martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’esperto di marketing: tatuarsi loghi in cambio di sconti è pubblicità nella pubblicità
Pubblicato il 09-02-2012


Buttarsi nel mondo del commercio anima e corpo. Solo uno slogan? A quanto sembra no. Come si sa la pubblicità è l’anima del commercio, ma a volte è richiesto anche il corpo. A tal proposito spicca la notizia secondo la quale l’azienda Marc Ecko Enterprises, gruppo globale di Lifestyle&Entertainment di culto propone uno sconto permanente su tutti i prodotti del brand a chi si fa tatuare uno dei due logotipi del marchio. L’offerta è valida solo se il tatuaggio è indelebile. Abbiamo quindi ascoltato l’opinione di Angelo Giraldi, Temporary Research Associate presso l’Università degli studi di Roma ‘La Sapienza’, facoltà di Economia dipartimento di Management.

Tatuaggi del marchio in cambio di sconti, la nuova frontiera del marketing o una rotta già navigata?

Questa pratica fa parte delle tecniche di marketing non convenzionale. Ogni tanto abbiamo notizia di consumatori che si fanno tatuare un marchio congruo alla propria identità senza ritorni economici, ma non credo che saranno in molti a farsi tatuare il brand sul corpo. Nell’800 si compravano beni di lusso al solo scopo di farli vedere, di darsi lustro tramite di essi, oggi una determinata immagine viene ad essere veicolata tramite il tatuaggio. 

Quanto possono essere efficaci dal punto di vista del profitto?

Immagino che l’iniziativa si possa considerare al pari di una carta fedeltà a vita. Il consumatore si tatua il brand, poiché ritiene quel marchio non solo foriero di sconti, ma anche un logo vicino al suo stile di vita. L’obiettivo a mio avviso è di dare visibilità all’iniziativa tramite i media. 

Una pubblicità nella pubblicità?

Praticamente sì, veniamo a conoscenza del prodotto tramite una notizia che riporta un’iniziativa pubblicitaria per quel prodotto. La ditta facendo questa tipo di politica commerciale si è assicurata visibilità a costo zero, se non quello relativo alla messa on line del sito dedicato al download dei files pdf con i disegni da portare al tatuatore. 

Solo visibilità?

A mio parere sì, veniamo a conoscenza dell’iniziativa a fronte di cento persone, che davvero si tatueranno. 

Un tatuaggio sulla spalla di un atleta – come il caso dell’atleta Nick Symmonds – è una sicurezza maggiore per l’acquirente rispetto al classico sponsor sulla maglietta?

Questo atleta è stato un buon commerciale di se stesso. Tra l’altro gareggia in atletica leggera, campo in cui c’è poco spazio per veicolare messaggi pubblicitari. La spalla nella corsa è un punto sempre inquadrato e se l’atleta un giorno vorrà cambiare sponsor, la chirurgia estetica oggi giorno consente rimozioni assolutamente prive di conseguenze estetiche. 

L’Italia è pronta a questa tipologia di pubblicità?

L’Italia è pronta nella misura in cui è pronta qualsiasi nazione. Tra l’altro non essendoci specificata la parte del corpo sulla quale andrà il tatuaggio è possibilissimo che molti si tatueranno in parti del corpo poco visibili o visibili solo in situazioni specifiche: se il tatuaggio lo faccio sulla caviglia si vedrà solo d’estate. E a proposito mi sorge un ragionevole dubbio: quest’azienda che produce per una tipologia di utenti giovanile, sarà nel futuro contenta di vedere questi tatuaggi sulla pelle degli ex giovani? L’Italia è pronta, visto che già in  molti si fanno tautuare loghi solo identificativi.

Qual è l’orientamento attuale per rivolgersi al cliente e quali le prospettive future?

Bisognerebbe studiare bene l’identità di questo marchio, a mio avviso è l’ennesima declinazione d’iniziative volte a sponsorizzare tipologie di pubblicità non convenzionali al fine di emergere nel grande mare della pubblicità. Mare nel quale l’importante non è la qualità del prodotto, ma come viene presentato.

Diletta Liberati

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Commenti all'articolo
  1. mauromauro srcvie:Sandro Cecconi srcvie:11 luglio 2011 alle 21:46 cecconi, e se invece che somaroni fossero furbastri che hanno capito dove tira il vento ?salutami la bella e calda terra di sicilia che non vedo da diversi anni !

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