quello di offrire competenze per l’ausilio di alunni con disabilità e per aiutarli ad integrarsi con il resto della classe.

Quali i fondi destinati attualmente agli insegnanti di sostegno?

La questioni dei fondi è relativa ai finanziamenti elargiti alla scuola, se vengono tagliati i fondi alla scuola è ovvio che anche l’insegnante di sostegno ne risente. Questa tipologia di docenti ha lo stesso contratto dei docenti di classe, quindi non c’è disparità di trattamenti tra gli insegnati di classe e quelli di sostegno.

Ci sono zone del Paese con particolari carenze di insegnanti di sostegno?

Non va fatta una distinzione per zone geografiche, ma va considerato il numero degli alunni in proporzione a quello degli insegnanti. Mediamente si calcola un insegnante ogni due alunni, però questa è una media e come tutte le medie è influenzata dagli estremi, così ci sarà sicuramente l’alunno che non avrà l’insegnante di sostegno.

C’è una carenza di competenze?

La scuola italiana ha fatto una scelta d’integrazione, ma non la attua fino in fondo. Mi spiego: l’integrazione non passa solo per le competenze dell’insegnante di sostegno, ma per le competenze di tutti gli insegnanti. L’integrazione si fa in classe, poiché è in questa che il ragazzo disabile va integrato. Se per integrazione intendiamo il rapporto tra insegnante di sostegno e allievo, questo sa più di esclusione dalla classe. Ogni insegnante deve saper gestire la classe e in essa l’integrazione del disabile. Purtroppo c’è un deficit di formazione. L’insegnante delle scuole elementari deve ottenere solo trenta crediti, mentre per l’insegnamento nelle scuole medie ne bastano sei. E questo non basta a formare l’insegnante che dovrebbe comunque saper gestire la classe nella sua interezza.

Diletta Liberati


 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo
  1. Spett.le Redazione
    leggo ora l’articolo pubblicato.
    Con la presente vi informo che gli interventi attribuitimi in questo articolo sono in buona parte imprecisi.
    Suggerisco in futuro di richiedere “risposte scritte” alle vostre domande: questo per un servizio di informazione puntuale e non fuorviante. Ed anche per non farmi dire cose che non solo non ho mai detto, ma soprattutto che non condivido!!!
    Evelina Chiocca
    Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno

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