lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Milano Fashion Week – 2 giorno
Pubblicato il 24-02-2012


MAX MARA – La cosciente consapevolezza dell’impossibilità di creare il nuovo in assoluto. La rielaborazione formale del già fatto. Nella collezione Max Mara per il prossimo inverno, tra richiami anni venti e citazioni cinematografiche, c’è un esplicito richiamo al rigore militare che non carica la donna di aggressiva pratica mascolina, ma le elargisce – con maestria, taglio, e qualità dei materiali – la facoltà di riscrivere i nuovi codici dell’eleganza. Razzi Katiuscia e armi nucleari? Niente affatto. Capospalla dal volume ampio, pelle di coccodrillo, panni loden, cachemire double, felpa di pelliccia, short in Principe di Galles, fluidi pantaloni in jersey, scaldamuscoli in pelle, e ghette in lana su scarpe argentate con tacco altissimo. Osare nel proporre, osare nel giudizio: i cappelli con visiera, i tailleur con bretelle come fossero salopette, le stampe alla marinara, rievocano «La Garçonne» descritta nel 1922  da Victor Margueritte. La ribellione al buon gusto non passa mai di moda. Voto 4.

FENDI – Anni d’infatuazione per tutto ciò che profuma di avanguardia. Le donne si adeguano e, come le dive del grande schermo, ambiscono a interpretare un ruolo diverso. La Moda Fendi, non reggendo all’urto statico dell’equilibrio, sfida la forza di gravità con una nuova geometria di costruzione. Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi – dissociandosi e spezzando il decorativismo improntato al genere militare visto sulle altre passerelle – riportano l’attenzione sui capolavori artigianali di sofisticata foggia: zibellino brinato, breitschwanz leggero, anguilla verniciata, galuchat laccato, coccodrillo opacizzato, e quattro pellicce a lavorazione tridimensionale. Una collezione che si guarda con ammirazione grazie anche all’operazione di plissettatura che interrompe drasticamente la linea dritta dei cappotti, dando movimento alla silhouette ornata da creste e sbuffi sugli abiti, e stringata in vita da un cinturone enfatizzante. Sulle scarpe, con un intervento sperimentale, plastica bianca a evidenziar la forma. E’ facile prevedere che la FFXL, la nuova borsa del brand, sarà il must have del prossimo inverno. Voto 6.

PRADA – Miuccia Prada, in conferenza stampa, dice: «Ho voglia di sublime. Abbiamo tutti bisogno di bellezza». Le sue proposte, a differenza del passato, hanno una sussurrata prosopopea regale perché, aggiunge: «In un mondo così complicato e globalizzato, ognuno deve fare il suo lavoro al meglio». Tende sempre a lasciare un certo margine di invenzione, la signora, rivendicando la sua predisposizione autonoma, modaiola, e concettuale. Il segnale che arriva da questa collezione non è sociale ma creativo. Ha spiazzato tutti, per l’ennesima volta, con abiti iper-femminili, sensuali, spesso sottilmente ironici che, oltre a enfatizzare e a sottolineare la vita alta, si sovrappongono all’esigenza di andare contro le aspettative. Sembrano lunghissimi gilet, ma sono mise-cappotti da indossare sulle gonne e i pantaloni. Le scollature banali sono bandite. Le decorazioni sono appariscenti applicazioni di plastica che ballano pesantemente sul petto, sugli orli dei pantaloni, sulle lunghezze, e sulle spalle. Il rigore dei tessuti uniti o miscelati in toni cupi e naturali, nel bel mezzo della sfilata, lascia spazio a un’esplosione di coloratissimi stampati geometrici. Il successo di Miuccia Prada sta nella capacità sublime di aver formulato un’altra collezione sensazionale, di grosso impatto scenico, senza esibizioni sfrontate e nudità. I tacchi sono belli e impossibili, in versione bicolore, con zeppa foderata da una ghetta di gomma sul davanti. Voto 10 e lode.

Martina Alice de Carli

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