martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Orsini: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di un partito socialista”
Pubblicato il 28-02-2012


Riformismo ed estremismo scandiscono da sempre tempi e mutamenti interni alla Sinistra, in particolar modo quella italiana. Dettano il respiro delle riforme, operano cesure nel dibattito politico, spostano correnti partitiche. E a volte, purtroppo, generano anche mostri. Questi e molti altri temi sono stati affrontati nel saggio “Gramsci e Turati, Le due sinistre” da Alessandro Orsini, professore aggregato di Sociologia politica e di Sociologia dell’educazione all’Università di Roma “Tor Vergata” e all’Università LUISS “Guido Carli”. Un libro che recentemente Roberto Saviano ha consigliato a chiunque “si senta smarrito a sinistra”, definendolo “la più bella riflessione sulla Sinistra degli ultimi anni”. Orsini, che ha raggiunto fama internazionale grazie anche alla pubblicazione negli Stati Uniti del suo “Anatomia delle Brigate rosse”, ha commentato con l’Avanti!online gli snodi più interessanti della sua analisi.

Perché il riformismo spaventa tanto gli estremisti?

Il riformismo spaventa l’estremismo di sinistra perché le riforme, quando sono ben fatte, privano i rivoluzionari delle condizioni che favoriscono la diffusione della violenza. I riformisti hanno questa ambizione: migliorare le condizioni di vita dei lavoratori fin da subito. I rivoluzionari pensano che il progetto politico dei riformisti sia una forma di accanimento terapeutico. Contro il capitalismo, secondo loro, si può soltanto staccare la spina. I riformisti pensano che il capitalismo sia una pecora che deve essere ben tosata, ma sono anche fermamente contrari al mercato autoregolato. I rivoluzionari pensano che i riformisti siano soltanto dei traditori prezzolati dalla borghesia.

La vera rivoluzione deve necessariamente passare attraverso una rottura netta con il passato o si possono “cambiare le cose” in maniera graduale?

Turati rifiutava di credere che il mondo sarebbe cambiato con un colpo di spugna. Mi sembra che la storia gli abbia dato ragione. Dove ha prevalso la ricetta leninista, la libertà è svanita e la povertà è aumentata. Dove ha prevalso la ricetta turatiana, sono cresciute la libertà e la ricchezza. Viviamo in un mondo pieno di cose brutte, ed è giusto denunciarle e combatterle come faceva Turati. Ma occorrono anche buone idee. Come tutti gli uomini, Turati ha commesso i suoi errori e aveva i suoi limiti, ma aveva anche un grande serbatoio di idee intelligenti. Purtroppo, Palmiro Togliatti lo ricoprì di disprezzo nel giorno della sua morte. Disse che Turati era stato tra i più spregevoli e corrotti tra gli uomini della sinistra. Un uomo di cui bisognava avere vergogna. Purtroppo, moltissimi hanno creduto a Togliatti. E hanno creduto anche a Gramsci, che definì Turati un “semifascista”.

Secondo lei oggi la sinistra è smarrita?

Secondo me, lo è. Roberto Saviano ha ragione su questo punto ed è stato coraggioso a dirlo così chiaramente nel suo articolo su Repubblica. È stato creato un partito, il PD, senza indicare i riferimenti ideali e culturali che fondano la sua azione politica. Ma la responsabilità di questo vuoto non è del PD. I politici fanno il loro mestiere. Cercano i consensi, non hanno il tempo di rinchiudersi negli archivi storici. Direi, piuttosto, che molti intellettuali e alcune case editrici, abbagliate dal mito di Gramsci, non sempre sono state capaci di fornire gli stimoli adeguati. Alcuni di loro, penso a Massimo Salvadori e a Luciano Pellicani, hanno cercato di sottolineare l’importanza del riformismo, senza incontrare troppi consensi. Tuttavia, la sinistra, sotto il profilo dell’identità politica, appare eccessivamente smarrita. A mio giudizio, anche per un fattore “G” (Gramsci) che ha frenato molte riflessioni. Rifondazione Comunista ha una robusta identità politica, ma non riceve più consensi; mentre il PD riceve milioni di voti, ma è privo di riferimenti culturali adeguati. Il PD dovrebbe dire quali sono i valori e gli ideali in cui crede. Turati ha lasciato un’eredità importante. C’è però un problema sotto il profilo pedagogico: Gramsci e Turati non possono stare nello stesso partito. Occorre avere il coraggio di prenderne atto e di scegliere. Piero Fassino li mise insieme nel congresso dei Democratici di Sinistra a Roma, il 5 febbraio 2005. Per me Fassino è un riformista che ha alcuni meriti importanti, ma la pedagogia dell’intolleranza non può coesistere con la pedagogia della tolleranza. Gramsci è l’eroe di Rifondazione Comunista ed è giusto che sia così. Il PD si interessi di più a Turati.

