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Opinioni e commenti
 

Napoli, la tangentopoli del nuovo Cnr voleva dentro un uomo della Lega
Pubblicato il 20-02-2012


«Mettere gli uomini giusti al posto giusto» come soluzione di «tutti i problemi per le generazioni future». Parlano di questo gli indagati, intercettati al telefono e pedinati durante i loro incontri dai carabinieri del Noe di Napoli che hanno indagato su presunte irregolarità negli appalti per la nuova sede del Polo tecnologico del Cnr di Fuorigrotta, quarterone partenopeo che ospita – tra l’altro – lo stadio San Paolo.

LA LEGA NORD A NAPOLI – Cercano anche l’appoggio di esponenti del Carroccio: «Sono gente seria, gente di potere» si ascolta in una delle conversazioni intercettate. Il gip Egle Pilla, che ha firmato gli otto provvedimenti cautelari eseguiti questa mattina, parla di “accordo corruttivo” tra Carlo Romano e funzionari impiegati del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, nelle persone di Angelo Palazzo, Vincenzo D’Agostino e Francesco Lembro, attraverso promesse di soldi e vantaggi per la carriera, nonché,  successivamente, con due imprenditori napoletani, Carlo Coppola e Vincenzo Iacente al fine di gestire a proprio vantaggio l’esito delle gare d’appalto.

L’IDEATORE – Romano è indicato come l’ideatore del progetto, il deus ex machina che contatta tutte le società partecipanti alla gara d’appalto e successivamente stringe accordi con l’imprenditore della Coppola costruzioni spa facendo da tramite e da garante – secondo l’accusa – nei rapporti tra gli imprenditori e i pubblici funzionari, assicurandosi un personale profitto economico. Palazzo è capo ufficio tecnico per la Provincia di Napoli del Provveditorato alle Opere Pubbliche, accusato di aver fornito a Romano notizie riservate sull’andamento della gara d’appalto del Cnr, sulla graduatoria e sui punteggi delle ditte partecipanti alla gara al termine della prima fase (offerta tecnica) in cambio della promessa, più volte ribadita da Romano, dell’incarico di Provveditore interregionale alle Opere Pubbliche.

COPPOLA E D’AGOSTINO – D’Agostino è direttore tecnico del Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche e per gli inquirenti avrebbe collaborato al progetto alterando la documentazione presentata dalla ditta di Coppola con la prospettiva di un avanzamento di carriera. Lembo, impiegato del Provveditorato, è accusato di aver aiutato D’Agostino ad attuare le alterazioni avvenute nel corso della gara essendo a conoscenza del disegno criminoso. Coppola è socio della “Ing. Carlo Coppola costruzioni spa” e, secondo l’accusa, si accorda con Romano per alterare l’esito della gara per far sì che l’appalto fosse assegnato alla sua ditta e pertanto gli fornisce la documentazione necessaria a commettere le alterazioni, in particolare quella relativa all’offerta economica al ribasso.

LA PROPOSTA INDECENTE ALLA LEGA – Destinatari della misura cautelare anche Lorenzo Amodeo, già procuratore del Consorzio cooperative costruzioni, che avrebbe agevolato i contatti tra Romano e Coppola in previsione di un possibile tornaconto di carattere professionale, e Pasquale Pedana, dirigente della “Infinite costruzioni srl” e segretario dell’Unsiau (Unione sindacati autonomi) che, per gli inquirenti, rappresenterebbe l’anello di congiunzione tra Romano e la politica, tant’è che, in accordo con Romano, avrebbe proposto la candidatura di Palazzo come provveditore interregionale a Giuseppe Cantoni, segretario nazionale dell’Unsiau e esponente della Lega Nord. Cantoni, che non risulta destinatario di alcun provvedimento, è coinvolto nell’inchiesta in quanto – come ricostruito dagli inquirenti – avrebbe proposto ai vertici della Lega la candidatura di Palazzo per la sede di Napoli e «pur non potendo assicurare la nomina di Palazzo con assoluta certezza – scrive il gip – fornisce ampie rassicurazioni in merito a Pasquale Pedana. Anche Cantoni sembra trarre un vantaggio da tale nomina, convenendo con Pedana sulla convenienza di avere un proprio uomo di riferimento in quell’incarico strategico».

LE INDAGINI E L’APPALTO – Tutta la vicenda, oggetto dell’indagine coordinata dal pm Antonello Ardituro, ha inizio negli uffici del Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche per la Campania e il Molise. Le prime intercettazioni sono datate 18 febbraio 2011. Gli indagati parlano talvolta esplicitamente, in altre usando un linguaggio in codice. Si andrà avanti per mesi, fino alle perquisizioni del 19 aprile dello scorso anno. In quella circostanza vengono notificati gli avvisi di garanzia ai cinque principali indagati ma ciò- sottolinea il gip – «non ferma le manovre tese a far nominare Palazzo provveditore interregionale». E’ su questa nomina che poggia il disegno criminoso della “cricca”. «Ci sono circa 280 miliardi… Una volta risolto il passaggio di Palazzo si risolveranno tutti i problemi per le generazioni future», si ascolta nelle intercettazioni. «Questa è una cosa più importante delle cose politiche, perché è una cosa diversa che gestiamo noi dopo». Quanto all’appalto per la sede di Fuorigrotta del Cnr, la gara non viene aggiudicata dalla ditta Coppola costruzioni «soltanto per l’approssimazione di Palazzo nel comunicare a Romano i punteggi totalizzati dalle altre ditte al termine della prima fase di gara», spiegano gli inquirenti.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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