mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Novantesimo Minuto ha i minuti contati
Pubblicato il 13-02-2012


Venerdì sera la Lega Calcio ha rifiutato l’offerta della Rai per l’acquisto dei diritti di trasmissione delle sintesi in chiaro delle partite. Novantesimo Minuto rischia seriamente di essere cancellato. È l’evoluzione naturale oppure l’ennesima ingiustizia?
Come al solito partiamo dai fatti. All’apice del successo Novantesimo Minuto faceva 20 milioni di telespettatori ogni settimana. Erano i tempi in cui si giocava solo la domenica e non c’erano dirette ma solo un tempo di una partita trasmesso in “differita” sul secondo canale. Erano i tempi di Paolo Valenti, Gianni Vasino, Nando Castellotti; insomma erano altri tempi.Oggi il quadro è cambiato: tra satellite e pay-per-view tutte le partite sono trasmesse in diretta; con gli anticipi e i posticipi di sabato e domenica, il monday night del lunedì, le partite del venerdì sera, la domenica calcistica si è trasformata in un week-end, e per di più lunghissimo; tra Serie A e Serie B, campionati stranieri, coppe nazionali ed europee, il totale delle partite trasmesse in tv è cresciuto esponenzialmente, saturando il mercato. Le conseguenze sono evidenti: secondo i dati d’ascolto Novantesimo Minuto fa una media di 2 milioni, con ricadute drastiche sulla raccolta pubblicitaria.
Così, dopo il fallimento dell’asta per i diritti, si è passati alle trattative private ma, a parte la Rai, non c’erano operatori interessati. Venerdì la decisione: l’offerta di 10 milioni di euro per il trienno 2012/15 è stata rispedita alla Rai. La Lega ne chiede almeno 25 e ha deciso di interrompere la trattativa.
Ora, le cose sono due: o la cifra richiesta della Lega è troppo alta oppure nessuno è realmente interessato ad acquistarlo. Entrambe le ipotesi sono valide, è chiaramente un prodotto di scarso interesse e quindi il valore è basso. Nel frattempo, tra i due litiganti, ci sono 10 milioni di famiglie che non hanno satellite o pay-per-view e perderanno la possibilità di seguire gratis il calcio, e i lavoratori che perderanno il posto. Insomma, anche se si trattasse solo di evoluzione, il prezzo da pagare sarebbe abbastanza alto.
Eppure, secondo me, c’è di più. Cancellando Novantesimo Minuto perderemmo un pezzo della nostra storia, calcistica e culturale. Una trasmissione che ha contribuito a raccontare l’Italia attraverso la sua più grande passione collettiva. I suoi conduttori, i suoi inviati, con il loro garbo e quell’impefezione un po retrò, sono entrati nelle nostre case e ci hanno accompagnato per più di quarant’anni. Non sono solo tradizione, sono quasi parte delle nostre famiglie. E i parenti non si mandano via così.
È vero, gli ascolti si sono ridotti all’osso. In fondo anche a me piace l’evoluzione, anche io ho il satellite e la pay-per-view. Eppure, non so. Sarò un inguaribile nostalgico, sarà che quando guardavo Novantesimo Minuto ogni domenica ero un bambino, sarà che ancora oggi sento la mancanza di Paolo Valenti, ma l’idea che Novantesimo Minuto sparisca definitivamente dal palinsesto mi rattrista un po’. E, sinceramente, spero che non siano arrivati davvero agli ultimi minuti e che si salvino in zona-cesarini.

Alessio Aragno

Sceneggiatore - Ala sinistra

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