giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La crociata di Monti. Ici sui beni della Chiesa
Pubblicato il 16-02-2012


Mario Monti carica il fucile di precisione, cambia bersaglio, trattiene il fiato e fa partire il colpo. Al centro del mirino del “Professore” questa volta c’è la Chiesa cattolica che, se passa l’emendamento proposto dal premier, pagherà l’Ici (oggi Imu) su tutti gli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività commerciale.

IL PROVVEDIMENTO – L’esenzione, come si legge in una nota di palazzo Chigi, «fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale». È prevista l’introduzione di «un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal ministro dell’Economia circa l’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali, esercitate all’interno di uno stesso immobile».

UNA SCELTA EUROPEISTA – La decisione arriva direttamente da Strasburgo, dove il premier italiano sta cercando con tutte le forze di trascinare l’Italia «fuori dalla zona d’ombra». Con parole e iniziative che il Parlamento europeo finora ha caldamente apprezzato, profondendosi in una lunga e sentita standing ovation all’ultimo, acceso discorso europeista del primo ministro italiano. Davanti al Parlamento Europeo, Monti ha dichiarato che «l’Italia è impegnata nella corsa per uscire dall’emergenza. Stiamo riuscendo a toglierci dalla zona d’ombra, dov’eravamo ritenuti a rischio di contagio per altre economie, facendo tutti gli sforzi necessari per il consolidamento di bilancio e le riforme strutturali». Ed è probabilmente sulla scia di queste considerazioni che il premier ha deciso di andare a toccare un punto da sempre considerato spinoso del dibattito politico e sociale italiano. Per ora,la Commissione Europea davanti alla quale è stata presentata la proposta di emendamento, ha dichiarato che si tratta di «un buon progresso». Mentrela Cei fa sapere che il provvedimento «sarà accolto con la massima attenzione e senso di responsabilità». Ovviamente la proposta di Monti dovrà prima passare al vaglio del Parlamento italiano. E allora, probabilmente, se ne vedranno delle belle.

NENCINI (PSI), PROVVEDIMENTO SAGGIO – «L’Italia è un Paese per la maggior parte cattolico. Se fino ad ora a pagare erano i cristiani, adesso a pagare sarà anchela Chiesa e questa è una battaglia di equità che i socialisti conducono da sempre». Lo ha dichiarato Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi. «La decisione del governo di eliminare le agevolazioni fiscali ecclesiastiche – prosegue – e di altri soggetti no profit è una svolta e un bel passo in avanti. Lo è per i soldi, tanti, che rientreranno nelle casse dello Stato ma lo è soprattutto perché ristabilisce equità in un momento in cui si chiedono ai cittadini sacrifici e senso di responsabilità. Un provvedimento saggio – conclude Nencini – che condividiamo e che sgretola una delle tante anomalie che hanno impedito in questi anni all’Italia di essere un Paese normale».

ROTONDI (PDL), FAVOREVOLI ALLE ESENZIONI – «Vorrei sottolineare che sull’Ici la posizione del Pdl è di giusto favore alle esenzioni a favore della Chiesa per le ragioni che il buon senso degli italiani riconosce e condivide». Lo ha dichiarato Gianfranco Rotondi, membro dell’Ufficio di Presidenza del PdL.

Emanuele Ciogli

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