martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Landini, discriminazione? Neanche un iscritto Fiom tra le nuove assunzioni
Pubblicato il 27-02-2012


Contro la modifica dell’articolo 18, controla Fiat e contro le ingiustizie sul lavoro. Anche contro il Governo? Sarà il 9 marzo lo sciopero generale dei metalmeccanici dichiarato dalla Fiom per protestare contro la riforma del lavoro del Governo Monti. Tra le fila del Pd c’è già chi ha dichiarato di non partecipare ad una manifestazione che, visti i presupposti, si prospetta in opposizione al governo dei professori, sostenuto apertamente dal partito in Parlamento. A spiegare le motivazioni della protesta è Maurizio Landini, segretario generale della Fiom.

La manifestazione del 9 marzo è contro il Governo?

È uno sciopero generale dei metalmeccanici che culmina con la manifestazione a Roma. Al centro della protesta c’è la difesa della democrazia e della libertà messe a rischio dalla Fiat. Le nostre richieste sono rivolte a tutte le forze politiche e al Governo, al quale chiediamo di far rispettarela Costituzionenelle fabbriche Fiat, dove attualmente è violata. È una manifestazione rivolta a chiunque pensi che ci sia bisogno di garantire i diritti ai lavoratori, anche nella scelta di adesione ai sindacati. Sicuramente scendiamo in piazza anche per dimostrare il nostro dissenso nei confronti di alcune decisioni del Governo Monti. Non ci piace, ad esempio, la riforma delle pensioni: abbiamo un sistema contributivo unico, che toglie lavoro ai giovani e non garantisce la pensione. Inoltre l’equiparazione delle professioni è sbagliata: i lavori non sono tutti uguali, ed è quindi sbagliato cancellare le pensioni di anzianità.

Quali sono le questioni che hanno causato i problemi da voi denunciati?

Il lavoro è stato svalorizzato dalle troppe ingiustizie. Dopo 20 anni è dimostrato che il mercato non può risolvere da solo i problemi del lavoro, come la precarietà. La finanza e i mercati hanno acquisito un potere oggi fuori controllo. Bisogna cambiare e occorre che si discuta un nuovo modo di produrre, con al centro la sostenibilità ambientale e quindi un nuovo modo di pensare tra università, imprese e territorio.

Cosa chiedete al Governo?

È un insieme di questioni che ci hanno portato allo sciopero, racchiuse nel titolo della manifestazione, “Democrazia al lavoro”. Chiediamo che non si intervenga sull’articolo 18, che non crediamo debba essere oggetto della trattativa: ci interessa che venga trovato un accordo con l’obiettivo di ridurre la precarietà ed estendere le tutele a tutte le forme di lavoro. Chiediamo che si apra una nuova fase per risolvere il problema della creazione dei posti di lavoro. Tuttavia per dare il via ad un vero piano servono interventi straordinari di investimento pubblico e privato che incidano su un nuovo modello di sviluppo.

In un’intervista al Corriere della Sera Marchionne ha dichiarato che non ci sono state discriminazioni nelle neoassunzioni da parte della Fiat. Lei come risponde?

Non c’è un iscritto alla Fiom su 5000 persone da assumere. È un’evidente discriminazione considerando anche chela Fiatè stata condannata quattro volte nel giro di un anno e mezzo per comportamenti antisindacali. In più oggi nelle imprese Fiatla Fiomnon ha alcun diritto di esistere e questo è un attacco inaccettabile alla libertà sindacale. Su questo punto chiediamo che si intervenga.

Il Pd si è spaccato di nuovo. Non si spaccano troppo facilmente sulle questioni calde?

Il nostro problema non sono le spaccature nei partiti, ma se le forze politiche pensano che la democrazia al lavoro vada garantita. A tutte le forze politiche abbiamo chiesto di valutare le nostre motivazioni, perché la questione non è essere d’accordo conla Fiom, ma garantire le libertà dei cittadini anche sul luogo di lavoro. Non può essere l’impresa a decidere quali sindacati debbano avere rappresentanza.

Lei auspica che partecipino altri partiti o sindacati alla manifestazione?

La nostra manifestazione è rivolta innanzitutto ai metalmeccanici, per i quali abbiamo dichiarato 8 ore di sciopero per dare a tutti la possibilità di partecipare, ma è aperta a tutte le persone che sposano le nostre motivazioni. Abbiamo ricevuto adesioni da parte dei precari, degli studenti e da diversi movimenti, come quello per l’acqua. Al centro della protesta c’è la democrazia, che è una questione trasversale.

Cosa si aspetta per il 9 marzo?

Speriamo in una partecipazione ampia, come crediamo che sia, in quanto già vediamo il consenso intorno alle nostre ragioni. La conclusione in piazza San Giovanni, inoltre, accentua il valore di riconquista della democrazia e della libertà, visto che è stata ultimamente teatro di violenza.

Martina Perrone

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