lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lega e Idv li vogliono tutti dentro
Pubblicato il 08-02-2012


Sul tema giustizia le previsioni sono chiare: forti grattacapi ed emicranie lancinanti. Sul decreto cosiddetto “svuota-carceri” Paola Severino, ministro della Giustizia, è stata costretta a porre la questione fiducia, assediata dal pressante ostruzionismo delle Lega (che in commissione Giustizia ha presentato oltre 500 emendamenti, abbandonando anche i lavori) e dai commenti sferzanti del leader Idv, Antonio Di Pietro, che ha definito il provvedimento una “amnistia mascherata”. Da parte sua il Carroccio, come se non fosse bastato il mezzo migliaio di emendamenti, ci ha messo il solito carico da dodici, ringhiando con forza e puntando i piedi. Il deputato leghista Nicola Molteni ha definito il decreto «inutile» e si è riproposto di «dare voce a milioni di cittadini che nel momento in cui questo decreto sarà approvato si troveranno in una situazione di minore sicurezza».

CARROCCIO – Il ringhiare del Carroccio è poco sottile e affonda le sue radici nella più atavica delle paure leghiste: se passa il decreto, infatti, nell’arco di un anno verranno portarti fuori dai penitenziari più di 3.800 detenuti, che potranno scontare a casa gli ultimi 18 mesi. E quindi si diffonderebbe come un morbo l’allarme per un presunto aumento dei furti in villa in un Nord est sempre meno sicuro. Non vola molto più in alto  neanche l’Idv che del tema giustizia ne ha fatto una bandiera scolorita e ipocrita. Altro che Italia dei valori. Meglio parlare di un Paese di giustizialisti – quello anelato dall’Idv – nel quale pur di far rispettare il principio della “certezza della pena” si tace sulle indegne condizioni nelle quali versano i detenuti italiani. Insomma la pena va scontata fino in fondo, poi che non si garantiscano i diritti basilari di qualunque individuo.

LUSI – Ieri si è svolta a Montecitorio una riunione tra il ministro Severino, i capigruppo della Commissione Giustizia e i relatori del decreto, mentre oggi è il governo ha posto la  questione fiducia affidando al ministro Piero Giarda l’ingrato compito di darne l’annuncio alla Camera diventando bersaglio degli insulti leghisti. La tanto contestata fiducia domani verrà portata in Aula. Il governo intanto sta cercando di divincolarsi il più in fretta possibile dalla morsa dell’opposizione, e da qui la necessità di blindare il provvedimento con la fiducia. Il decreto infatti ha le ore contate, visto che scade il prossimo 20 febbraio. E già le modifiche apportate in Senato hanno messo un freno non indifferente all’andatura dei lavori. Con l’introduzione dell’emendamento Lusi, presentata dall’ex tesoriere della Margherita al centro dello scandalo legato ai fondi sottratti al partito, lo scontro in Aula si è inasprito ulteriormente. Il Pd vuole chiaramente disfarsene, ed ha già presentato un emendamento in tal senso. E il Pdl concorda. La norma Lusi prevede la retroattività di un anno dei risarcimenti per ingiusta detenzione, ovvero uno slittamento dal 1 luglio 1989 al 1 luglio 1988. Durante l’intervento di oggi in aula, si prevede che il ministro presenterà un emendamento per depennare la “norma Lusi” e sveltire così finalmente i lavori.

IORIO (PSI) – «È evidente la confusione di un leader che fa del populismo la sua arma vincente. Quando c’è una posizione netta e decisa, c’è sempre Di Pietro con i suoi dinieghi a dire qualcosa di sciocco». Lo ha dichiarato in esclusiva all’Avanti!online Luigi Iorio, responsabile Giustizia e Carceri del Psi, precisando che «sicuramente questo provvedimento è un buon punto di partenza ma è chiaro che il problema è innanzitutto strutturale e andrà affrontato con urgenza nei prossimi mesi. C’è il problema della misura cautelare. E’ inconcepibile che ormai alcuni reati siano perseguiti con la misura cautelare e tanti altri possano estinguersi con gli arresti domiciliari».

Raffaele d’Ettorre

 

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Commenti all'articolo
  1. Ritengo anch’io che per quanto riguarda Di Pietro si è in presenza di una preoccupante conferma di una concezione giustizialista della società. Ormai le sue posizione sono dettate dallìobiettivo di lucrare qualche voto da quella parte dei cittadini che puntano a volere tutti in galera “obbligatoria” per qualsiasi reato. Al pari è scandalosa la posizione della Lega Nord, che aveva convenuto nel Governo Berlusconi di prevedere che gli ultimi 12 mesi di carcere, per i reati normali, fossero passati al carcere domiciliare per alleggerire la forte sovra-presenza nelle carceri. Stessa filosofia, ma aggressività verso il Governo.

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