martedì, 12 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La Grecia va a fondo? E’ ora di comprarsi una casa vista mare
Pubblicato il 22-02-2012


Saranno le compagnie aeree low cost che avvicinano i Paesi e consentono di spostarsi più facilmente. O sarà che il mercato immobiliare in Italia viaggia su valori non proprio convenienti. Fatto sta che a molti nostri connazionali piacciono sempre più gli investimenti nel mattone all’estero. Tanto si è detto su Berlino o Madrid, ma per chi se lo può permettere, l’attrazione maggiore è forse rappresentata dalle occasioni di seconde case nelle vicine nazioni del Mediterraneo.

TRANSAZIONI PER QUASI 4MLD – Nel 2010 gli immobili acquistati oltre frontiera hanno superato le 30mila unità per un valore di quasi 4miliardi di euro. Le località turistiche e certi tratti di costa della Francia, della stessa Spagna e soprattutto di Croazia, Albania, Montenegro o persino della disastrata Grecia non hanno certo smarrito il loro fascino per colpa della recessione. Anzi. Proprio in terra ellenica le isole dell’Egeo continuano a «tirare» e rimangono meta prediletta per danarosi investitori tedeschi, francesi, inglesi e anche italiani.

MERCATO DI FASCIA ALTA – «Si tratta di gente in cerca di affari, che chiede un immobile in zone di vacanza esclusive e che è pronto a spendere senza problemi dai 3-400mila fino a oltre uno o due milioni di euro», dicono all’Avanti! online dagli uffici di un intermediario immobiliare lombardo che fa transazioni internazionali e chiede di non rivelare la propria identità. «D’altronde, con la crisi i prezzi sono calati nel 2010 di un 15-20% sulle residenze di lusso, ma non dovrebbero esserci ulteriori crolli. Questo delle seconde case è un mercato di fascia alta che resiste bene», aggiungono dall’operatore di Real estate.

I TIMORI – Certo, può scoraggiare il forte aumento della tassa patrimoniale sugli immobili recentemente deciso dal governo greco: da 3 a 20 euro al metro quadro che si pagano direttamente in bolletta elettrica. E può spaventare lo spettro dell’uscita di Atene dalla moneta unica e il ritorno a una dracma che sarebbe svalutata di colpo e in modo pesante. «Infatti abbiamo qualcuno che resta alla finestra – chiude il broker immobiliare – Tuttavia si stima che la domanda di qualche migliaio di acquirenti sia ben superiore all’offerta di residenze nelle Cicladi o nel Dodecaneso. Specie se le si vuole con vista mare. Dopotutto in pochi credono che la Grecia possa davvero uscire dall’euro».

IL TONFO DOPO LA BOLLA – In altre zone del Paese il crollo dei valori immobiliari è stato molto più fragoroso da quando è scoppiata la crisi (40-60%). D’altronde si proveniva da un decennio di bolla (+10% annuo) associato a una robusta e artificiosa crescita economica e a eventi tipo i Giochi olimpici del 2004. Non sarà allora un caso che internet pulluli di siti in italiano in cui agenzie immobiliari promettono paradisi da sogno a prezzi di vantaggio. E pensare che fino al 1990 il mattone greco era interdetto agli stranieri. Oggi, invece, 80-90 metri quadri con patio e piscina a Rethymno (Creta) possono costare meno di 150mila euro. Il paradiso può attendere?

Ulisse Spinnato Vega

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento