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Opinioni e commenti
 

Monti dice no alle Olimpiadi di Roma 2020. Alemanno: «Non mi dimetto»
Pubblicato il 14-02-2012


Dimissioni? «No, assolutamente no. Mi dispiace deludere i miei oppositori». Lo ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, lasciando Palazzo Chigi dopo aver incassato un no secco dal premier Mario Monti sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. È l’ennesima batosta per il povero Gianni: le Olimpiadi del 2020 non si faranno a Roma. Non sono bastati i capitali investiti dall’estero a convincere Mario Monti sulla candidatura della Capitale ai Giochi. «Siamo arrivati alla conclusione unanime – ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Monti – che il Governo non si sente e non ritiene che sarebbe responsabile nelle attuali condizioni per l’Italia assumere la garanzia finanziaria richiesta. Il Governo non ritiene coerente impegnarsi in questa garanzia mettendo a rischio denaro dei contribuenti». Il Premier ha poi proseguito in conferenza stampa a palazzo Chigi, in una pausa del Consiglio dei ministri, spiegando il no alle Olimpiadi a Roma: «Il no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020 non significa che l’Italia debba rinunciare ad avere mete ambizione, anzi l’Italia può e deve avere mete ambiziose». Mentre per Gianni Alemanno il presidente del Consiglio «ha dato delle motivazioni molto chiare» sulla sua scelta di non sostenere le Olimpiadi di Roma 2020, anche se «non condivisibili». In corsa adesso ci sono Madrid, Istanbul, Tokyo, Doha e Baku. Si sceglierà a Buenos Aires il 7 settembre 2013.

UN SOGNO SPEZZATO – Il sindaco di Roma si era recato in tarda mattinata a Palazzo Chigi, seguito da un battaglione composto dal presidente del Coni Gianni Petrucci e dai presidenti (esecutivo e onorario) del Comitato organizzatore di Roma 2020, Mario Pescante e Gianni Letta. Avrebbe incontrato il premier alla fine del Consiglio dei Ministri, in un ultimo disperato tentativo di strappare un “via libera” al Governo. «Monti è una persona rigorosa e intelligente, credo che firmerà. Ha voluto guardare tutte le carte fino in fondo. Sono fiducioso che la sua scelta sarà positiva». È quanto aveva dichiarato il sindaco alla vigilia dell’incontro con Monti. A nulla sono valsi i tentativi dell’ultim’ora di Alemanno, compresa la proposta di creare un ministero per le Olimpiadi, proponendone a capo una figura vicina allo stesso premier. E a nulla è valso nemmeno sventolare gli investimenti esteri, svizzeri e orientali, per un totale di 360 milioni sui 500 previsti per la costruzione degli impianti. Per lo Stato si sarebbe perciò trattato di aggiungere i 120 milioni restanti per entrare nell’“affare Olimpiadi”: un investimento più che appetibile per l’apparato guidato dal Professore, che ha fatto della lotta per il pareggio uno dei suoi obiettivi primari.

BERSANI – «Il governo ha preso una decisione meditata, che rispettiamo. L’importante adesso è che questa scelta venga letta come segno di responsabilità e non di sfiducia in noi stessi». Lo afferma il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani, commentando la scelta del presidente del Consiglio di rinunciare alla candidatura dell’Italia alle Olimpiadi 2020.

FOSCHI – «Ormai è certo: Alemanno sarà ricordato come il sindaco dei fallimenti. È chiaro, infatti, che sul no del governo alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici e Paralimpici del 2020 pesino moltissimo l’incapacità e i ripetuti fallimenti collezionati in neanche quattro anni dal peggior sindaco che Roma abbia mai avuto». Lo dichiara, in una nota, il consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi. «A palazzo Chigi – riprende – hanno tenuto conto della pessima gestione dei Mondiali di nuoto del 2009, su cui anche la magistratura sta indagando. E ancora la pessima prova che il sindaco ha offerto per qualche centimetro di neve sceso sulla Capitale o la performance sul Gran Premio di Formula Uno, che Alemanno voleva a tutti i costi a Roma. Ancora fallimenti – conclude Foschi – Ormai al sindaco non resta che individuare una via di fuga per far dimenticare ai romani la pessima amministrazione della destra a Roma».

CICCHITTO – «Reputo che la rinuncia a sostenere la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 sia un grave errore. Sappiamo benissimo che le Olimpiadi a seconda di come sono impostate e poi gestite possono essere un fattore di sviluppo o invece di dissipazione di risorse. A nostro avviso esistevano tutte le condizioni perché si verificasse la prima di queste due ipotesi». Lo ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera.

B. CRAXI (PSI) – «Spiace che Roma non avrà neanche l’illusione di poter riospitare i giochi olimpici: d’altronde, i politici hanno dato l’impressione di volersi gettare in una piscina senz’acqua». E’ quanto afferma in una nota Bobo Craxi, responsabile della politica estera del Partito socialista italiano, commentando la notizia della negativa valutazione del Governo all’ipotesi di candidare la capitale d’Italia per ospitare l’edizione del 2020 delle Olimpiadi. «Mi spiace – prosegue l’ex sottosegretario agli Affari Esteri con delega alla campagna promozionale per l’Esposizione universale di Milano 2015 – perché la vittoria di un grande evento, come accadde per noi con l’Expo, e’ un’esperienza e un’opportunità straordinaria. Evidentemente – conclude Craxi – il Governo e’ più orientato a conservare le risorse per il Giubileo che si terrà cinque anni dopo: bisognava capirlo e, forse, saperlo».

PETRUCCI – «Oggi dopo due anni di lavoro va in fumo quello che era un sogno». Così il presidente del Coni Gianni Petrucci ha commentato la decisione del Governo di non dare la garanzia per la candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2020. «Sono convinto che si debba tagliare, ma quando si taglia si deve anche coltivare un sogno futuro. Occorrerebbe tagliare e pensare agli investimenti e le Olimpiadi sono un investimento futuro. Il Cio capirà che non è la nostra volontà, ritorneremo già da Londra a dimostrare la forza dello sport italiano» ha detto Petrucci in conferenza stampa al Coni.

STORACE (La Destra) – «È comunque un dispiacere veder negata a Roma un’opportunità storica come le Olimpiadi e provoca amarezza sapere che c’è chi festeggia per la sconfitta che è di una città e non del solo sindaco.La Destra aveva manifestato perplessità in Consiglio comunale, eppure non gioiamo per quanto deciso dal governo Monti». Così il consigliere deLa Destra in Campidoglio, Francesco Storace.

GNUDI – «È stata una decisione molto sofferta, ma abbiamo approvato tutti la decisione che ci è stata delineata dal nostro presidente». Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali e dello Sport, Piero Gnudi.

BIZZOTTO (LN) – «Il No alle Olimpiadi del ‘magna magna’ a Roma e’ l’unica cosa positiva che il Governo Monti ha fatto da quando si e’ insediato. Finalmente una vera azione improntata all’equità e al risparmio contro la capitale mondiale degli sprechi: Roma!». Questo il commento dell’europarlamentare della Lega Nord, Mara Bizzotto, alla notizia del mancato sostegno del Governo Monti alla candidatura olimpica di Roma 2020. «In un momento di vacche magre e di forte crisi economica, buttare miliardi di euro dalla finestra per le Olimpiadi di Roma 2020 sarebbe stato semplicemente folle – spiega Bizzotto – .La storia, purtroppo, ci insegna come vanno queste cose, basti pensare ad Italia ’90 o ai recenti mondiali di nuoto nella Capitale: le Olimpiadi a Roma avrebbero significato i soliti immani sprechi di denaro pubblico e i consueti buchi miliardari, magari da far ripianare ai soliti pantaloni del Nord».

Emanuele Ciogli

 

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Commenti all'articolo
  1. E’ da apprezzare la decisione del Presidente Monti in una situazione ancora critica di non volere impegnare il Governo alla realizzazione di impianti sportivi con dei soldi che non ci sono, altrimenti sarebbe preferibile poterli utilizzare per interventi sociali mirati a migliorare le condizioni di povertà di tanti cittadini. Se verrà superata l’attuale realtà critica si potrà sempre riproporre la candidatura di Roma, magari con un altro Sindaco che ha già dato prova di troppi fallimenti e di abusare di tentativi puramente pubblicitari per le sue proposte. Basti pensare al Gran Premio della Formula uno, alle opere non finite per i Mondiali di Nuoto e al tentativo goffo di favorire le Piscine sequestrate per abusi, cercando di farle passare come se fossero pubbliche e comunali. Si evidenzia anche la contraddizione della Lega Nord, che quando stava al Governo con Berlusconi si era aperta alla candidatura di Roma per le Olimpiadi ed ora, per dare conseguenza alla cieca opposizione di tutto, dichiara che è d’accordo con Monti. Se c’era ancora Berlusconi si sarebbero piegati come pecoroni alle volontà del Cavaliere, come hanno fatto approvando in Parlamento che Ruby era la nipote di Mubarak. Si tratta di opportunismo vergognoso per ricevere piccoli favori come le sedi Ministeriali di Monza, che nonostante il pronunciamento del Tribunale, hanno fatto fare a Berlusconi l’opposizione nell’ultimo giorno di Palazzo Ghigi prima delle dimissioni del Governo.

  2. Io credo che la decisione di non finanziare i giochi olimpici sia una decisione giusta dal momento che il nostro paese riversa in condizioni economiche non rosee. Inoltre con questa decisione quantomeno si da l’impressione ai cittadini su cui gravano i sacrifici più grandi per poter risanare le nostre finanze, che il Governo intende continuare nella direzione di una maggiore equità stando molto attento anche agli investimenti faraonici come potevano essere i giochi olimpici. Oggi le priorità del paese sono ben altre e tutte le energie devono essere investite nel ridurre ulteriori spese e rilanciare la crescita e lo sviluppo in un altro modo.

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