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Opinioni e commenti
 

«Occupy Scampia», il questore: operazione mediatica partita dall’alto
Pubblicato il 03-02-2012


«Un coprifuoco imposto dai clan camorristici a commercianti e abitanti di Scampia e Melito? È un’affermazione ovvia e ingenua. Ma quale coprifuoco. Sono quartieri dormitorio dove la gente si ritira la sera dopo il lavoro e non va certo in giro la sera per fare una passeggiata. Perché tutto questo clamore? A me sembra più un’iniziativa partita dall’alto che non dagli stessi abitanti di Scampia o Melito. Un’operazione mediatica». Nessun coprifuoco imposto dalla camorra a commercianti e cittadini della zona Nord di Napoli. Una smentita secca e fondata sui riscontri effettuati da chi quotidianamente contrasta la criminalità organizzata nella “zona rossa” di Napoli è quella che rilascia – in esclusiva all’Avanti! online – il questore di Napoli Luigi Merolla.

TWITTER – Nata da un’inchiesta di un quotidiano partenopeo, montata in pochi giorni sul resto della stampa nazionale e rilanciata su Twitter, “OccupyScampia”  – appuntamento alle 17.00 di oggi in Piazza Giovanni Paolo II a Scampia – ha tutta l’aria di una bolla di sapone destinata ad esplodere nel giro di pochissimo. Giusto il tempo di cavalcare la notizia del presunto coprifuoco, flash e telecamere a  caccia di audience che faranno la loro comparsa per poi darsi a gambe levate un’ora dopo, calca di persone e personaggi pronte a sbandierare il vessillo di Scampia, ad arrogarsi la titolarità di paladini del quartierone di Napoli di quasi centomila persone supermercato di droga a cielo aperto.

I RISCONTRI – A sgonfiare la bolla è lo stesso questore Merolla. «Dai risconti effettuati dalla Polizia, Carabinieri e municipalità locali – prosegue il questore – non risulta alcun coprifuoco. Proprio ieri sera insieme al Prefetto di Napoli ho fatto un giro della zona chiedendo agli abitanti e commercianti conferma del coprifuoco. Ci è stata data una secca smentita». In più il prefetto di Napoli Andrea De Martino, nel corso di una “riunione tecnica” tenutasi qualche sera fa in Prefettura coi vertici delle forze dell’ordine, il sindaco di Melito, l’assessore alla Sicurezza del comune di Napoli Narducci e il presidente della Confcommercio Pietro Russo, ha chiesto spiegazioni e chiarimenti allo stesso Russo. «Purtroppo non abbiamo avuto alcuna delucidazione dal rappresentante della Confcommercio su chi fossero i commercianti che hanno lamentato allo stesso la presunta imposizione del coprifuoco, lamentele dalle quali è partito il tutto» chiosa il questore. «A smentire ulteriormente la notizia del coprifuoco – continua Merolla – sono alcuni dati certi: sarebbe avvenuto nel periodo dell’anno più freddo; periodo caratterizzato dallo sciopero dei benzinai e quindi dove sempre meno persone vanno in giro con la propria auto; in giorni dell’anno nei quali i cittadini hanno meno soldi da spendere e quindi si registra un calo della vita sociale nell’intera città di Napoli senza distinzioni di zona».

OMICIDI CALATI – Che Scampia sia una zona ad alto rischio e dove le ingerenze della camorra siano endemiche è un dato accertato. Ma è altrettanto vero che rispetto ad anni nei quali si sono registrati picchi di violenza criminale come nel 2004 con 50 omicidi nel giro di pochi mesi, negli ultimi  due anni l’intervento delle forze dell’ordine ha quasi dimezzato il numero di omicidi nella zona. Se nel 2009 si sono registrati 72 omicidi, nel 2011 si sono ridotti a 42. Scampia è sì un ambiente con un’atmosfera difficile, dove la vita è più che problematica per i cittadini e dove vige l’inquietante presenza della criminalità organizzata e l’attività di spaccio.

ASSOCIAZIONISMO – «Ma è anche quello dove – continua il questore Merolla –   le forze di polizia hanno fatto tanto per contrastare i clan camorristici. E’ una zona dove vige un’attenzione continua e costante da parte nostra. Siamo ben attrezzati sia sul piano investigativo che di intervento. Carabinieri e polizia di stato hanno realizzato arresti eccellenti e disposto un maggior controllo da parte di reparti di prevenzione crimine». Una bolla di sapone, quella del presunto coprifuoco, che potrebbe avere in fondo in fondo qualche effetto positivo. «Se l’allarme mediatico diffuso in questi giorni – conclude il questore – porterà ad una maggiore partecipazione dei cittadini, se piazze come Giovanni Paolo II verranno animate e non abbandonate a se stesse ben venga. Sarebbe un contributo al lavoro quotidiano che le associazioni sul territorio fanno per portare cultura e la dignità dello stare insieme». A Scampia, insomma, occorre essere presenti tutti i giorni e non cavalcare l’onda dell’indignazione a buon mercato, quella che nasce e muore sulle pagine dei giornali per qualche copia in più e o per qualche minuto di celebrità. Perché la camorra è lì ogni giorno, con o senza riflettori.

Lucio Filipponio

 

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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