lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

No Tav, Buemi (Psi): Tra i manifestanti possibili infiltrazioni mafiose
Pubblicato il 28-02-2012


I No Tav continuano a far notizia, e mentre è sempre alta l’attenzione per le condizioni di Luca Abbà, caduto da un traliccio dell’alta tensione su cui era salito per protestare contro l’allargamento del cantiere della ferrovia ad alta velocità conseguentemente a una scossa elettrica, sono oltre 50 le città italiane, Roma, Milano, Torino, Cagliari, in cui si sono radunati (o dove si annunciano) presidi di solidarietà. Solidarietà espressa da tutti i partiti politici, ma anche dal Sap-Sindacato autonomo di Polizia, dispiaciuto «sul piano umano per quel che è accaduto all’attivista Luca Abbà» ma – dice Massimo Montebove, consigliere nazionale per il Piemonte del sindacato – «nessuno cerchi di strumentalizzare l’accaduto». Montebove ricorda che «Abbà è salito volontariamente su di un traliccio dell’alta tensione e – aggiunge – i miei colleghi hanno immediatamente e ripetutamente invitato l’attivista a desistere dall’iniziativa e a scendere, senza purtroppo essere ascoltati». Sull’accaduto e sull’importanza della TAV abbiamo ascoltato Enrico Buemi, segretario regionale Psi per la regione Piemonte.

L’ampliamento della linea alta velocità Torino-Lione: è necessaria o cosa avreste proposto?

Noi, come Partito Socialista, siamo a favore della linea Torino-Lione, anzi speriamo che venga realizzata al più presto possibile nel rispetto dell’ambiente della Valsusa per collegare più facilmente l’Italia non solo alla Francia, ma a tutto il centro Europa.

Le proteste No Tav, visto anche l’incidente odierno, sono un’esagerazione nei modi o anche nei contenuti?

A prescindere delle ragioni, le modalità di sviluppo di queste proteste sono inaccettabili. Se un comune cittadino commettesse reati come interruzione dei pubblici uffici e attacco alle forze dell’ordine sarebbe subito sottoposto a procedura penale. Per non parlare degli atti intimidatori, inaccettabili. Detto questo, io non vedo ragioni per opporsi a questo progetto di chiaro interesse nazionale. Le opposizioni nascono da un’opposizione minoritaria e questa opposizione non è la prima: in Val di Susa già negli anni Sessanta del 1800, la costruzione del primo tunnel ferroviario fu accompagnata da proteste. Anche per la costruzione del Frejus ci furono rivolte e non escludo infiltrazioni di matrice criminale insieme agli interessi legittimi.

Di che genere?

Ipotizzo un interessamento mafioso. Le infiltrazioni sono presenti in questa regione.

Perché la mafia dovrebbe appoggiare i no-tav?

Perché evidentemente si sentono esclusi da questo business. Inoltre non escludo la presenza di frange terroristiche, che partendo dai contrasti vogliono riprendere le attività che hanno segnato tristi pagine della storia della nostra Repubblica. Qui si pagano conseguenze di un equivoco politico: si credeva di poter avere l’appoggio di alcuni partiti politici contro la realizzazione, cosa che non è avvenuta.

A quali partiti fa riferimento?

Per esempio il Partito Democratico che, come si è visto, ha alcuni propri esponenti all’interno dei manifestanti.

Diletta Liberati

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