lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Napoli come Cortina. Blitz della Finanza: 4 negozi su 5 irregolari
Pubblicato il 15-02-2012


 

Dopo Cortina e Sanremo ora tocca a Napoli. Tra ieri e oggi un blitz della Guardia di Finanza a Napoli ha portato alla luce gravi irregolarità: dalle prime ore di ieri circa 250 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno fanno un maxi blitz con controlli a tappeto in diverse aree della città partenopea. Sotto la lente d’ingrandimento dei finanzieri sono stati messi 386 esercizi commerciali, dei quali ben 317 sono risultati non in regola.

DATI ALLARMANTI – Un dato allarmante: quattro negozi su cinque, ovvero l’82% non adempiono agli obblighi fiscali previsti dalla vigente normativa. Gli uomini della Guardia di finanza hanno scandagliato anche tra le pieghe della movida napoletana: nelle ore serali e notturne sono stati controllati trenta esercizi commerciali – discopub – ristoranti – pizzerie – dove sono stati sentiti 261 lavoratori: 34 sono risultati irregolari. Nei confronti di cinque locali sarà avanzata la proposta di sospensione dell’attività per gravi irregolarità in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Controlli anche in laboratori industriali: individuati trentadue irregolari dei quali ventidue senza permesso di soggiorno.

SEQUESTRI E DENUNCE – Pattuglie di finanzieri «in divisa» hanno dato attuazione nel centro della città a una serie di attività volte al contrasto e alla prevenzione di fenomeni illeciti come l’abusivismo commerciale, la contraffazione dei marchi, la sicurezza dei prodotti, la tutela del Made in Italy e la vendita di sigarette di contrabbando. Sequestrati depositi, giocattoli, tabacchi lavorati esteri. Al momento sono state denunciate diciassette persone. Anche le storiche aree dei mercati di Napoli sono state sottoposte a controllo: in quello di Sant’Anna a Capuana su circa cinquanta ambulanti presenti è stato riscontrato che quaranta erano privi del misuratore fiscale. La presenza dei finanzieri ha determinato una variazione media degli incassi del 133%, con un picco massimo del 985%.

FATTURE FALSE – Ma non finisce qui. Nel corso delle perquisizioni, svolte nel Lazio, Campania, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Puglia e Calabria, sono stati sequestrati documenti contabili, computer ed altro materiale elettronico. Novanta i responsabili denunciati per il reato di emissione e uso di fatture inesistenti con l’aggravante dell’attività transnazionale. A capo del giro vorticoso di fatture false scoperte oggi dagli uomini della Guardia di Finanza di Roma c’erano due famiglie, una romana e una napoletana, che avevano creato un sistema che tra il 2007 e il2011 ha messo in atto un frode da circa 1,2 miliardi di euro. Il meccanismo veniva attuato tramite l’emissione di fatture false emesse da una società romena, costituita appositamente dal sodalizio criminoso per il solo scopo di favorire l’ingente evasione Iva.

TRANSILVANIA ROMANA – L’operazione, ribattezzata dagli investigatori con il nome ‘Transilvania romana’, è stata diretta e coordinata dal procuratore aggiunto, Pierfilippo Laviani. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno individuato circa cento ditte operanti sull’intero territorio nazionale, formali clienti dell’interposta società romena. Queste società, nello stesso periodo, risultano aver effettuato acquisti di beni, senza Iva, anche da altri fornitori dell’Ue per un ammontare di circa 1,2 miliardi di euro, per poi rivenderli in Italia agli effettivi beneficiari della frode, a prezzi fortemente concorrenziali. L’iva esposta in fattura, non veniva mai versata all’erario, consentendo, quindi, di cedere i beni sottocosto (valore inferiore rispetto a quello d’acquisto) e di perpetrare in tal modo una frode iva superiore ai 240 milioni di euro.

Diletta Liberati

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