martedì, 12 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La Marcegaglia vuole “licenziare” senza giusta causa i sindacati
Pubblicato il 22-02-2012


Era nell’aria. Già le dichiarazioni di Monti ieri a Piazza Affari lasciavano presagire le reazioni violente delle parti sociali: il premier presenterà entro marzo un provvedimento sulla riforma del lavoro, e lo presenterà comunque, con o senza accordo. E oggi Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, è intervenuta a un convegno di Federmeccanica per dare l’ultima stoccata ai sindacati: «Vorremmo avere la possibilità di licenziare gli assenteisti cronici, i ladri e quelli che non fanno il loro lavoro».

SINDACATI INFEROCITI – Non si è fatta attendere la replica, secca, del segretario della Cgil Susanna Camusso: «La trovo offensiva». Pronta anche la risposta di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl: «La Marcegaglia farebbe bene a precisare di quale sindacato parla. La mia organizzazione si è sempre presa le proprie responsabilità di fronte alle scompostezze degli imprenditori e pure di alcune realtà sindacali». Bonanni in precedenza aveva già dichiarato di non volersi arrendere alla decisione di Monti di imboccare da solo il viale delle riforme del lavoro: «La cosa che deve capire il governo – aveva detto il segretario Cisl – è che noi non molleremo il tavolo e sbaglia chi pensa di farlo, perché inchioderemo il governo alle sue responsabilità». Il meno loquace di tutti è Luigi Angeletti, segretario Uil che, sentito dall’Avanti!online, ha tagliato corto: «Ho rilasciato un comunicato stampa, più di quello al momento non voglio dire». E sul sito della Uil un comunicato stampa effettivamente c’è, anche se si esaurisce in due righe: «La Uil non protegge assenteisti cronici né ladri. Gli imprenditori possono dire altrettanto»?

IL CASUS BELLI «Abbiamo detto che l’art.18 deve rimanere per atti discriminatori ma vogliamo poter licenziare quelli che non fanno il loro lavoro». Con questo incipit è partita alla carica Emma Marcegaglia, nell’intervento che ha mandato i sindacati su tutte le furie. Il resto dell’intervento è un incoraggiamento un po’ maldestro al lavoro del governo Monti che, secondo Marcegaglia, starebbe percorrendo «una strada giusta, fatta di riforma delle pensioni, liberalizzazioni e semplificazione. Non possiamo pensare però che quello che abbiamo fatto sia sufficiente. Noi non stiamo ancora bene». E sull’articolo 18, il presidente di Confindustria ha precisato che «anche nel caso in cui non si arrivi ad un accordo, il governo vada avanti e faccia la riforma che deve fare. Stiamo lavorando con grande attenzione e senso di responsabilità».

BERSANI, MARCEGAGLIA SI PENTIRA’ – «Se conosco un po’ Emma Marcegaglia credo che si pentirà di questa battuta». Lo ha dichiarato Pier Luigi Bersani al Tg3. «Non credo – prosegue il segretario Pd – che pensi che il problema sia dei fannulloni e dei ladri e di chi li difende. Nessuno li difende. C’è da fare manutenzione dell’articolo 18? Ve bene. Sei anni per una causa sono troppi, partiamo da qui. Ma non è questo il tema – conclude – il tema è dare lavoro».

RUTELLI, SINDACATI SAPPIANO SCEGLIERSI LE BATTAGLIE – «È giusto che il sindacato difenda l’onorabilità dei lavoratori ma, in certi casi, gioverebbe abbandonare la difesa dell’indifendibile». Lo ha dichiarato Francesco Rutelli, presidente dell’Api che, nei prossimi giorni, presenterà delle proposte di modifica «sapendo che c’è un tavolo aperto e che c’è già chi se ne sta occupando. Non sfugge il fatto che l’applicazione di una giurisprudenza estrema rende inattuato l’articolo 18. L’ingessamento del sistema – conclude Rutelli – è determinato dalla modalità di attuazione dell’articolo 18. Più che la necessità di modificarlo c’è la necessità di farlo funzionare così com’è».

Raffaele d’Ettorre

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento