lunedì, 11 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Palamara (Anm), responsabilità civile è una pistola alla tempia dei giudici
Pubblicato il 02-02-2012


Nuovamente battuto il governo Monti. E s’infuoca lo scontro tra i poteri dello Stato. Con 264 voti a favore e 211 contrari, è passato oggi alla Camera con scrutinio segreto l’emendamento alla legge comunitaria che prevede sostanziali modifiche relative alla responsabilità civile dei magistrati. Un emendamento targato Lega proposto dall’onorevole Gianluca Pini.

E mentre la maggioranza in Parlamento si spacca, assediata dal fuoco dei franchi tiratori, fuori dalla Camera i giudici hanno già caricato i cannoni: l’Associazione Nazionale Magistrati infatti convocherà per martedì prossimo un comitato direttivo centrale straordinario per decidere sulla questione sciopero. Il Presidente dell’Anm Luca Palamara, sentito in esclusiva dall’Avanti!online, ha commentato a caldo i temi del dibattito.

Cos’è accaduto oggi alla Camera?

Far passare un emendamento del genere significa puntare una pistola alla tempia dei giudici: limitarli effettivamente nell’esercizio delle loro funzioni.

Ritiene sensato che un giudice risponda per eventuali danni causati da un errore giudiziario?

È una prassi estranea agli ordinamenti occidentali. Introdurre un emendamento che ha come finalità quella di agire direttamente nei confronti del giudice, a differenza di quello che avviene nelle principali democrazie europee, significa introdurre una forma di responsabilità che rischia di limitare la libertà di giudizio del magistrato stesso. In altre parole, di terrorizzarlo nell’esercizio delle sue funzioni. In particolare, quello che colpisce è che in questo momento si sta creando una sovrapposizione di due concetti distinti: responsabilità dello Stato e responsabilità dei giudici.

Cosa intende?

Si sta facendo passare il messaggio che oggi in Italia il giudice che sbaglia non paga, mentre invece non è così. Esiste una legge del 1988 che disciplina tutta la normativa: prevede già una responsabilità del giudice in questi casi 

Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, ha dichiarato: “È una polemica assolutamente inaccettabile da parte dell’Anm, che evidentemente reputa di essere il Parlamento di ultima istanza e non lo è”. Lei come risponde a questa accusa di Cicchitto?

Il Parlamento fa le leggi, noi le applichiamo nell’interesse di tutti. Così è e così dovrebbe essere.

Raffaele d’Ettorre

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Quella della responsabilità civile dei magistrati e’ stata e deve essere una battaglia socialista. Spero che il nuovo Avanti si ricordi sempre il proprio DNA discostandosi dalle opinioni compatte rese oggi dal centrosinistra sostenendo con coraggio che il voto odierno del Parlamento deve essere da noi festeggiato

  2. L’impeto mostrato dai magistrati, che minacciano una opposizione da partito vero e proprio, mi pare un indicatore evidente di una anomalia esistente. Ma questa iniziativa posta in essere da leghisti e pidiellini non mi pare avere lo scopo di introdurre una legge sensata, ma piuttosto quello di aprire un varco all’interno della coalizione del centro sinistra.

  3. Mi ricordo che fummo tra coloro che sostennero il referendum sulla responsabilità dei giudici e in seguito, sicuramente complici noi stessi, la nostra storia è stata quella che tutti conosciamo.
    E’ vero che la Lega ha altre finalità, ma è anche vero che l’unica “casta” intoccabile è quella dei giudici.
    Sarebbe necessaria una riforma vera della Giustizia e dell’ordinamento della Giustizia che tenesse conto della completa indipendenza che i Giudici devono assolutamente avere ma nel contempo dovrebbero stare lontani dalle aule del parlamento e da ogni incarico politico amministrativo.
    Un difficile equilibrio da raggiungere ma se è vero che la democrazia è separazioni dei poteri, facciamo della magistratura un vero potere ma separiamolo dagli altri.

  4. Palamara si rifà alle altre democrazie occidentali, ma non le cita quando si parla della separazione delle carriere. Il PD reagisce malamente perchè sente di dovere onorare un debito con le toghe, ma farebbe bene a lasciare perdere i franchi tiratori che stanno tra le sue fila, perchè sono quelli l’espressione riformista che Bersani non riesce a caricare in pieno sulle spalle del suo Partito. La Lega ha voluto fare uno sgambetto a qualcuno, ma non lo ha fatto al Governo che si è chiamato fuori. I socialisti devono essere felici del voto di ieri.

Lascia un commento