lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Metamorphosis I Saw.
Pubblicato il 20-02-2012


Una mattina Gregor Samsa, destandosi da quindici anni di governo Berlusconi, si ritrovò legato mani e piedi al letto, mutato in un’enorme tessera bancomat. Era disteso sul dorso, e alzando un poco la testa poteva vedere il suo ventre piatto e grigio, solcato da nervature arcuate e da una banda magnetica su un fianco. Nella zona in cui una volta si adagiava un misero pene, adesso spuntava un luccicante microchip di silicio.

“Che mi è successo?” pensò. Non era un sogno. La sua camera aveva il solito aspetto: alle pareti erano appesi i poster del movimento a cinque stelle, sul comodino erano impilati gli ultimi libri di Marco Travaglio e sulla scrivania si accatastavano ritagli di giornale che annunciavano le dimissioni del premier, accartocciati alla rinfusa e ancora umidi.

Dopo alcuni minuti passati inutilmente a cercare di liberarsi, lo sguardo di Gregor si spostò alla sua sinistra, dove il nuovo Presidente del Consiglio lo guardava sogghignante da un piccolo tv-color acquistato da poco al nuovo Trony di Tor di Quinto (tre ore di fila, mezz’ora di rissa, tre denti rotti, sostanzialmente un affare)

“Ciao Gregor” – sussurrò Mario Monti – “Tu ancora non mi conosci, ma io sì, e adesso voglio fare un gioco con te. Le corde che ti tengono intrappolato sono direttamente collegate agli indici di borsa, al debito pubblico, al PIL ed allo spread. Se uno qualunque di questi valori dovesse superare la soglia critica, il tuo destino sarebbe di finire squartato sotto gli effetti della crisi. Si chiama Libero Mercato, Gregor, ed è il mio gioco preferito. Dovrai lasciare che mi appropri dei tuoi risparmi prima che il timer finisca di ticchettare, così potrò salvare i miei amici economisti, le loro banche e l’intero sistema capitalistico. Si tratta di fare la fine del porco, lo so, ma tu sei un contribuente e dovresti esserci abituato, no? Potrai sempre dire di esserti immolato per una buona causa. Fallire o morire, Gregor? A te la scelta”.

Il corpo di Gregor era teso allo spasimo. Preso dal terrore iniziò ad urlare e a dimenarsi. Era questo il dopo Berlusconi? Aveva passato la notte a festeggiare invano? Ciò che lo attendeva erano davvero lacrime e sangue? In preda alle convulsioni, Gregor iniziò a tossire, sempre più forte, fino a diventare paonazzo in viso e perdere i sensi. Dopo alcuni secondi, smise del tutto di respirare.

La transazione era stata eseguita correttamente.

Gaspare Bitetto

Due di picche

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