martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Luca Barbareschi: Da parlamentare produco fiction per la Rai? Certo, mi è permesso dalla legge
Pubblicato il 29-02-2012


La fiction di Rai1, Walter Chiari, fino all’ultima risata, campione d’incassi nella seconda e ultima serata con 6 milioni e mezzo di telespettatori, ha fatto parlare di se anche per le accese polemiche sollevate sulla produzione della fiction tv. Se per Aldo Grasso è «una rivisitazione superficiale e maldestra», per Luca Barbareschi, produttore della fiction è «un lavoro di qualità». La diatriba nasce proprio dal duplice ruolo ricoperto da Barbareschi, a capo della ‘Casanova Multimedia’ che produce per conto di Rai Fiction e al tempo stesso parlamentare in carica tra le fila del Gruppo misto. Conflitto di interessi? Lo abbiamo chiesto allo stesso Luca Barbareschi.

 

Tutti contenti per la fiction su Walter Chiari, ma bocciata da Aldo Grasso, che denuncia una ricostruzione parziale, puntando sul dramma rispetto al personaggio. Che ne pensa?

Non so se Grasso abbia visto la seconda puntata. Impaginando alle 20, non vedo come possa averla vista dato che la fiction è finita molto più tardi. Noi lavoriamo un anno e mezzo per portare sugli schermi un lavoro di qualità. I contenuti della televisione, non solo della Rai, sono la sfida per il futuro, qui si gioca al tiro a segno sulla tv e si spara su chi lavora per tentare di distruggere un’industria che produce contenuti.

Nella fiction si cita il film Romance di Mazzucco nel quale lei lavorò al fianco di Walter Chari, un ricordo di quell’esperienza?

Un ricordo molto bello, ma anche molto triste per il mancato premio al Festival del cinema di Venezia a Walter Chiari. L’unico risarcimento fu il riconoscimento da parte della stampa che lo additò come vincitore morale del premio miglior attore uomo. So cosa significa essere messo da parte, purtroppo Walter non aveva una struttura solida dietro.

Tornando ad Aldo Grasso che chiude l’articolo chiedendosi retoricamente se non fosse anacronistico un servizio pubblico che decide di finanziare una casa di produzione di un parlamentare in carica?

Esiste un parere di Calabrò che permette a Barbareschi come ad altri deputati di poter portare avanti altre attività oltre quella politica. Si crede che il mio mestiere sia di serie b, ho alle mie spalle 40 anni di teatro e di produzione, non credo che il problema sia il mio lavoro. Non rubo a nessuno, lavoro in un’azienda e il mio lavoro va avanti con normali trattative. Ho anche investito denari miei in questo progetto, non c’è nulla di immorale o illegale. Si fa del qualunquismo su temi pericolosi, se esiste una casta dei politici, esiste anche una dei giornalisti, chi parlerà di loro? Trovo sia sbagliato, denigrar le persone: è facile criticare e distruggere, difficile è costruire.

A caratterizzare l’azione dell’attuale governo sono le liberalizzazioni. A suo avviso sono reali oppure Monti e Passera stanno facendo troppi passi indietro?

Ciò che ha fatto il Governo in questi cento giorni, non è stato fatto in duemila anni di storia.

Passera vuole introdurre la fattispecie di reato di omicidio stradale, cosa ne pensa?

Le cose non stanno proprio così. In commissione in risposta la presidente Valducci, ha detto che laddove un ubriaco si mette alla guida, ha lo stesso potenziale omicida di uno con la pistola in mano, quindi va punito severamente. L’italiano è una bella lingua, cerchiamo di utilizzarla bene.

La costruzione tav è costata polemiche e incidenti, l’ultimo quello del ragazzo caduto, ne vale ancora la pena o pensa che il governo debba fare un passo indietro?

Trovo vergognoso che in una democrazia reale come la nostra, nella quale andiamo a votare, duecento cittadini, dunque una minoranza, si possa permettere di devastare una città come Milano con scritte sui muri e altre aberrazioni. Frequento molte città europee, e solo in Italia vince l’anarchia totale. Sembra sempre colpa delle forze dell’ordine, quando non è così. La maggioranza vuole l’alta velocità.

Secondo lei Monti tornerà alla Bocconi o si farà tentare dalla politica, magari il Quirinale?

Non lo so, apprezzo il lavoro di Monti, davvero un ottimo profilo istituzionale, ora spero nelle riforme, vedremo sull’articolo 18.

Qual è il suo pensiero a riguardo?

Sull’art. 18 seguo il pensiero-Marchionne. Se il giudice reintegra tre persone, colpevoli di aver distrutto un reparto, non vedo perché debbano essere reintegrate anche dal proprio datore di lavoro. Non si può trattare allo stesso modo persone che lavorano e persone che il lavoro cercano di evitarlo.

Diletta Liberati

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