mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La stilista Regina Schrecker: più regole alle sfilate di N.Y? Solo un bell’inganno
Pubblicato il 13-02-2012


È la settimana della moda nella Grande Mela e la novità è che non si parla solo di abiti, accessori, e corpi (quasi) perfetti. Quest’anno i riflettori sono puntati sul backstage. Innanzitutto le carte d’identità delle modelle: un no deciso alle baby top under16 in passerella. La condanna poi è allo stile di vita al quale molto spesso queste giovani donne, a volte lontane da casa e famiglia, sono costrette: molestie sessuali e richieste di modifiche alla propria immagine grazie a interventi di chirurgia estetica. Proprio per questo il Model Alliance ha proposto regole rigide di comportamento nelle sfilate di New York. Sulla questione è intervenuta Regina Schrecker, ex modella e stilista di successo.

Che stress provocano questi grandi eventi sulle modelle?

Si corre da una sfilata all’altra in una girandola interminabile di eventi e si finisce col mangiare cibo spazzatura e dormire poco.

Controllo sull’età, divieto di alcool e tabacco nel backstage, presenza di educatori alimentari: queste le misure per le sfilate di New York. Secondo lei sono necessarie?

È sicuramente una bellissima cosa che però molto spesso viene bypassata. Sono misure prese ufficialmente per far sembrare che ci sia controllo, ma, a mio parere, queste verifiche non verranno fatte.

Perché non si riesce a renderle effettive?

Non mi sembrano misure difficili da mettere in atto, ma il problema è che, contrariamente a quanto viene pubblicizzato nelle campagne degli ultimi anni, ad esempio, contro i disturbi alimentari, gli stilisti continuano a richiedere ragazze molto magre, al limite dell’anoressia. E alla fine è quel modello di donna che trova lavoro nel mondo della moda.

Le probabilità di cadere in una vita sregolata sono maggiori per ragazze molto giovani?

Sicuramente le modelle più giovani saranno un po’ spaesate, ma il punto è che per fare questo lavoro ci vuole forza di volontà e una salda educazione alle spalle, che la maggior parte non ha. Ritengo che il problema non sia tanto l’età: se una ragazza è debole di fondo non vedo molta differenza tra i 16 e i 18 anni.

La modella Sara Ziff, supportata dalla stilista Diane von Furstenberg, lancia l’idea di un sindacato. Ce n’è bisogno?

Forse oggi di modelle ce ne sono troppe, dato che tutte le ragazze vogliono fare questo lavoro. Però è una notizia che mi lascia un po’ perplessa. Potrebbero essere più protette, ma forse anche più facili da sfruttare. Se alla direzione ci sono ex modelle che conoscono bene i problemi del mestiere, già è una garanzia. Anche se garanzie in quel mondo non esistono.

Cos’è cambiato rispetto al passato, quando tutte queste problematiche non esistevano o non se ne parlava?

Un tempo il lavoro di modella era più sentito. Oggi si passa da una sfilata all’altra senza avere il tempo di assorbire il messaggio dello stilista. Tutte le sfilate si assomigliano: il trucco, i capelli, l’andatura, è tutto uguale tanto da farle sembrare finte. Prima era più vero.

Martina Perrone

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