In che condizioni versa oggi il socialismo in Italia?

Il problema enorme a sinistra è che il termine “socialismo” è diventato quasi inservibile. Alcuni fattori, tra i quali anche l’accanimento ideologico del PDS, hanno distrutto questa parola. I socialisti sono stati ricoperti di disprezzo. Tutto è stato travolto, senza fare distinzioni. Con quali conseguenze? Quando Berlusconi ha iniziato a inanellare un successo dopo l’altro, la parola comunismo non poteva essere pronunciata, a causa dei disastri sovietici. Bisognava richiamarsi al socialismo, ma l’opinione pubblica non avrebbe accolto un simile riferimento perché “socialismo” era diventata una parola sconcia. Insomma, la parola comunismo era stata spazzata via dalla storia, ma la parola socialismo non era utilizzabile, almeno nel breve periodo. Ha avuto così inizio la storia dei simboli politicamente deboli, come la quercia, e una proliferazione di sigle senza contenuti culturali apprezzabili.

Perché tutto questo accanimento da parte dei comunisti contro il partito socialista?

Sotto il profilo culturale, ho ricercato le radici di questo accanimento nel mio libro “Gramsci e Turati. Le due sinistre” e prima ancora in “Anatomia delle Brigate rosse” (Rubbettino). Qui mi limito a fare una considerazione sulla storia più recente e dico che i comunisti avevano le loro “buone ragioni” a odiare Craxi, il quale aveva lavorato per rendersi autonomo, ingaggiando una dura battaglia culturale contro il PCI, contro il leninismo, contro gli aspetti totalitari della cultura di Gramsci e molto altro. Il Psi si smarcò dal PCI per molte ragioni. Una delle principali fu che i socialisti di Craxi pensavano che il PCI fosse un fattore di freno per lo sviluppo economico e culturale del Paese. Il PSI ha colpe gravi nel processo di disfacimento della sinistra, ma bisogna riconoscere che il PSI è stato l’unico vero partito riformista italiano.

Chi sono adesso i nemici del dialogo?

Per deformazione professionale cerco di guardarli sempre dentro di me. Diventerei un nemico del dialogo se io, per primo, ne additassi uno senza dargli la possibilità di replicare. Essendo un’intervista, e non un dibattito pubblico, mi perdoni se la lascio senza risposta.

Raffaele d’Ettorre 

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Commenti all'articolo
  1. Condivido l’analisi sulla disfatta del riformismo italiano dopo la caduta del muro di Berlino e dopo tangentopoli; l’accanimento di Violante ed Occhetto contro il PSI fu virulento, grazie alla collaborazione di certa stampa e di qualche personaggio in cerca di gloria che avevano bisogno di cercare dei colpevoli da additare al pubblico disprezzo cui però non corrispose una risposta chiara, trasparente e convincente dei propri errori da parte della dirigenza dell’epoca del PSI,; il fuggifuggi generale non giovò alla causa del riformismo per cui , a parte le ammissioni pubbliche di Craxi, sarebbe stata necessaria una risposta ferma e decisa che mettesse ai margini quanti erano condizionati dalle vicende giudiziarie per intraprendere in pubblico la strada del riformismo provocando gli altri attori della sinistra…..ma poi si può riscrivere la storia col senno di poi? penso di no! ora il cammino è una speranza che il PD riesca a trovare i suoi riferimenti culturali nei valori del socialismo riformista per ricostituire un grande partito socialista europeo senza i lacci e lacciuoli dei democratici liberisti.

  2. è vero. I rivoluzionari pensano che i riformisti sono “traditori prezzolati dalla borghesia” e a buona ragione!
    il PSI, come qui descritto, il vero partito riformista italiano era un covo di venduti e oggi i pseudo-riformisti del pd all’interno della misero dibattito politico sono quasi identici, sicuramente complementari, ai peggiori partiti reazionari.
    che schifo.

  3. Cosa succede? si può ricominciare a scrive la parola “socialisti”
    Forse Saviano, con la sua recensione su Repubblica sarà redarguito ma è così chiara, così stimolante e condivisibile tanto da obbligarmi a comperare il libro.

