martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’altra faccia del “made in Naples”
Pubblicato il 29-02-2012


Nella sua versione migliore è la città di pulcinella, del mandolino e della pizza. In quella deteriore è capitale della camorra e paradiso della “monnezza”. Ma, specialmente negli ultimi tempi, Napoli ha mostrato al mondo una faccia diversa. Quella pulita, moderna e vincente della sua squadra di calcio. Quando si parla di Napoli abbiamo – e io non mi astengo – il brutto vizio tutto italiano di generalizzare e guardare sempre al peggio. Il cambiamento è sempre e solo di facciata, i problemi non si risolvono mai, non funziona nulla. E così via.

Recentemente, a metterci il carico ci ha pensato pure De Laurentiis affermando che in città tutto va male, niente funziona e la gente si lamenta soltanto invece di darsi da fare. Ovviamente dal “tutto” escludeva il calcio e a quanto pare, almeno su questo, i risultati gli danno ragione. Agli occhi del mondo, Napoli è passata in pochi mesi dal regno della “monnezza” a capitale del calcio italiano. I complimenti si sprecano, le apologie fioccano e i detrattori sono stati messi a tacere. Ammettiamolo: il produttore dei cinepanettoni avrà pure la passione per lo spettacolo, in particolare se di pessimo gusto – e non ci riferiamo tanto al cinema, quanto alle uscite strabordanti, volgari e molto spesso inopportune – indosserà anche degli improbabili giubotti azzurro sgargiante, quegli inguardabili occhialacci da sole e la pettinatura più tamarra e antiquata della storia del calcio ma, alla faccia dei miscredenti, sta riuscendo in un’impresa che, prima d’ora, era riuscita – Diego perdonaci! – solo a Lui.

Se Maradona, attraverso il calcio, aveva restituito speranza e dignità alla città di Napoli in un periodo particolarmente buio della sua storia, De Laurentiis s’è messo sulle sue tracce e rischia di superarlo. Non sono solo i brillanti risultati sportivi, badate, ma è il riflesso in immagine positiva e moderna a decretarne il successo. Se non ci credete, leggete qui: www.grantland.com/story.

Un giornalista statunitense, in una terra giovane al calcio (o “soccer” come si dice lì), invita tutti a diventare appassionati del Napoli: “the coolest soccer team in Europe” (la squadra di calcio più fica in Europa). Avete sentito bene. Bryan Phillips, è questo il nome dell’opinionista, non esalta il Barcelona e le gesta di Leo Messi: fa il tifo per Cavani, Lavezzi e tutti gli Azzurri. “Seriamente,” dice, “se sei un appassionato ancora in cerca di una squadra perché non tifi Napoli”?

Segue un dettagliato elenco delle ragioni per cui, invece di tifare per un club inglese o spagnolo, gli statunitensi che si avvicinano al calcio dovebbero scegliere la compagine partenopea: una città fantastica, con una storia calcistica importante e campioni che fanno impazzire come Edinson Cavani.

Morale della favola. De Laurentiis aveva un obiettivo: trasformare Napoli e la squadra in un brand apprezzato molto oltre i confini nazionali. A quanto pare inizia a trarre i frutti. Sarà pure sbruffone e tamarro ma, bisogna dargliene atto, col suo lavoro ha restituito un senso nuovo, moderno e positivo all’espressione “made in Naples”.

Alessio Aragno

Sceneggiatore - Ala sinistra

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