lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La fiamma olimpica brucia l’alleanza Lega-Pdl
Pubblicato il 15-02-2012


«No alle Olimpiadi romane, prima scelta giusta del Governo che ha dato retta alla Lega. Mi spiace per lo spalatore Alemanno». La dichiarazione è di Matteo Salvini, eurodeputato leghista e consigliere comunale di Milano. Ovviamente il dispiacere è ironico come l’esortazione al sindaco di Roma a riprovarci «nel 3020». Salvini è stato uno dei primi esponenti del Carroccio a gongolare per lo schiaffo subìto dal Pdl.

DERISO DAI TG – E’ pur vero che «l’incapacità amministrativa di questo sindaco e della sua giunta è derisa da tutti i tg internazionali», come fa notare il segretario del Psi di Roma Atlantide Di Tommaso, il quale sottolinea come sulla decisione di Monti «non poco peso ha avuto la diffidenza, molto diffusa, sull’affidabilità dell’amministrazione comunale». Tuttavia il comitato promotore contava anche sul deputato del Pdl Mario Pescante e sull’inossidabile braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta. Quindi, lo schiaffo di Monti ha colpito tutto il partito dell’ex presidente del Consiglio.

MASOCHISMO DEL PDL – Che l’esultanza leghista arrivi da un maroniano come Salvini stupisce poco. Quella fronda del Carroccio, infatti, non vede l’ora di scrollarsi di dosso ogni residuo dell’alleanza col Pdl. Sorprende un po’ di più, invece, l’euforia espressa dalla parte più berlusconiana della Lega, Roberto Calderoli. «Sono lieto del no espresso da Monti alla candidatura di Roma alle Olimpiadi. In un momento di crisi come quello attuale questa candidatura sarebbe stata come l’ultima fatale overdose per un tossicodipendente». Non si capisce se il «tossicodipendente» sia Roma o l’Italia intera, ma contro l’ex alleato di governo il senatore non ha lasciato dubbi: «Resto ancora di più stupito però dal masochismo che ogni giorno dimostra il Pdl: Monti ha letteralmente preso a calci Alemanno, ha fatto a pezzi con le sue manovre l’elettorato del Pdl, Berlusconi ormai è costantemente sotto sequestro nella aule giudiziarie, questo governo rivela ogni giorno di più il suo vero volto di governo di sinistra e loro continuano a sostenerlo e a ripetere quanto bravo sia Monti!».

CAMPANE A MORTO – Le parole del coordinatore nazionale del Carroccio suonano come campane a morto sull’alleanza con il Pdl per le prossime amministrative. In effetti la rottura, almeno a Gorizia, è stata già ufficializzata un paio di giorni fa dal commissario provinciale del Trentino, il deputato Massimiliano Fedriga, il quale ha ricordato che «su un punto il Consiglio nazionale – tradotto dal linguaggio secessionista corrisponde alla Federazione regionale – si è espresso in maniera irrevocabile: non possono esistere accordi elettorali con chi appoggia il governo Monti. Anche a Gorizia dunque non faremo parte di una coalizione guidata dal Pdl». Vista la situazione sui territori e sentite le parole di Calderoli appare dunque difficile che si ricompongano i cocci dell’alleanza prima di maggio. A meno che il Pdl non decida di mollare Monti dando ascolto all’esortazione di Calderoli: «Ma insomma, un poco di dignità: ribellatevi al vostro carnefice!».

Nicola Bandini

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