giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Onorevoli del porno, in aula guardano film hot
Pubblicato il 09-02-2012


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Ministri distratti. Non dal troppo lavoro, non dalle continue emergenze da affrontare e neanche dalle riforme che stentano a venire. Ma dal porno. Distratti e contenti, questo è sicuro. Se in tempo di crisi il tema degli stipendi di chi ci governa è un tormentone che mobilita le coscienze e fa ribollire il sangue dei milioni di precari, arriva la notizia che se da una parte ci consola (mal comune mezzo gaudio, come recita il noto proverbio), dall’altra non ci fa troppo onore. La cronaca è questa: tre ministri dello stato del Karnataka, nell’India sud-occidentale, si sono dimessi dopo essere stati sorpresi a guardare un video porno durante una seduta parlamentare. Attenzione però. In uno stato come l’India, il fatto ha una rilevanza particolare. Lì infatti la pornografia è illegale ma allo stesso tempo largamente diffusa. E allora porno sia, anche se si è in Aula e si dovrebbe essere impegnati nel faticoso e delicato lavoro di parlamentare. Se poi a confortarci ci sono anche accreditate statistiche, allora nulla da obiettare sulle abitudini del popolo indiano. Secondo un sondaggio condotto nel 2008 dal magazine India Today, i film a luci rosse sono apprezzati da tre uomini su cinque e una donna su cinque.

LA DESTRA INDIANA – Ma le cose cambiano se il partito del porno sono dei parlamentari e perdipiù impegnati in Aula. Parte la polemica. Uno dei leader del Partito del Congresso attualmente al potere al governo nazionale, Kapil Sibal, ha chiesto polemicamente al BJP di ”guardare al proprio interno” prima di predicare la moralità nella vita del paese. I tre politici, tra cui anche un ministro perla Donna e l’Infanzia, appartengono al principale partito della destra Bharathya Janata Party (Bjp) che è all’opposizione a livello nazionale, ma che è al potere nello stato dove sorge la città hi-tech di Bangalore.

IL CASO ITALIANO – L’episodio ci riporta indietro nel tempo, quando l’ex sindaco di Bari Simeone Di Cagno Abbrescia, deputato del Pdl, era stato sorpreso anch’egli mentre guardava foto osé, durante il dibattito sulla mozione di sfiducia nei confronti di Sandro Bondi. Piccola differenza. Il parlamentare di casa nostra non si era dimesso. Davanti a scatti di fotografi che ritraggono parlamentari in Aula impegnati in attività più disparate, dal solitario alla partita di calcio, una cosa è chiara: le distrazioni degli onorevoli non sono soltanto una pecca di casa nostra. Le mancate dimissioni del politico colto sul fatto invece sì e davanti a una crisi economica che cozza con gli stipendi di chi serve il Paese, ci si aspetterebbe maggiore responsabilità nei confronti delle proprie azioni e distrazioni. Paese che vai vizio che trovi. Peccato però che a noi toccano sempre i peggiori. E neanche a farlo apposta qualche mese dopo l’ex premier Silvio Berlusconi, leader dello stesso partito del deputato Simeone Di Cagno Abbrescia, lanciò a mo di boutade l’idea di chiamare la sua nuova formazione politica “Forza gnocca”. Suggerimenti per il simbolo?

Diletta Liberati

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