    • Io alle prossime ezileoni vado da solo”, cosec diceva Veltroni e in un colpo solo perse l’incarico da sindaco( tradendo il mandato che i suoi elettori gli avevano dato ), e da presidente del consiglio, perche9 perse le ezileoni nazionali. Cosec purtroppo il grande stratega regalf2 alla destra tutte e due le poltrone una ad Alemanno, e l’altra a Berlusconi . Vi ricordate quando diceva un’altro slogan: “se perdo vado in Africa”? Ho una proposta: facciamo una colletta per pagargli il biglietto aereo, ci conviene, almeno lo mettiamo in condizione di non nuocere pif9. Ha distrutto e tradito tutto il popolo di sinistra, per causa sua e una parte dei suoi colleghi di partito , stiamo pagando sulla nostra pelle crisi che non abbiamo causato. La realte0 dei fatti e8 che non ci stanno pif9 difendendo, ma chi rappresentano ? Non so quello che farete voi ma io sono stufo di questi pagliacci. Alle prossime ezileoni voterf2 per rifondazione comunista.( federazione Della Sinistra) Perche9 i veri estremisti sono i vari Veltroni, Berlusconi,Alemanno etc.etc. stanno difendendo gente estremamente pif9 ricca che hanno guadagnato i loro denari sul lavoro di migliaia di esseri umani, sfruttati, umiliati,affamati. Con i loro privilegi e con i loro trucchi politici hanno creato ancora pif9 estremismo: gente infinitamente pif9 ricca e gente sempre pif9 povera, che non arriva pif9 a fine mese e che non ha i soldi neanche per mangiare. VERGOGNATEVI: QUESTO E’ IL VOSTRO VERO ESTREMISMO.Mi azzardo in una previsione politica, il PD un giorno non molto lontano si spacchere0: Veltroni e la parte pif9 grossa andre0 con Casini e l’altra ritornere0 a sinistra, come il figliol prodigo. Quel giorno festeggeremo e sacrificheremo il vitello pif9 grosso: VELTRONI (nel senso che non sare0 pif9 a sinistra, finalmente!)

  4. Finalmente parole chiare sulla perenne distinzione e contrapposizione tra “Riformismo” e “Massimalismo”. Noi siamo Riformisti perchè crediamo nel gradualismo pragmatico nell’intervenire concretamente sulle condizioni in essere e migliorarle realmente, mentre i teorici del Massimalismo e dei pseudo Rivoluzionari, sono quelli che credono che soltanto qaundo verrà preso il potere si risolveranno tutti i problemi, nel frattempo è preferibile che la gente stia peggio per meglio ribellarsi. I Comunisti e i massimalisti, non solo in Italia, hanno sempre “disprezzato” i Riformisti Socialisti perchè mettevano a nudo le posizioni velleitarie che portavano avanti. Come diceva Nenni hanno fatto la scissione per fare la Rivoluzione, dopo tanti anni avrebbero dovuto rientrare nei Socialisti, invece hanno continuato a combatterli senza avere più l’obiettivo della Rivoluzione. Con l’indiscutibile fallimento mondiale del Comunismo, gli ex PCI (PDS, DS, PD), dovrebbero porsi chiaramente il problema di costruire un robusto Partito Socialista in Italia, parte integrante del Socialismo Europeo e Mondiale. Invece si erano impegnati per farne parte ed ora ne sono usciti dal PSE per creare una anomala forza senza amalgama e senza identità culturale e radici nella storia del nostro paese. Un mini compromesso storico in una epoca suprerata da tempo, soltanto per non avere il coraggio di fare una vera scelta Riformista che è quella di essere Socialisti, Ciò vale anche per Vendola, che comincia a richiamare i riferimenti del Socialismo Europeo, ma troppo timidamente, altrimenti mezzo Partito entra in sofferenza per il prevalere di un anti-socialismo permeato all’epoca del PCI. Facciamo un forte Appello per la costruzione anche in Italia di una forza Socialista aderente al PSE e all’Internazionale Socialista.

    • Increedble ser testigos de la mbsopiiilidad que tienen los gobiernos de nuestros pueblos latinoamericanos de aprender de las experiencias de los paedses vecinos y parecen caer o, al menos no evitan, dejarse conducir a situaciones similares de violencia, inseguridad y narcotre1fico una y otra vez. Hasta cue1ndo???

  5. E’ vero, oggi serve ancora un Partito Socialista, ma il problema sembra che siano i socialisti che, salvo alcuni che si sacrificano quotidianamente a portare la bandiera, non riescono a ritrovare l’orgoglio per le proprie idee e il “tengo famiglia” li condiziona al punto di mimetizzarsi in una polverizzazione di formazioni politiche.

  6. Muchas felicidades por su reemnocioicnto a su gran labor periodistica, sin duda es de gran servicio a la poblacion el traerle conocimiento e informacion en este prestigioso medio de comunicacion. Como dicen. La verdad nos hara libres, las palabras tienen fuerza por si mismas, es una alegria contar con profesionales talentosos como Uds. Uno que mas quisiera que se informara sobre puras cosas positivas de nuestras autoridades y comunidad, pero lamentablemente no es asi. En hora buena.

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