lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Napoli, Legambiente: l’abuso edilizio aumenta il rischio idrogeologico
Pubblicato il 08-02-2012


Condono edilizio. A Napoli arriva l’ottava proroga in cinque anni per la sanatoria degli immobili abusivi costruiti in città. Dopo i sette provvedimenti ordinati dalle precedenti amministrazioni a partire dal 2007, anche la giunta di Luigi de Magistris dispone una dilazione dei tempi per la presentazione delle documentazioni di condono. La proroga, anche grazie alla possibilità di autocertificazione, rischia di fare esplodere e di fomentare l’abusivismo edilizio, grave piaga per il territorio partenopeo. La legge n° 47 del 1985 consentì per la prima volta in forma organica di regolarizzare le posizioni dei proprietari abusivi e dei fabbricati. Un provvedimento che inaugurò la serie dei condoni edilizi, ripetuti nel 1994 e nel 2003 con l’obiettivo mascherato di aumentare gli introiti dello Stato, ma che in realtà tendono a favorire il dilagare delle costruzioni abusive. Uno degli aspetti più rilevanti dell’abusivismo, come tanti casi di cronaca hanno drammaticamente dimostrato, è legato alla violazione delle norme in materia di sicurezza. Dati alla mano, salta all’occhio come il fenomeno sia maggiore nelle aree del Paese a tradizionale presenza mafiosa: in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia si concentra il 46,2% delle infrazioni accertate dalle Forze dell’ordine. Sul tema si è espresso Michele Buonomo, presidente di Legambiente in Campania.

Autocertificazioni prorogate fino a dicembre 2012. Quali le conseguenze?

L’attenzione che riserviamo nei confronti della Campagna è altissima, infatti, si attesta come maglia nera per gli abusi edilizi. In regione quando parliamo di abuso edilizio, non intendiamo riferirci a una finestra o a un cancello abusivi, ma a interi fabbricati ex novo. Annualmente si arriva a 60.000 abusi concentrati soprattutto. Le autocertificazioni sicuramente faranno aggravare il fenomeno.

Qual è l’ulteriore rischio?

Sicuramente al di là del fortissimo danno ambientale, temiamo un forte impatto idrogeologico, rischio a cui la Campania è esposta in prima fila.

Quali sono le zone più vessate da questi abusi?

Sicuramente Ischia e il Parco del Vesuvio sono in prima fila in tal senso.

Quale sarà la vostra reazione?

Manterremo sempre alta la nostra attenzione costante dei nostri circoli attraverso il puntuale monitoraggio. Nei prossimi giorni abbiamo in programma un convegno di biologi ‘E se piovesse come a Genova?’ per affrontate il tema del dissesto idrogeologico partendo dalla tragedia dell’inondazione delle Cinque Terre. Da una ferita recente per cambiare tendenza.

Diletta Liberati

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Commenti all'articolo
  1. Anche DeMagistris fa i condoni e/o concede proroghe a favore dell’abusivismo ??!! Quando si governa tutti uguali: tante promesse e poi … di fronte alla realtà si cede.. e si perdono i buoni propositi e le buone intenzioni ..

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